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title: "Mozambico di nuovo in bilico: Chiesa e cittadini chiedono pace"
description: "Le tensioni iniziate lo scorso giugno nel nordovest si sono estese ad altre parti del paese: lo scontro tra governo e opposizione rischia di spaccare lo Stato. I vescovi chiedono di “agire in rete” contro il conflitto Un blindato davanti alla fila delle auto, uno nel mezzo, uno in coda al gruppo di..."
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date: 2016-02-28
author: Davide Maggiore
url: https://www.mondoemissione.it/africa/mozambico-chiesa-e-cittadini-chiedono-pace-ai-politici-in-lotta/
categories: [Africa]
tags: [Claudio Dalla Zuanna, Claudio Zuccala, guerra, Mozambico, Renamo]
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# Mozambico di nuovo in bilico: Chiesa e cittadini chiedono pace

![Mozambico di nuovo in bilico: Chiesa e cittadini chiedono pace](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/mozambico-1-608x400.jpg)

##### Le tensioni iniziate lo scorso giugno nel nordovest si sono estese ad altre parti del paese: lo scontro tra governo e opposizione rischia di spaccare lo Stato. I vescovi chiedono di “agire in rete” contro il conflitto

Un blindato davanti alla fila delle auto, uno nel mezzo, uno in coda al gruppo di almeno 100 veicoli: è la *coluna militar*, che l’esercito del Mozambico impone quando il rischio di agguati lungo le strade diventa concreto. Da metà febbraio, tra il fiume Save e la località di Muxungue, nella provincia centrale di Sofala, e poi più a nord, nei pressi della foresta di Gorongosa, ormai si viaggia solo così. “A rischiare di più sono camionisti e conducenti di autobus, che tutti i giorni devono spostarsi in queste zone. - testimonia padre Claudio Zuccala, missionario dei Padri Bianchi nel paese - Il resto della popolazione non è stato colpito, ma è come quando si getta una pietra nello stagno e i cerchi nell’acqua si allargano sempre di più...”.

Nella provincia dove il religioso opera, quella nordoccidentale di Tete, la tensione è però alta già da giugno scorso: almeno cinquemila persone sono fuggite nel vicino Malawi, per evitare di trovarsi al centro della contrapposizione tra l’esercito e la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), l’ex ribellione armata diventata partito politico dopo la fine della guerra civile, nel 1992. Ora il leader storico degli insorti, Afonso Dhlakama, si è dato di nuovo alla macchia, accusando l’esercito di volerlo eliminare, ed ha minacciato di prendere entro marzo il potere nel centronord del Paese, dove il suo movimento è più forte.

Non è la prima volta che in Mozambico si arriva vicini al punto di rottura: l’opposizione lamenta di essere stata marginalizzata ed esclusa dai benefici dello sfruttamento delle abbondanti risorse naturali, tra cui carbone e gas. Oggi come in passato, la speranza è quella di un accordo al vertice, per cui non spingono soltanto i moderati dei due schieramenti, ma anche buona parte dei cittadini. “In varie città si sono organizzate manifestazioni per la pace, a cui hanno partecipato gli stessi politici locali. - nota padre Zuccala - Sono iniziative nate da una reazione immediata alle ultime notizie, ma mostrano che i mozambicani sono preoccupati per le conseguenze delle tensioni, pochi seguono i leader”.

Coordinare e rendere più efficaci questi sforzi per pace è quello che si propone la Chiesa. Durante una recente riunione la Commissione episcopale Giustizia e pace ha sottolineato, infatti, “la necessità di non agire soli, ma in rete”. “Cerchiamo altri gruppi della società civile che possano essere interessati a manifestare pubblicamente la nostra preoccupazione, che è quella di molti in Mozambico”, hanno specificato i presuli. A far sentire la sua voce è stato anche l’arcivescovo di Beira, mons. Claudio Dalla Zuanna: “Se la vita sociale non sarà guidata dalla verità e la giustizia, è improbabile che le armi tacciano”, ha sostenuto in un incontro pubblico. E ha aggiunto: “Le persone, le organizzazioni, i partiti e i governi, senza questi mezzi, non possono avere alcuna possibilità di vincere i nemici della pace. E la pace in Mozambico ha i suoi nemici: coloro i cui interessi finiscono per essere favoriti dalla guerra”.
