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title: "Africa: a causa del Covid-19 si muore di… malaria!"
description: "È uno dei drammatici “effetti collaterali” del Coronavirus in Africa: le morti per malaria nel 2020 potrebbero raddoppiare, arrivando a quasi 800 mila"
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date: 2020-04-30
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/africa/africa-a-causa-del-covid-19-si-muore-di-malaria/
categories: [Africa, Coronavirus]
tags: [Africa, coronavirus, malaria]
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# Africa: a causa del Covid-19 si muore di… malaria!

![Africa: a causa del Covid-19 si muore di… malaria!](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/MSF308120_Medium.jpg)

##### È uno dei drammatici “effetti collaterali” della diffusione del coronavirus in Africa: le morti per malaria nel 2020 potrebbero raddoppiare, arrivando a quasi 800 mila

 

«È difficile prepararsi ad affrontare questo periodo critico. E l’epidemia di Covid-19 sta rendendo questo compito ancora più difficile». È preoccupato Hassan Maïyaki, capo-missione di [Medici senza Frontiere](https://www.medicisenzafrontiere.it/) (Msf) in Burkina Faso, un Paese segnato da «instabilità e insicurezza, con un sistema sanitario indebolito e difficoltà nel raggiungere le persone, per le organizzazioni umanitarie, compresa MSF». Ci mancava solo l’emergenza Coronavirus per rendere ancora più difficoltosa la lotta contro la malaria, i cui picchi stagionali sono attesi per i prossimi mesi. «L’anno scorso - continua Maïyaki - la malaria è stata la principale patologia riscontrata tra i nostri pazienti. Ora **temiamo il peggio con l’arrivo del picco tra maggio e ottobre**, dato che molte strutture mediche hanno chiuso e che le persone sono bloccate in aree difficilmente raggiungibili con un accesso estremamente limitato all’assistenza sanitaria».

**Indietro di vent’anni**

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), **in Africa si concentra circa il 93 per cento dei 230 milioni di persone che contraggono la malaria nel mondo** e il 94 per cento dei decessi totali. Si tratta, nella maggioranza dei casi, di neonati e bambini al di sotto dei 5 anni. I più piccoli sono il 67 per cento delle vittime. Ma sono particolarmente a rischio anche donne incinte e malati di Aids e Tbc. Quest’anno, in Africa, si potrebbe arrivare a circa 770 mila morti, esattamente come vent’anni fa. **Il Coronavirus rischia di cancellare tutti gli sforzi fatti**, in questi due decenni, per prevenire il contagio e ridurre la mortalità. Si stima, infatti, che dal Duemila, si è riusciti a prevenire un miliardo di contagi, grazie soprattutto alla distribuzione di zanzariere impregnate di insetticida, e a evitare un milione di morti, grazie alle cure rese più accessibili. Ora, le misure introdotto per contrastare la diffusione del Covid-19 rendono particolarmente ardua, se non impossibile, l’una e l’altra cosa.

«Sospendere le attività di distribuzione di zanzariere e spray a media e lunga durata - ammonisce l'Oms - lascerà un gran numero di persone vulnerabili alla malattia, tra cui molti bambini piccoli e donne incinte. Se c’è bisogno urgente di affrontare in modo aggressivo il nuovo Coronavirus, occorre al contempo che altre malattie killer, come la malaria, non vengano trascurate».

**Clorochina, anti-malaria o anti-Covid-19?**

Quanto ai **farmaci**, tradizionali anti-malarici come la **clorochina e l’idrossiclorochina** sono stati utilizzati sperimentalmente anche per il Covid-19. L’Università di Oxford ha avviato il più grande *trial* mai organizzato finora, con 40 mila partecipanti in Asia, Europa e Africa. Tuttavia, i risultati non sono ancora disponibili, ma è certo che l’utilizzo scriteriato può avere effetti tossici o addirittura mortali. Come è già successo in Nigeria, dove almeno tre persone sono morte a causa di un’overdose di clorochina assunta per combattere il Coronavirus. L’Oms ha già sollecitato i Paesi che usano questi farmaci per curare la malaria a farne le dovute scorte, visto che potrebbero diventare irreperibili nel caso di una forte richiesta a livello mondiale per il Covid-19. Ad esempio, **gli Stati Uniti si sono già accaparrati 30 milioni di dosi** nella loro scorta strategica nazionale. Mentre molti Paesi africani, per cui la malaria resta una delle principali causa dei morte, potrebbero rimanerne senza.

**Diritti e divieti**

Ad aggravare per certi versi la situazione, si sono aggiunte anche le misure di *lockdown*, che non permettono alla gente di muoversi liberamente. «Il divieto dei trasporti e il coprifuoco notturno stanno rendendo **molto difficili gli spostamenti, anche per esigenze sanitarie** - racconta Dominique Corti, delal **[Fondazione Corti](https://fondazionecorti.it/) **che sostiene l’ospedale cattolico St. Mary’s Lacor di Gulu, nel Nord dell’Uganda -. Il risultato si vede già: in passato erano 500, anche 600 i pazienti che si rivolgevano agli ambulatori del Lacor. Ora sono 30, massimo 40». L’ospedale è abituato ad affrontare grandi e severe crisi. È sopravvissuto al lungo conflitto civile che per quasi due decenni ha devasto le regioni settentrionali; e ha pagato un prezzo altissimo durante l’epidemia di Ebola del 2000. E ora si trova a dover affrontare anche la possibile pandemia di Coronavirus che non è ancora arrivata sin qui, ma che sta già provocando molta apprensione e sofferenza. «**La preoccupazione più grande è che le persone muoiano perché non possono arrivare all’ospedale**. Di malaria, soprattutto, ma anche di anemia, diarrea o di polmoniti che non hanno nulla a che fare con il nuovo virus. O di parto, se la futura mamma non riesce a raggiungere l’ospedale quando la gravidanza si complica».

Dominique Corti, che è anch’essa medico, come i suoi genitori, Lucille e Piero Corti che hanno fatto di quello di Gulu uno dei più importanti ospedali dell’Uganda, ricorda che «l’Uganda, con i suoi 1,6  milioni di casi e più di diecimila decessi l’anno è il sesto Paese al mondo per numero di morti di malaria. Quanti saranno ora che la stagione delle piogge si avvicina e gli ospedali sono così difficili da raggiungere?».

L’esperienza di Ebola in Africa Occidentale (Sierra Leone, Liberia e Guinea Conakry) è drammaticamente illuminante. Durante gli anni critici dell’epidemia (2014-2016), nei centri sanitari della Guinea Conakry sono stati registrati 74 mila casi di malaria in meno rispetto agli anni precedenti, perché i pazienti non vi si recavano e il numero dei trattamenti antimalarici è diminuito sensibilmente, secondo uno studio pubblicato dalla rivista medica britannica *Lancet*. Ma il numero dei morti è cresciuto. In particolare, sono stati segnalati oltre 7.000 decessi in più per malaria di bambini al di sotto dei 5 anni - il gruppo più vulnerabile, con i due terzi dei morti - nei tre Paesi più colpiti da Ebola.

**Meno fondi, a****spettando il vaccino**

Purtroppo, secondo l’Oms gli sforzi finanziari per debellare una delle malattie più mortali al mondo e la più mortale in Africa si sono ridotti invece di aumentare: infatti si** è scesi da 3,2 miliardi di dollari nel 2017 a 2,7 miliardi l'anno successivo**. Il direttore generale, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, il cui fratello è morto proprio di malaria, ha affermato che è necessario «maggiore slancio», lamentando il calo dei finanziamenti.

Una speranza potrebbe venire dal vaccino che è stato introdotto con un **progetto-pilota in Malawi, Kenya e Ghana**, tra aprile e settembre del 2019, ma di cui si attendono ancora i risultati. Nel frattempo, tutti coloro che operano in ambito sanitario in Africa, si trovano di fronte a una sfida complessa: quella di contrastare il Coronavirus, ma anche quella di garantire le cure per tutte le altre patologie che normalmente affliggono la popolazione. A cominciare proprio dalla malaria che, con l’arrivo della stagione delle piogge, tornerà a essere una pericolosa minaccia per milioni di persone.

 

 
