La Porta Santa mobile delle Isole Salomone

La Porta Santa mobile delle Isole Salomone

Nella diocesi di Gizo il segno del Giubileo è diventato itinerante per poter raggiungere tutti, anche nei posti più sperduti dell’arcipelago delle Isole Salomone in Oceania. Il vescovo Luciano Capelli: «È bello quando la gente ha la possibilità di ricominciare»

 

Papa Francesco ha voluto che il giubileo della misericordia fosse celebrato nelle chiese locali più che a Roma. Ogni diocesi si è quindi ingegnata ad aprire una Porta Santa anzitutto nella chiesa cattedrale e spesso anche in altre chiese più decentrate. Il vescovo Luciano Capelli, salesiano italiano, col suo consiglio pastorale è però andato ben oltre nella sua remota diocesi di Gizo alle Isole Salomone in Oceania.

“La maggior parte della gente vive talmente isolata in località remote dell’arcipelago”, ha detto di recente ad una locale agenzia di stampa, “che non ha nessuna possibilità di recarsi in massa alla cattedrale o ad un’altra chiesa importante per celebrare il giubileo della misericordia”. Da qui l’idea di una porta santa mobile ed itinerante dal capoluogo alle zone più remote. Per due mesi fino al 9 maggio un gruppo di volontari ha quindi portato la porta santa in giro per la diocesi offrendo a tutti la possibilità di riconciliazione e penitenza. “Il desiderio della misericordia che converte i cuori e genera perdono, solidarietà e servizio è divenuto palpabile qui nella diocesi di Gizo”, ha detto il vescovo.

Accolta di volta in volta dalla gente sulla spiaggia la porta santa è rimasta tre giorni in ogni località accompagnata da veglie di preghiera, celebrazioni liturgiche, formazione catechetica sul significato del giubileo, sacramento della confessione, eucaristia, dialoghi di riconciliazione tra individui, famiglie e gruppi in conflitto. “I sacerdoti normalmente in carica delle comunità sono rimasti sorpresi dalla carica spirituale generata dal pellegrinaggio della porta santa”, ha aggiunto mons. Capelli. “È bello quando la gente ha la possibilità di ricominciare, lasciarsi il passato alle spalle, fuori dalla porta, trasformare gli errori e conflitti in occasioni di rinnovamento e di crescita per non ripetere gli stessi errori”.