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title: "Cuamm: Il fondatore che si ricordava tutti i volti"
description: "Proprio durante la visita del Papa in Africa è morto Monsignor Luigi Mazzucato, storico fondatore di Cuamm Medici con l'Africa"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/don-luigi-mazzuccato-2.jpg
date: 2015-11-27
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/cuamm-il-fondatore-che-si-ricordava-tutti-i-volti/
categories: [Africa]
tags: ["Medici con l'Africa", papa Francesco]
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# Cuamm: Il fondatore che si ricordava tutti i volti

![Cuamm: Il fondatore che si ricordava tutti i volti](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/don-luigi-mazzuccato-2.jpg)

##### È morto Monsignor Luigi Mazzucato, fra i fondatori di Cuamm-Medici con l'Africa, ong che da 70 anni invia medici e infermieri nel continente africano. Un uomo che ha dedicato la vita all'Africa in cui ora si trova Papa Francesco. E che non si dimenticava mai un volto.

Ha visto partire per l'Africa centinaia e centinaia di volontari l'anno, per oltre cinquant'anni. Medici e infermieri, famiglie, vite intere. Monsignor Luigi Mazzucato, storico fondatore di [Medici con l'Africa Cuamm](http://www.mediciconlafrica.org/)è scomparso ieri, proprio mentre Papa Francesco si trovava nella sua amata Africa.

A volte di un'intervista resta impresso un particolare. Don Luigi lo vedo a tarda sera, in un ufficio vuoto, perché tutti sono già andati a casa, mentre rilegge la lista dei nomi delle persone partite negli anni per un continente al quale aveva dedicato la vita. Lo faceva per non dimenticare i loro nomi - mi aveva confessato - e i volti.

"Un aspetto chiave in Africa è l'impiego delle risorse umane, la formazione del personale locale, la costruzione di sistemi che possono funzionare" diceva. "**I problemi non si risolvono solo con gli aiuti, ma affrontando le questioni di fondo relative alla giustizia e all'equità dei rapporti economici.** Altrimenti i Paesi africani avranno sempre bisogno della carità degli altri, che poi però li terranno in uno stato di dipendenza. Bisogna valorizzare le risorse, le energie, le capacità che i Paesi africani hanno per crescere".

Ecco uno stralcio di quell'intervista, fatta nel 2005 mentre Medici con l'Africa combatteva in Angola contro una terribile epidemia, il morbo di Marburg.

**Da quanto tempo è direttore del Cuamm?**

**Mazzucato:** Dal 1955.

**È stato lei il fondatore?**

Non proprio. Il Cuamm è nato nel 1950 dall'iniziativa di un laico, il dottor Francesco Canova. Aveva lavorato come medico volontario per 10 anni in Giordania, e la sua idea era quella di creare una facoltà di medicina per il terzo mondo. È nato poi un collegio di studenti universitari con l'appoggio della diocesi di Padova. Nel 72 il Cuamm è stata la prima ong a essere riconosciuta dal ministero degli Affari esteri. C'era Aldo Moro ministro degli Esteri.

**Avrà visto passare moltissime persone in questi anni?**

Sì, è così. Con il Cuamm sono partite più di 1.300 persone: chi per due anni, chi per cinque o dieci, alcuni per tutta la vita. E poi ci sono tutte le persone passate di qui per i corsi di formazione. Le relazioni sono moltissime.

**Quanti medici e infermieri sono al momento in Africa?**

Esattamente 85.

**Conosce tutti?**

Sì. Ma ricordo anche tutti quelli che sono passati negli anni precedenti. Ogni tanto vado a rivedermi l'elenco. Per non dimenticarli.

**Perché il Cuamm ha scelto di concentrare il suo impegno in Africa?**

Abbiamo deciso di chiamarci Medici "con" l'Africa e non "per" l'Africa, con l'idea di condividere con questo continente gli sforzi per migliorare le condizioni di salute della sua gente. Il nostro criterio è operare sul lungo periodo, per lo sviluppo, piuttosto che nell'emergenza. Non siamo attrezzati ad affrontare crisi acute. Ci troviamo dentro alle emergenze, come in questo caso, e facciamo tutto il meglio che possiamo. In alcuni Paesi siamo presenti da 40 anni: collaboriamo cercando di costruire strutture, di far funzionare i servizi, di sostenere le direzioni sanitarie locali, dai centri sul territorio fino al ministero e all'università.

**Quali sono i vostri criteri?**

Puntiamo a formare risorse umane locali e a utilizzare soluzioni appropriate, invece di importare mezzi dall'Italia. I servizi devono essere sostenibili e accessibili a tutti. Abbiamo imparato che è inutile costruire strutture costosissime se poi diventano ingestibili.

**Come scegliete le aree di intervento?**

Cerchiamo di andare nelle zone più povere.

**Si sta parlando di una nuova trance di aiuti per l'Africa. Servono?**

Un aspetto chiave è l'impiego delle risorse umane, la formazione del personale locale, la costruzione di sistemi che possono funzionare. I problemi non si risolvono solo con gli aiuti, ma affrontando le questioni di fondo relative alla giustizia e all'equità dei rapporti economici. Altrimenti i Paesi africani avranno sempre bisogno della carità degli altri, che poi però li terranno in uno stato di dipendenza. Bisogna valorizzare le risorse, le energie, le capacità che i Paesi africani hanno per crescere e svilupparsi.

**Che sentimenti ha per i volontari che partono?**

Di meraviglia e ammirazione. Perchè dopo 50 anni vedo ancora gente che potrebbe stare in Italia e fare una vita normale, e invece sceglie di partire per Paesi dove le condizioni sono diverse. Ecco, dopo tanti anni vedere ancora giovani - e non più giovani - che vengono qui, frequentano i corsi e poi partono, mi meraviglia e mi dà fiducia. C'è molto di positivo. Credo che ci sia una grande disponibilità, più di quanto si pensa, e ci vorrebbe più coraggio nel fare proposte di servizio agli altri.

**È stato spesso in Africa?**

Credo di esserci stato più di cento volte.  Ho cominciato a lavorare nel Cuammche avevo 28 anni, ora ne ho 78.

**Ci ha dedicato tutta la vita...**

Sì, devo dire di sì.

 
