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title: Papa Francesco vicino al Sud Sudan
description: "Presentata l'iniziativa “Il Papa per il Sud Sudan”, un gesto concreto di vicinanza a un Paese dove Francesco avrebbe voluto recarsi il prossimo ottobre"
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date: 2017-06-21
modified: 2017-06-22
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/africa/papa-francesco-vicino-al-sud-sudan/
categories: [Africa, Diritti umani, Sviluppo]
tags: [comboniane, Nzara, papa Francesco, Sud Sudan]
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# Papa Francesco vicino al Sud Sudan

![Papa Francesco vicino al Sud Sudan](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/0450_BZ_028-1-1024x683.jpg)

Presentata questa mattina l'iniziativa “Il Papa per il Sud Sudan”, un gesto concreto di vicinanza a un Paese dove il Pontefice avrebbe voluto recarsi il prossimo ottobre. Presente anche suor Laura Gemignani, che opera nell'ospedale di Nzara, in una delle zone più tormentate del Paese

Non è facile arrivare a Nzara. Ci vuole davvero una grande determinazione e molta pazienza. Ma, soprattutto, non è facile rimanere in questo luogo alla fine del mondo. Resistono, apparentemente contro ogni logica di sicurezza, le missionarie comboniane che, in questa cittadina a mezzora circa da Yambio, capoluogo dell’Equatoria Occidentale, gestiscono un ospedale e molte altre attività, garantendo non solo un servizio sanitario, ma soprattutto un presidio di speranza.

Ed è proprio questo il senso della loro presenza tenace, che sfida con le armi della semplicità e della povertà, una situazione grave di conflitto e violenza. È un dramma nel dramma, quello dell’Equatoria Occidentale, regione a sud-ovest del Sud Sudan, al confine con Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Centrafrica. C’è la guerra fratricida tra le fazioni contrapposte del presidente Salva Kiir e del suo ex vice Riek Machar che sta devastando anche il resto del Paese, ma c’è anche la continua instabilità provocata da quel che resta del *Lord Resistance Army *(Lra), l’esercito di liberazione del Signore, che - fuoriuscito dall’Uganda - sta destabilizzando i Paesi limitrofi oltre a gruppi di autodifesa allo sbando.

Ed è proprio qui che Papa Francesco ha voluto far arrivare un suo gesto personale di solidarietà, oltre che in un altro ospedale gestito dalle comboniane a Wau, a un progetto nell’ambito dell’educazione di *Solidarity with South Sudan a* Yambio e a un’iniziativa in campo agricolo di *Caritas Internationalis*  nelle diocesi di Yei, Tombura-Yambio e Torit.

Saltato - per il momento - il viaggio in Sud Sudan previsto per ottobre, il Pontefice ha voluto dare un segno di vicinanza, presentato questa mattina in** [Sala Stampa Vaticana](http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/06/21/0434/00980.html)** alla presenza del **cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson**, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che ha ricordato come «lontano dai riflettori, c’è una guerra che continua a mietere vittime. Morte e disperazione affliggono la popolazione. Il conflitto è in atto dal 2013 ed ha provocato una gravissima crisi umanitaria che vede più della metà della popolazione, circa **7,3 milioni di persone, soffrire quotidianamente la fame**. La vita di migliaia di persone è messa a rischio da un’epidemia di colera senza precedenti; un milione e mezzo di abitanti è stato costretto a fuggire dai loro villaggi e città a causa della guerra; in questo Paese avvengono massacri e atrocità, sistematici e generalizzati, perpetrati contro civili per motivi etnici; donne e bambini sono quotidianamente vittime di violenze e abusi.

Con lui anche Michel Roy, segretario generale di *Caritas Internationalis,* suor Laura Gemignani, comboniana che lavora all’ospedale Nzara e suor Yudith Pereira-Rico, direttrice di *Solidarity with South Sudan, *iniziativa di solidarietà inter-congregazionale.

«Abbiamo un’emergenza per i bambini malnutriti a causa della guerra - spiega **suor Laura Gemignani**, 63 anni, che vive a Nzara da quattro -. Gli ambulatori accolgono ogni giorno un centinaio di persone e nel reparto degli ammalati di tubercolosi si trovano in media 50 pazienti. Da poco è stato aperto un centro trasfusionale per la cura dell’anemia falciforme. Sono davvero riconoscente a Papa Francesco per questo sostegno inaspettato, che rappresenta anche un grande incoraggiamento per il nostro lavoro».

https://www.mondoemissione.it/africa/papa-francesco-vicino-al-sud-sudan/attachment/nzara-scuola/

*Scuola comboniana*

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*La chiesa di Nzara*

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*suor Laura Gemignani*

Gestito dalla missionarie comboniane, insieme a varie altre attività, questo piccolo ospedale rappresenta l’ultimo e l’unico punto di riferimento per una popolazione allo sbando, continuamente minacciata e aggredita. «Dopo anni di conflitto - racconta suor Laura - il Paese si trova a piangere migliaia e migliaia di morti, feriti, mutilati, orfani un alfabeto purtroppo molto conosciuto dalle povere famiglie sudanesi. Oltretutto, con la guerra i prezzi delle poche cose rimaste sono saliti alle stelle, così come il trasporto che coinvolge le spese ospedaliere di normale gestione ed in particolare le medicine per i bambini».

Lei stessa è costretta a recarsi diverse volte l'anno sino a Kampala, in Uganda, a oltre mille chilometri di distanza, per rifornirsi di medicine e cibo. Ma spesso le strade sono rese insicure dai cosiddetti Arrow Boys (gruppi di autodifesa),** **che assaltano i mezzi e li derubano.

«Abbiamo bisogno d’aiuto, perché la presenza della comunità comboniana, al di là del servizio svolto con i bambini e i malati, è un forte segno di speranza per la gente. Anche per questo ringrazio molto la **[Fondazione Comboniane nel mondo onlus](http://www.fondazionecombonianenelmondo.org/)**che in questi anni ci ha molto sostenute».

L’ospedale di Nzara ha una capacità di circa 140 posti-letti, con un reparto di pediatria di 68, e ha una media di un centinaio di visite al giorno negli ambulatori. Oltre alla cura di comuni patologie infettive e tropicali, viene garantito un servizio per la diagnosi e la cura di tubercolosi, lebbra e Aids, ma anche esami ecografici, ossigenoterapia e trasfusioni di sangue. Inoltre, vengono promosse attività di educazione sanitaria che hanno contribuito all’aumento di consapevolezza circa i benefici delle cure mediche ospedaliere rispetto a pratiche tradizionali presso sedicenti guaritori o stregoni.

Il tutto in un contesto di estrema precarietà, violenza, gente in fuga, minacce… Lo scorso gennaio, il vescovo di Tombura-Yambio, Eduardo Hiiboro, aveva lanciato un appello per sette delle sue parrocchie coinvolte negli scontri. «Quello che è successo dopo è stata una vera e propria catastrofe umanitaria», aveva denunciato il vescovo, ricordando che le violenze continuano a colpire soprattutto la popolazione civile e a provocare **[migliaia di sfollati e profughi](https://mondoemissione.it/sviluppo/8389/)** fuggiti in Repubblica Democratica del Congo, Centrafrica e Uganda. Attualmente, il Sud Sudan è uno dei Paesi al mondo con il numero più altro di **persone in fuga: 3,3 milioni**.

Anche le missionarie comboniane di Nzara vivono in modo povero e precario; tutto è essenziale nella loro casa, ma tutto è dignitoso. Come la scuola, il centro di formazione per le donne e la *Rainbow Community*. Quest’ultima è una sfida coraggiosa per il diritto alla vita e alla dignità all’interno della sfida più ampia e condivisa per la sopravvivenza. Perché a *Rainbow* si parla e si tratta l’Aids, che è una piaga che si è abbattuta in questa regione in maniera più catastrofica che altrove: perché è una zona di frontiera e di guerra, una zona di passaggio e di militari, di promiscuità e di ignoranza.

Ecco perché suor Laura e le sue tre consorelle rappresentano un avamposto di resistenza, cura e vicinanza alla gente che aiuta a far “respirare” in un luogo che troppo spesso parla solo di sofferenza e di morte.
