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title: "Camerun: massima sicurezza per l&#8217;avvio delle scuole"
description: Nella regione a nord con la Nigeria si convive con la minaccia continua del terrorismo di Boko Haram, con qualche spiraglio per la riapertura delle scuole.
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date: 2016-09-26
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/camerun-ad-ora-nessun-bambino-kamikaze/
categories: [Africa]
tags: [Africa, Boko Haram, camerun, terrorismo]
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# Camerun: massima sicurezza per l&#8217;avvio delle scuole

![Camerun: massima sicurezza per l&#8217;avvio delle scuole](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/IMG_0973-800x600.jpg)

##### «Nella nostra Regione dell’Estremo Nord c’era molta apprensione per paura di qualche attentato con bambini kamikaze, ma, per grazia di Dio, non è successo niente di così grave». Nel mondo c’è chi comincia l’anno scolastico così.

Fratel **Fabio Mussi,** missionario laico del Pime, opera nel **nord del Camerun** al confine con la Nigeria,** una delle più colpite da Boko Haram, che dal 2009 ha massacrato oltre 20 mila persone costringendone circa 200 mila alla fuga.** Uno degli aspetti collaterali di questo clima di terrore è instabilità è l’impossibilità per i ragazzi di frequentare la scuola. «Circa **170 scuole sono state chiuse nell’area di confine con la Nigeria** – spiega fratel Mussi -. Chi vuole continuare ad andare a scuola è costretto a spostarsi di trenta o quaranta chilometri all’interno del Paese, ma poi ha il problema di trovare vitto e alloggio. Circa diecimila ragazzi si sono spostati per continuare a studiare».

Nelle sei scuole della Provincia di Logone e Chari situate nelle località di Kousseri, Blangoua e Blaram, le più esposte alle condizioni di guerra aperta, **l’anno scolastico è iniziato con delle misure di sicurezza al massimo livello.** Pattuglie di militari hanno perlustrato e piantonato gli edifici scolastici per i primi giorni. «Grazie anche a questi dispositivi tutto è iniziato bene – continua Fabio Mussi –. Nonostante questo clima di insicurezza, abbiamo registrato il fatto positivo che le autorità amministrative sembrano disposte a **riaprire alcune delle 170 scuole chiuse nel 2015** a causa degli attacchi di Boko Haram». Anche Fotokol - cittadina spesso al centro di azioni belliche in quanto situata alla frontiera con la Nigeria e importante snodo di passaggio per il commercio regionale - ha avuto il permesso di riavviare la scuola superiore. «Questo annuncio, che al momento non è ancora diventato un fatto reale, è certamente di buon auspicio. Restano però da realizzare tutte le fasi preliminari che vanno dal rimettere in ordine gli edifici, finora utilizzati da centinaia di profughi e sfollati, al reperimento degli insegnanti, ancora dislocati presso altri istituti superiori o irreperibili. In ogni caso, la **ripresa delle normali attività nel settore educativo** è quanto ci auguriamo tutti noi che stiamo operando per migliorare questa difficile situazione».

Fratel Mussi, che è anche il rappresentante della Caritas della diocesi di Yagoua ha attivato un progetto sostenuto dal Pime per aiutare i ragazzi sfollati a frequentare la scuola, sostenere le spese di iscrizione scolastica e agli esami. «Anche quest’anno dovremo fare molta attenzione a causa del **clima di insicurezza** che si è ormai stabilizzato nella nostra regione dell’estremo nord del Paese – prosegue fratel Mussi –. Durante le vacanze estive, abbiamo organizzato 3 settimane di aggiornamento dei nostri 158 Insegnanti e 3 Animatori pedagogici. In queste sessioni abbiamo dovuto formare gli insegnanti anche su alcune misure di sicurezza. I formatori hanno insistito affinché, dove possibile, siano rinforzate le recinzioni delle aree scolastiche e organizzati dei **comitati di sorveglianza.** Tutto questo in vista di evitare il pericolo più frequente nelle scuole che è quello degli attentati con esplosivi, o dei rapimenti».

 
