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title: "L&#8217;Etiopia fra land grabbing e carestia"
description: "Carichi di frutta e verdura per l'esportazione escono ogni settimana dall'Etiopia per il mercato di Gibuti, mentre nel Paese la carestia colpisce 18 milioni di persone."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/etiopia-land-1024x768.jpg
date: 2016-03-04
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/3354/
categories: [Africa]
tags: [carestia, etiopia, fame, land grabbing]
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# L&#8217;Etiopia fra land grabbing e carestia

![L&#8217;Etiopia fra land grabbing e carestia](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/etiopia-land-1024x768.jpg)

##### Autobus carichi di frutta e verdura freschi provenienti dall’Etiopia arrivano due volte alla settimana a Gibuti, per essere venduti sui mercati locali. Eppure il più grande Paese del Corno D'Africa sta soffrendo una terribile carestia, con 18 milioni di persone a rischio malnutrizione. Una contraddizione che evidenzia la doppia velocità di una delle economie più in crescita del continente.

 

Arrivano puntuali a **Gibuti** due volte alla settimana dall'Etiopia: autobus carichi di **frutta e verdura** per il mercato locale. **“Le consegne sono andate avanti puntualmente anche in questi mesi di carestia”.** A confermarcelo è una fonte locale. "Prima gli ortaggi arrivavano via treno, ora sugli autobus, in attesa della linea ferroviaria che collegherà Addis Abeba a Gibuti, che un’azienda cinese sta ultimando”.

L'Etiopia è uno dei Paesi che viene citati per primi quando si parla di land grabbing, ovvero l' "accaparramento" delle terre in Africa da parte di aziende e governi di altri Paesi. Negli ultimi anni il governo ha "affittato" 2,5 milioni di ettari di terreni agli investitori stranieri: soprattutto indiani ma anche cinesi, arabi e olandesi. **Investimenti che in teoria dovrebbero avere ricadute positive in termini di sviluppo locale,** eppure** le serre dove si coltivano fiori ma anche frutta e verdura sono gli snodi di un commercio che procede parallelo.**

Uno degli obiettivi del governo è sviluppare **l'agricoltura intensiva per l'esportazione,** **voce che va ad accrescere il Prodotto interno lordo.** L'Etiopia però è una nazione di piccoli agricoltori, **l'85 per cento della popolazione è composta da contadini** che coltivano piccoli appezzamenti di terra per mantenere le proprie famiglie.

**A sfamare la maggior parte della popolazione etiope non è l'agricoltura intensiva, ma quella su piccola scala**,** famigliare o poco più:** “I primi a soffrire la siccità sono stati gli agricoltori e i piccoli produttori, che non hanno accesso all’acqua in modo permanente e che dipendono dall’irrigazione piovana” afferma da Addis Abeba **Andrea Bessone,** responsabile dei progetti agricoli in Etiopia dell’[Associazione internazionale volontari laici (Lvia).](http://www.lvia.it/)“Se gli investimenti fossero stati indirizzati anche nella aree agricole, per esempio creando sistemi irrigui a supporto degli agricoltori, la sicurezza alimentare sarebbe ora meno a rischio”.

**Un altro paradosso è che nel giro di due anni l’Etiopia esporterà a Gibuti anche acqua,** attraverso un condotto in costruzione **a partire dalla città di Adi Ggala,** nella Somali Region. E anche all'interno del Paese esistono coltivazioni come quelle per produrre **l'olio di palma** che richiedono imponenti risorse idriche, **in un Paese che lotta da sempre contro la siccità.** Olio di palma che viene utilizzato dall'industria alimentare, e quindi coltivato principalmente per l'esportazione.

Nel 2005 il **governo etiope** ha avviato il programma ***Productive safety net* **(Rete di protezione produttiva) per supportare le popolazioni rurali in aree dove la siccità è cronica e ricorrente. Ma questo programma si basa soprattutto su cibo in cambio di lavoro: vengono consegnati beni alimentari ai capi famiglia in cambio di servizi per la comunità. E **gli interventi di molte organizzazioni non governative nelle aree colpite dalla siccità consistono nella riabilitazione di pozzi in disuso o danneggiati.** Gli investimenti a favore dell'agricoltura su piccola scala ancora non si vedono e non sono strutturali.

Eppure **secondo tutti gli studi delle agenzie specializzate dell'Onu** -  che ha dedicato lo scorso anno all'agricoltura famigliare - **la sicurezza alimentare passa proprio dal sostegno allo sviluppo dell'agricoltura su piccola scala,** visto che fornisce il 70% di cibo a livello mondiale. A sfamare il pianeta, alla base di tutta la piramide, sono i piccoli agricoltori.

 

*Uno speciale sulla carestia in Etiopia comparirà sul numero di Aprile di Mondo e Missione.*

 

 
