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title: "Costa d’Avorio: al voto cercando la pace"
description: "La Costa D'Avorio torna al voto a cinque anni dalla guerra civile che causò 5mila morti. Sia la Conferenza episcopale che il Consiglio degli imam invocano la pace"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/costa-davorio.jpg
date: 2015-10-23
author: Davide Maggiore
url: https://www.mondoemissione.it/africa/costa-davorio-al-voto-cercando-la-pace/
categories: [Africa]
tags: [Alassane Ouattara, Alexis Touably, Charles Konan Banny, "Costa d'Avorio", Marcelin Yao]
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# Costa d’Avorio: al voto cercando la pace

![Costa d’Avorio: al voto cercando la pace](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/costa-davorio.jpg)

##### Il paese torna alle urne per le presidenziali, cinque anni dopo il voto del 2010 e la guerra civile con 3.000 morti. Preoccupano soprattutto il rischio di nuove tensioni e il futuro dei giovani.

 

Più che ai nomi e ai numeri, nelle **elezioni di domenica 25 ottobre in Costa d’Avorio** si guarderà alla pace. Nel paese dell’Africa occidentale,** il capo di stato uscente Alassane Ouattara sembra avviato verso una facile vittoria.** Enorme la differenza con cinque anni fa, quando le elezioni si trasformarono in un duello all’ultimo sangue tra lo stesso Ouattara e** Laurent Gbagbo,** non solo in senso metaforico. Davanti al rifiuto di Gbagbo - allora in carica, ma sconfitto nelle urne - di riconoscere i risultati e di lasciare il potere, i partigiani dei due candidati ripresero le armi. Il riesplodere delle ostilità, in cui furono coinvolti anche i caschi blu dell’Onu e la missione francese Licorne, provocò oltre 3.000 morti e solo l’arresto di Gbagbo mise fine ai massacri.

Oggi l’ex presidente è sotto processo all’Aia e quanto resta del suo partito, guidato da Pascal Affi N’Guessan, non può competere col cartello elettorale che sostiene Ouattara. Né sembra poterlo fare la **Coalizione nazionale per il cambiamento,** che raggruppa i delusi dei due schieramenti, e ha come uomo di punta **l’ex premier Charles Konan Banny.** Proprio a questa forza, però, si devono le manifestazioni che a metà settembre hanno provocato 3 morti nell’ovest, facendo temere nuovi disordini.

**Uno dei gruppi più a rischio di essere strumentalizzati sono i giovani,** molti dei quali disoccupati. A loro si è rivolto **il vescovo di Yamoussoukro,** capitale amministrativa del paese, **mons. Marcelin Yao.** L’invito è stato quello a “non essere vittime di coloro che fanno ‘bracconaggio politico’, perché sarebbero capaci di sacrificarvi sull’altare delle loro ambizioni politiche smisurate, per non dire egoistiche”.

Mons. Yao ha esortato i ragazzi, piuttosto, a “prendere sul serio” gli studi: “È l’unica condizione - ha affermato - per non cercare di partire, domani, dalla Costa d’Avorio, per non lasciare l’Africa andando a farsi ammazzare chissà dove”. Un cenno, questo, a uno dei problemi più pressanti per chi governerà il paese dopo il 25 ottobre: **garantire che i proventi della crescita economica seguita alla fine della guerra civile (+8% previsto quest’anno) vadano a beneficio di tutti, senza che nessuno sia costretto all’emigrazione.**

Al momento però l’attenzione è ancora quasi tutta sull’esito delle elezioni e sui giorni che seguiranno: frequenti sono state le preghiere per la concordia e anche **il presidente della conferenza episcopale, mons. Alexis Touably, vescovo di Agboville, ha invitato tutti a chiedere perdono “per i peccati contro la pace”.** L’appello a rifiutare la violenza è stato ripreso anche dalle comunità islamiche locali, preoccupate per possibili nuovi tentativi di strumentalizzare le differenze religiose tra i candidati (già i due sfidanti del 2010 erano un musulmano, Ouattara e un cristiano, Gbagbo). **“Bisogna dare la prova alla popolazione che la Costa d’Avorio è impegnata in un processo democratico”, ha dichiarato Sissoko Alassane, del Consiglio superiore degli imam.**

 

 

 
