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title: "Il Mali sotto attacco dell&#8217;Isis"
description: In pochi giorni una serie di attacchi a matrice islamista ha colpito il Mali, dove il 29 luglio si terranno le elezioni presidenziali.
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date: 2018-07-02
modified: 2018-07-03
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/africa/mali-attacco-dellisis/
categories: [Africa]
tags: [Acli, Africa, Al Qaeda, Ipsia, Isis, Mali, Provincia di Trento, Savaré, terrorismo islamista]
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# Il Mali sotto attacco dell&#8217;Isis

![Il Mali sotto attacco dell&#8217;Isis](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/36410933_10216824800722995_3495528089549537280_n.jpg)

##### In pochi giorni una serie di attacchi terroristici, tutti riconducibili all'estremismo islamista, ha colpito il Paese africano. La testimonianza di un cooperante italiano

Ieri** un attacco a una pattuglia militare nel nord del Mali**, con un'autobomba e armi da fuoco, ha causato quattro morti e 31 feriti, inclusi soldati francesi. **Sabato scorso almeno quattro soldati maliani sono stati uccisi **da una mina esplosa al passaggio del loro veicolo nell'area di Koro, Mali centrale. Il giorno prima, **militanti islamisti avevano ucciso almeno sei persone** a Sevaré, nel centro del Paese, in un raid contro una postazione miliatare del G5 Sahel, una forza anti-terrorismo creata da Mali, Burkina Faso, Niger, Mauritania e Ciad, e finanziata  da Stati Uniti, Unione europea e Arabia Saudita.

****Sono **tre attacchi in tre giorni** a matrice islamista, in un Paese chiave dell'Africa centrale, alle prese da tempo con le infiltrazioni dei gruppi terroristici dell'estremismo islamico, e in una fase delicata a meno di un mese dalle elezioni presidenziali, che si terranno il 29 luglio.

Anche **l'Unione africana, riunita da ieri a Nouakchott, in Mauritania, per il suo 31mo vertice,** ha espresso preoccupazione per quanto sta accadendo in Mali: «Sosteniamo i paesi che affrontano attacchi terroristici e condanniamo questi attacchi», ha dichiarato il presidente di turno dell’Ua e presidente del Ruanda Paul Kagame.

A preoccupare è l’**escalation di violenza** in un momento di transizione politica nel Paese, e il fatto che si stia spostando da alcuni mesi verso il centro del Paese, generalmente considerato come una zona tranquilla. Da sei anni il Mali è diviso in due. La regione a nord, verso il Sahara, dopo essere stata dichiarata indipendente nel 2012 dal Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad, laico e democratico, è ora in mano ad indipendentisti tuareg pericolosamente vicini a gruppi fondamentalisti, mentre il sud è controllato dall'esercito governativo con un forte appoggio francese.

*L'attentato islamista a Savaré, in Mali*

**A Saveré, teatro del'attacco terroristico di sabato scorso, si trova anche l'Hotel de la Paix,** frutto di un progetto di solidarietà coraggioso **promosso dall'Istituto Pace Sviluppo e Innovazione delle Acli (Ipsia)** e finanziato dalla provincia autonoma di Trento. La struttura ha aperto lo scorso dicembre con l'obiettivo di dare accoglienza e un posto sicuro dove vivere e studiare a 50 ragazze in un'area difficile, a metà strada tra Bamako, la capitale, e Timbuctu. A causa della divisione e dell'instabilità nel Paese, la strada di Sevarè è percorsa dai profughi che si muovono da nord verso sud, tra cui moltissime donne.

«La situazione è molto preoccupante - afferma** Fabio Pipinato, vice presidente nazionale di Ipsia** e responsabile del progetto in Mali -. Una settimana fa si è verificato un incendio doloso in un mercato a Yassing, vicino a Mopti, sulla strada che porta verso il Burkina Faso. Non ne ha parlato nessuno, ma ci sono state numerose vittime. In questa zona da tempo ci sono scontri tra Peul (allevatori) e Dogon (agricoltori), ma negli ultimi anni sono stati alimentati sempre di più dall'Isis.** La notizia più preoccupante è che anche nel sud del Mali l'Isis ha infiltrato attentatori pronti ad agire.** Le nostre fonti locali ci dicono che non sono maliani, ma che provengono da Burkina Faso e Niger. Vengono addestrati e inviati nel Paese».

Il progetto dell'Hotel de la Paix, che vuole essere un segno di speranza per una pace possibile, continua, ma in una situzione sempre più difficile. «I **prezzi** di ogni cosa, dai beni alimentari al carburante **sono altissimi a causa dell'insicurezza** - afferma il vicepresidente di Ipsia -. Abbiamo organizzato degli aiuti da mandare a Yassing, dove abbiamo cooperato alla costruzione di una scuola, ma i costi per mandare due carichi di miglio, che costituisce la dieta base, sono elevatissimi. In più bisogna trovare qualcuno di affidabile per trasportarli, e riferirsi all'esercito per la sicurezza. Le persone che conosciamo stanno chiuse in casa, si muovono il meno possibile. Hanno paura».

 
