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title: "Algeria: è caccia ai migranti"
description: Dal primo dicembre è in corso una retata della polizia nei quartieri di Algeri per arrestare i migranti subsahariani ed espellerli dal Paese.
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date: 2016-12-06
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/algeria-caccia-ai-migranti/
categories: [Africa]
tags: [Algeria, diritti umani, migranti]
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# Algeria: è caccia ai migranti

![Algeria: è caccia ai migranti](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/mali-PHH-KAHINA-41-1024x679.jpg)

##### Dal primo dicembre è in corso una retata in massa dei migranti africani nei quartieri di Algeri, che vengono deportati in un campo a Tamanrasset per essere espulsi.

Ad Algeri **tutti i quartieri dove vivono i migranti dell’Africa subsahariana sono stati circondati dalla polizia.** Le retate non risparmiano le donne e i bambini. Un sindacato autonomo algerino, Snapap, ha denunciato **«la più grande caccia all’uomo nero dopo l’indipendenza»**. A riportare la notizia è Radio France International: sarebbero già 1400 i migranti subsahariani arrestati dalla polizia algerina. Alcuni sono già stati deportati in un campo a Tamanrasset, in vista dell’espulsione dal Paese.![carte%20algerie](https://mondoemissione.it/wp-content/uploads/Carte20Algérie-298x300.gif)

Nei quartieri di Algeri i migranti sono stati **arrestati nelle loro case, nei luoghi di lavoro o per strada,** affermano dei testimoni ai microfoni di Rfi, fra cui anche un migrante che, tornato a casa, ha constatato che tutte le sue cose erano state portate via dalla polizia e si è rifugiato in una moschea. Chi è riuscito a sfuggire alla retata resta nascosto per paura di essere fermato.

«Non possiamo andare al lavoro o uscire perché ci arrestano» racconta a Rfi una donna della Costa D’Avorio che non riesce più a mettersi in contatto con il marito.

**I migranti nel Paese nordafricano sono circa 150 mila,** secondo la gendarmeria algerina. **Provengono in maggioranza da Nigeria, Niger, Liberia, Camerun, Mali e Guinea** e si trovano in Algeria nella speranza di raggiungere l’Europa passando dal Marocco o dalla Libia, ma spesso restano bloccati vivendo da clandestini. Non è la prima volta che il governo algerino usa le maniere forti per rispedirli indietro, violando i diritti umani e ogni convenzione internazionale sui rifugiati.

Già nel 2012[un rapporto del Jesuit Refugee Service](https://jrseurope.org/assets/Publications/File/LivesInTransitionJRSEUR10Dec2012.pdf), presentato a Bruxelles, denunciava un aumento dei rimpatri forzati e delle violazioni dei diritti umani dei migranti, in particolare in Marocco e in Algeria. Ma nulla è stato fatto.

«**L’Algeria sta solo facendo il “compito” che le è stato assegnato dall’Unione Europea,** anche dietro finanziamenti, affinché impedisca il flusso in arrivo» ha detto a Radio Vaticana **Don Mussie Zerai,** sacerdote scalabriniano eritreo diventato un riferimento per molti profughi. «Ormai non viene attuata nemmeno la Convenzione di Ginevra, che impedisce queste deportazioni di massa: non si verificano le reali situazioni e le condizioni di quelle persone e se hanno i requisiti per essere riconosciute come rifugiate».

Lo scorso 30 settembre** Amnesty International ha lanciato l’allarme** in un [rapporto](http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/2016/Algeria.pdf) sulle condizioni dei migranti subsahariani in Algeria, denunciando, oltre alle deportazioni le violazioni dei diritti umani, lo sfruttamento e il razzismo di cui sono vittima.

«Ad Algeri ci sono cantieri ovunque. Viviamo dentro i cantieri abbandonati, lavoriamo in quelli aperti: la nostra vita si riassume così – racconta un migrante guineano che vive nella capitale alla testata web Observateurs de France 24 -. Facciamo tutto quello che le persone di qui non vogliono fare. I padroni ci chiamano “camerati”, e uno ha l’impressione che voglia dire “schiavi”. Ma non abbiamo scelta, sono i soli che accettano di far lavorare dei clandestini».
