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title: Padre Antimo, missionario fino alla fine
description: "La storia di padre Antimo Villano, missionario del Pime nelle Filippine, raccontata nel libro “Missionario fino alla fine”: la sua testimonianza vissuta con la SLA."
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date: 2026-09-21
modified: 2026-09-30
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/agosto-settembre-2026/padre-antimo-missionario-fino-alla-fine/
categories: [Agosto-Settembre 2026]
tags: [Filippine, missionario, Padre Antimo Villano, padre Luca Bolelli, Pime]
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# Padre Antimo, missionario fino alla fine

![Padre Antimo, missionario fino alla fine](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/copertinaweb-1024x852.jpg)

##### In un libro la storia di padre Antimo Villano, morto nel 2010, che dimostrò come si possa essere testimoni del Vangelo anche inchiodati in un letto dalla SLA

Missionario del Pime nelle Filippine per undici anni. Con prima e dopo tanti servizi nell’animazione in Italia. Ma con un’ultima “destinazione” estremamente impegnativa, che è stata sorprendentemente anche una delle più feconde.

È la storia di padre Antimo Villano, morto a causa della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) nel 2010 e che ora il suo confratello padre Luca Bolelli ha voluto raccontare nel libro “Padre Antimo. Missionario fino alla fine” da poco pubblicato da Fondazione Pime (pp. 112, euro 10).

Nato nel 1943 a Castel Morrone in provincia di Caserta, allievo del seminario di Ducenta, padre Antimo era stato ordinato sacerdote nel 1971 e nei primi anni del suo ministero - insieme a padre Sebastiano D’Ambra e a padre Salvatore Carzedda (poi ucciso a Mindanao nel 1992) - era stato l’anima della casa del Pime di Mascalucia in provincia di Catania. Nel 1979 anche padre Antimo li aveva poi raggiunti nelle Filippine dove aveva svolto servizio nella missione di Siocon, fino a quando fu richiamato nel 1990 in Italia per alcuni incarichi prima a Mascalucia e poi a Ducenta. Nel 2006 a Napoli si manifestarono i primi segni della malattia. Ed è proprio il modo in cui padre Antimo ha vissuto il suo essere missionario anche in questa nuova condizione il cuore del libro. 

«Queste pagine - spiega padre Luca Bolelli - nascono da un profondo senso di gratitudine per questo uomo umile e semplice, che ha avuto un grande impatto nella mia vita e in quella di molte altre persone. La sua storia, mi sembra, valorizzi un tassello importante del grande mosaico della missione: quello dei missionari che, senza far rumore, hanno portato il Vangelo fino alla fine».

«Padre Antimo - continua l’autore del libro - è stato chiamato spesso a cambiare programmi, luoghi e modalità del suo servizio, ma lo ha fatto continuando a essere missionario. E questa fedeltà sostanziale si è manifestata, in maniera particolarmente luminosa, quando il luogo della sua missione è diventato il letto della malattia. Spontaneamente siamo abituati a pensare i missionari come persone attive, sempre in movimento; quando arriva una malattia, che impedisce anche i movimenti più semplici, potrebbe sembrare impossibile che possano continuare a vivere la loro vocazione. L’esperienza di padre Antimo testimonia il contrario».

«Nonostante la malattia - scrive nella prefazione al libro il superiore generale del Pime, padre Francesco Rapacioli - padre Antimo ha continuato a comunicare. Anzi, forse, proprio in conseguenza della sua condizione che gli impediva la comunicazione ordinaria con gli altri, ha saputo andare all’essenziale entrando in relazione con tutti attraverso le parole, anche se scritte, il suo silenzio e soprattutto la sua gioia. Padre Antimo ci ha testimoniato che non c’è situazione che non possa essere abitata dalla misericordia di Dio».
