Tredici morti a Pasqua nella guerra alla droga di Duterte

Tredici morti a Pasqua nella guerra alla droga di Duterte

Non si è fermata neanche nel giorno di Pasqua nelle Filippine la «guerra alla droga» del presidente Duterte. L’appello del cardinale Tagle: «Non lasciamo che si diffonda una cultura per la quale uccidere è normale»

 

Anche nel giorno di Pasqua nelle Filippine è andata avanti la guerra a tutto campo delle unità speciali anti droga volute dal presidente Rodrigo Duterte. Nonostante i ripetuti appelli da parte dei vescovi filippini nella Settimana Santa si sono contate 39 persone uccise nelle 564 operazioni contro i consumatori e gli spacciatori di stupefacenti condotte dalla polizia filippina durante la Settimana Santa. «La nostra lotta non conosce soste», ha detto il capo della polizia Ronald dela Rosa precisando che 13 di queste morti sono avvenute nel giorno di Pasqua.

Proprio l’uso della forza come unico metodo nella lotta alla diffusione delle tossicodipendenze è stata posta dal cardinale arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle al centro delle celebrazioni del Triduo Pasquale. Nel Giovedì santo il cardinale Tagle ha scelto di lavare i piedi a un gruppo di ex tossicodipendenti che hanno accolto l’invito della campagna antidroga del governo, spiegando che «tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno di essere purificati da Gesù». Ma nella Via Crucis del Venerdì Santo ha anche aggiunto un invito a non rimanere passivi di fronte al diffondersi della «cultura della morte». «Non possiamo rimanere semplici spettatori – ha spiegato -. Non possiamo limitarci a scuotere la testa o semplicemente commiserare.Ciascuno di noi deve agire nel suo piccolo per rafforzare e diffondere una cultura dell’amore, della compassione e del rispetto che sono le fondamenta della vita».