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title: "Africa: lotta all&#8217;Aids a tutto campo (mediatico)"
description: "La lotta all'Aids in Africa passa anche attraverso la radio, i murales e, più di recente, lo storytelling digitale"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/HIV-AIDS.jpg
date: 2015-12-01
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/africa-lotta-allaids-con-i-media/
categories: [Africa]
tags: [Africa, radio, tecnologia, web]
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# Africa: lotta all&#8217;Aids a tutto campo (mediatico)

![Africa: lotta all&#8217;Aids a tutto campo (mediatico)](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/HIV-AIDS.jpg)

 

##### Video, radio, murales e di recente lo storytelling digitale. In Africa la prevenzione dell'Aids passa attraverso svariati canali di comunicazione, in modo creativo e sorprendente.

La regina in Africa resta la **radio.** Basta camminare in una città o in un villaggio africano per notare immediatamente** la quantità di radio accese e ascoltate. **Grazie alla sua diffusione questo mezzo di comunicazione ha avuto un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione della popolazione sui rischi dell'HIV.

In Guinea Bissau **[Radio Sol Mansi](http://www.radiosolmansi.net/)**, fondata da **padre Davide Sciocco** del Pime, è attiva su questo fronte dal 2010 ed **è stata premiata dal segretariato per la lotta all'Aids per l’impatto dei suoi programmi nella vita delle persone portatrici di HIV/AIDS,** e per l’informazione circa la diffusione sulla pandemia. "Il primo passo è stato quello di informare: rendere coscienti i giovani che l'Aids esisteva, perché all'inizio c'era una grossa resistenza in Guinea Bissau ad ammettere l'esistenza del virus" spiega padre Davide Sciocco. "Il secondo passo è stato quello di **aiutare la gente a modificare l'atteggiamento nei confronti della malattia,** non vedendo innanzitutto lo spauracchio della morte ma la possibilità di cambiare i comportamenti e prevenire il contagio. Come terzo passo la radio ha mandato in onda **un programma che invitava a non emarginare e a non discriminare chi era ammalato di Aids,** e proprio questo programma è stato premiato a livello nazionale nel 2011, insieme al giornalista che lo conduceva".

"Di recente Radio Sol Mansi ha sperimentato con successo anche il **teatro **per sensibilizzare la popolazione nei villaggi sull'Aids", aggiunge padre Davide.

In moltissimi Paesi africani è comune trovare **murales** sull'Aids. Su questo linguaggio ha puntato Medici senza frontiere in Sudafrica, coinvolgendo artisti locali e pazienti sieropositivi che hanno deciso di raccontarsi e farsi ritrarre su un murales realizzato a Khayelitsha, baraccopoli di Città del Capo tra i luoghi con più alta incidenza di Aids nel mondo. Da questa esperienza è nato il **video** "C'è vita oltre l'Hiv", diffuso oggi in occasione della giornata mondiale della lotta all'Aids.

Un mezzo di comunicazione decisamente più recente è il **"digital storytelling"**, che integra testi, video e immagini sfruttando la diffusione di internet e cellulari in Africa.Un progetto d'avanguardia in questa direzione è [Sura ya UKIMWI](http://surayaukimwi.com/)(Il volto dell'Aids), finanziato dall'Accademia della Finlandia, che ha coinvolto adolescenti e bambini provenienti da contesti molto poveri in Tanzania e Sudafrica, invitandoli a esprimere dubbi e paure sull'Aids su una piattaforma digitale condivisa.

**In Africa la lotta all'Aids ha conosciuto in questi anni importanti progressi.  **Nell'arco di un decennio, tra il 2001 e il 2012 il numero di nuove infezioni di hiv in Africa meridionale e centrale è sceso del 48% e del 54% tra il 2001 e il 2012.

A livello internazionale, alla fine del 2013 circa 12,9 milioni di persone hanno avuto accesso a una terapia antiretrovirale. Di queste, 11,7 milioni vivevano in paesi a basso e medio reddito. Se il trend continua, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità** l’obiettivo di provvedere all'accesso universale alle terapie sarà raggiunto e superato entro il 2015.**

I dati indicano inoltre che **cala il pregiudizio percepito** sul virus dell’hiv nei paesi a basso reddito. In Congo-Brazzaville, il 77% delle donne incinte che riceve cure prenatali ha effettuato volontariamente il test dell'hiv nel 2011, rispetto al 16% nel 2003.

Secondo il rapporto sugli Obiettivi del Millennio si riducono le infezioni e i casi di mortalità nei bambini sotto i cinque anni, grazie alla prevenzione della trasmissione tra madre e figlio, con un calo del 34,38% tra il 2005 e il 2012. Alla fine del 2012, erano più di 900mila le donne incinte affette da hiv che hanno ricevuto i trattamenti antiretrovirali: l’accesso alle cure è saluto dal 57% del 2011 al 62% nel 2012.

Nonostante i miglioramenti, l'Africa Subsahariana è ancora oggi la zona più colpita al mondo. Nel 2014, il numero di persone che convivono con l’Hiv è arrivato a 25,8 milioni: più della metà sono donne e circa 1,4 milioni bambini.

*Video: C'è vita oltre l'Hiv*

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