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title: "«L&#8217;Etiopia rischia di diventare una nuova Libia»"
description: "Lo dice in un'intervista Feyisa Lilesa, l'atleta dell'Etiopia che alle ultime Olimpiadi aveva varcato il traguardo con le braccia alzate e incrociate."
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date: 2016-11-11
modified: 2025-04-02
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/africa/letiopia-rischia-di-diventare-una-nuova-libia/
categories: [Africa]
tags: [democrazia, etiopia, Feyisa Lilesa, Olimpiadi, oromo]
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# «L&#8217;Etiopia rischia di diventare una nuova Libia»

![«L&#8217;Etiopia rischia di diventare una nuova Libia»](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Feyisa-Lilesa-1024x683.png)

##### Lo dice in un'intervista Feyisa Lilesa, l'atleta etiope che alle ultime Olimpiadi aveva varcato il traguardo con le braccia alzate e incrociate per esprimere la mancanza di libertà e democrazia nel suo Paese.

Se il mondo si è accorto di quanto sta accadendo in Etiopia lo si deve a lui. Il 21 agosto Feyisa Lilesa, medaglia d’argento alla maratona di Rio 2016, ha tagliato il traguardo e **ha incrociato i polsi** sopra la testa come se fossero imprigionati da manette. «La mia famiglia è in prigione e si parla di diritti si viene uccisi» ha detto ai giornalisti dopo la finale.

Il **governo di Addis Abeba lo scorso 9 ottobre ha dichiarato lo stato di emergenza** dopo il dilagare delle proteste anti-governative, soprattutto nelle regioni dell'Oromia e dell'Amara. Secondo **Human Rights Watch,** sono **almeno 500 le vittime** della repressione messa in atto dalla polizia. Il governo ha sempre smentito, affermando che si tratta di una cifra esagerata, senza però fornire l'esatto numero delle vittime.

In un'intervista a EuroActiv, **Feyisa Lilesa,** che nel frattempo ha ottenuto il permesso di risiedere negli Stati Uniti, dice che **le vittime sono molte di più, «almeno mille»** e che la situazione nel Paese è sempre più tesa. «L'Etiopia rischia di diventare una nuova Libia» afferma: «il governo cerca di mettere i tigrini contro gli amara e contro altri, per questo le cose potrebbero peggiorare in tutto il Paese».

L'atleta dice che il governo ha sempre avuto un atteggiamento repressivo, anche in passato: «Se penso al periodo in cui andavo a scuola, non posso che dire così» afferma: **«Quando facevo la nona classe, tre dei miei amici furono uccisi dal regime.** La repressione è continuata nel 2014. L'epicentro era la parte occidentale di Addis Abeba. Ciò significò "incidenti", uccisioni, repressioni, ed esilio. La repressione negli anni è stata molto intensa, persino quando io mi stavo allenando per le Olimpiadi. Tre mesi prima di Rio, mi chiesero di partecipare ai giochi, e fu allora che decisi di fare un gesto simbolico».

Feyisa Lilesa ora vive negli Usa, ma **teme per la sua famiglia** che è in Etiopia: «Sono molto, molto preoccupato per la mia famiglia. Abitiamo a circa 60 miglia da Addis Abeba, ad ovest della capitale, nella regione dell'Oromia. Potrebbero attaccarci in modi diversi, anche indirettamente. Solo l'1% della mia famiglia al momento ha un lavoro. La moglie di mio fratello, che è giornalista, è stata licenziata dal suo posto di lavoro una settimana fa, senza alcuna spiegazione».

Sulle motivazioni delle proteste degli Oromo, popolo al quale Feysa appartiene, l'atleta spiega: «Le richieste della popolazione sono molto semplici: **uguaglianza, diritti umani fondamentali, ed equa ripartizione delle risorse**». Il problema è che non c'è affatto democrazia e che tutte le altre comunità dell'Etiopia, soprattutto gli oromo, sono discriminate dalla minoranza tigrina che «controlla le posizioni chiave nel governo, l'esercito, la polizia e la difesa».
