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title: "Papa in Guinea Equatoriale: «Continuate sulla strada tracciata dai missionari»"
description: "Leone XIV a Mongomo ricorda i 170 anni di evangelizzazione. L'invito a tutti i battezzati a essere «testimoni di una nuova umanità»."
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date: 2026-04-22
modified: 2026-04-23
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/africa/papa-in-guinea-equatoriale-continuate-sulla-strada-tracciata-dai-missionari/
categories: [Africa, Il Papa in Africa, Papa Leone XIV]
tags: [carceri, diseguaglianze, Guinea Equatoriale, missionari, ricchezze]
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# Papa in Guinea Equatoriale: «Continuate sulla strada tracciata dai missionari»

![Papa in Guinea Equatoriale: «Continuate sulla strada tracciata dai missionari»](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Papa_Mongomo-e1776934788496.jpeg)

##### Leone XIV a Mongomo ricorda i 170 anni di evangelizzazione. L'invito a tutti i battezzati a essere «testimoni di una nuova umanità». Richiamato l'appello di Paolo VI: «Siate i vostri stessi missionari».

**AsiaNews** - «Di cosa ha fame oggi questo Paese?». Leone XIV stamane ha celebrato la Messa nella Cattedrale di Mongomo - dedicata all’Immacolata Concezione, Patrona della Guinea Equatoriale - nel penultimo giorno del suo primo viaggio apostolico in Africa. C’è fame «di un futuro che sia abitato dalla speranza», dice. Di un avvenire che generi “nuova giustizia”, e che porti frutti di pace e fraternità. Prevost celebra i 170 anni di evangelizzazione nelle terre solcate in questi giorni. Esprimendo “gratitudine” per l’opera di missionari, missionarie, pastori e laici «che hanno speso la loro vita al servizio del Vangelo».

Il Pontefice nell’omelia esorta “tutti i battezzati” del popolo della Guinea Equatoriale - primo fautore di un futuro di speranza - affinché  «si sentano coinvolti nell’opera di evangelizzazione, diventino apostoli di carità e testimoni di una nuova umanità». Proprio percorrendo la “strada” tracciata da coloro che li hanno  preceduti: persone che hanno «accolto le attese, le domande e le ferite del vostro popolo, illuminandole con la Parola del Signore». «Il futuro della Guinea passa attraverso le vostre scelte», afferma.

Il servizio di «missionari, missionarie, sacerdoti diocesani, catechisti e fedeli laici è segno dell’amore di Dio», ricorda Prevost. La loro è una storia che non si può “dimenticare”, e che accompagna ciascuna persona a essere «protagonisti dell’annuncio del Vangelo». Ecco che tale servizio si può imitare, accogliendo l’invito di San Paolo VI condiviso in Uganda, nel 1969: «Africani, voi siete, d’ora in poi, i vostri stessi missionari. La Chiesa di Cristo è davvero piantata in questa terra benedetta». 

Prevost sottolinea che «a ciascuno è richiesto un impegno personale che coinvolge la vita totalmente», affinché la fede «nutra le vostre attività caritative e la responsabilità nei confronti del prossimo, per la promozione del bene di tutti». Anche se tale impegno «richiede perseveranza, costa fatica, talvolta sacrificio, ma è il segno che siamo davvero la Chiesa di Cristo».  

Il pontefice afferma che in mezzo a situazioni personali, familiari e sociali “sfavorevoli”, l’opera del Signore “fa germogliare il seme buono del suo Regno per vie a noi sconosciute”. Il papa ricorda le ricchezze naturali della Guinea Equatoriale - spesso saccheggiate, come petrolio e risorse minerarie - esortando a cooperare perché siano «una benedizione per tutti». Ancora, Leone XIV invita a operare per il bene comune, denunciando «le inique disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati».

«Crescano spazi di libertà, sia sempre salvaguardata la dignità della persona umana: penso ai più poveri, alle famiglie in difficoltà; penso ai carcerati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti. Fratelli e sorelle, c’è bisogno di cristiani che prendano in mano il destino della Guinea Equatoriale. Per questo vorrei incoraggiarvi: non abbiate paura di annunciare e testimoniare il Vangelo!», afferma Prevost al termine dell’omelia.

Nel pomeriggio il pontefice visita la prigione di Bata, città costiera. Luogo di detenzione duro, definito in un [articolo](https://www.amnesty.it/guinea-equatoriale-linferno-dei-prigionieri-scomparsi-e-delle-loro-famiglie/) ripreso da Amnesty International del 2021 tra le «più famigerate carceri del mondo»: nel Paese «centinaia di prigionieri languiscono in carcere per anni, senza possibilità di ricevere visite dei loro avvocati o familiari». È la prima volta per Leone XIV in una struttura carceraria dall’inizio del Pontificato. Poi, il Papa rende omaggio alle vittime dell’esplosione del 7 marzo 2021, presso il monumento che a Bata ne fa memoria. L’incidente avvenne nel quartiere di Nkoantoma, in una caserma militare: oltre 100 persone morirono, oltre 600 rimasero ferite. Non vi è una versione univoca sulle cause del tragico incidente che scosse la Guinea Equatoriale. 
