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title: Haiti, a sei anni dal terremoto resta la miseria
description: A sei anni dal terremoto un dossier di Caritas Italiana descrive le disuguaglianze e la miseria della società haitiana.
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date: 2016-01-12
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/america-latina/haiti-a-sei-anni-dal-terremoto-resta-la-miseria/
categories: [America Latina]
tags: [haiti, terremoto]
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# Haiti, a sei anni dal terremoto resta la miseria

![Haiti, a sei anni dal terremoto resta la miseria](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/haiti-foto-1024x717.png)

##### Di Haiti non si parlava mai prima del terremoto. A sei anni dalla tragedia è di nuovo un’isola dimenticata. È il giudizio di Caritas Italiana, che oggi ha pubblicato un intero dossier sulla situazione dell’isola caraibica, descrivendo miseria e disuguaglianze e rendicontando i progetti realizzati con le donazioni.

Sei anni fa, il 12 gennaio 2010, un violentissimo terremoto colpiva Haiti, provocando almeno 230 mila vittime accertate, oltre 300.000 feriti e un milione e mezzo di senza tetto.

A sei anni di distanza** Caritas italiana** fotografa una situazione tutt’altro che rosea, attraverso un ampio dossier intitolato ["Concentrato di povertà. Investire nella scuola per liberare un Paese"](http://www.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/am_lat/haiti/ddt11_haiti2016.pdf) che fornisce una panoramica generale dell’estrema difficoltà in cui verte Haiti e delle forti diseguaglianze che la contraddistinguono.

**“L’impressione è quella di una collettività ormai abituata a vivere nella sofferenza dell’emergenza”** - si legge nel rapporto -, in balia della microcriminalità; un popolo in cui la maggioranza vive in uno stato di sottoalimentazione ma che ha sviluppato una forza fisica e psicologica tali da riuscire a sopravvivere in condizioni estreme. **Tutto è ridotto al minimo indispensabile, come il consumo di acqua,** che è vitale e spesso difficile da reperire; c’è chi cammina chilometri per recarsi alla fonte più vicina. Questa condizione di povertà ha intensificato l’esodo di chi abita in campagna verso la capitale o i principali centri urbani, per poter aver accesso ai principali servizi di base (strade, luce, acqua, ospedali, scuole) e cercare delle opportunità, ingrossando a dismisura le periferie. Chi invece decide di restare nelle zone rurali, vive per lo più di un’economia di sussistenza”.

Il rapporto di Caritas si concentra sulle disuguaglianze economiche e di stili di vita nell’isola:** il 10% degli haitiani è estremamente ricco e possiede il 70% delle entrate dell’intero Paese, mentre due haitiani su tre vivono con meno di due dollari al giorno.** La società haitiana è divisa in due: ci sono posti in cui possono accedere solo i pochi ricchi, quartieri nei quali i mezzi pubblici (tap tap) non hanno il permesso di entrare, ristoranti costosissimi e supermercati riforniti di ogni bene. Per contro esistono luoghi isolati quasi irraggiungibili, quartieri come **Cité Soleil, in cui la polizia ha paura ad entrare perché sono totalmente in mano a delle bande,** e il livello di delinquenza è spaventoso, tanto che alcuni bambini girano con le armi per potersi difendere”.

Sei anni fa, attraverso** la colletta straordinaria promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana,** Caritas Italiana raccolse dai donatori 25 milioni di euro. Fondi che – si legge nel rapporto – a oggi sono serviti a finanziare **192 progetti di solidarietà, per un importo di oltre 23 milioni di euro, pari al 92,6% di quanto raccolto.** Oltre alla prima emergenza e all’assistenza alimentare e sanitaria, i progetti di Caritas hanno riguardato soprattutto lo sviluppo rurale e l’aiuto ai contadini. La scuola e il carcere sono stati altri settori di intervento. Nel rapporto è contenuta anche un'indagine sulle scuole haitiane con interviste e dati raccolti sul terreno.

Per quanto riguarda l'istruzione, Caritas riconosce che in questi anni sono stati fatti molti progressi: per esempio è aumentato il numero di anni di studio obbligatori e tante energie si sono impiegate a livello di formazione, miglioramento strutturale e di inclusione; ma la strada da percorrere è estremamente lunga. **Gli interventi fatti in tal senso sono stati eseguiti quasi esclusivamente presso la capitale, Port-au-Prince,** e nei principali centri urbani in un numero ridotto di istituti. Nelle zone rurali, in cui mancano i servizi di base (strade, trasporti, ambulatori, acqua, energia elettrica, servizi igienici, ecc.) a livello di istruzione non sono stati percepiti cambi sostanziali, le lacune e le carenze restano enormi e continuano a rimanere aree marginali, dimenticate e abbandonate al proprio destino.

**Il tasso di alfabetizzazione della popolazione al di sopra dei 15 anni è pari al 48,7%**, migliora al 74,4% per i maschi e al 70,5% per le femmine se si considera la popolazione compresa tra 15-24 anni. Inoltre la percentuale di bambini che frequentano la scuola primaria è del 76,7% e del 77,7% per le bambine; dati che crollano vertiginosamente per quanto riguarda gli studi secondari: 21,6% per i ragazzi e 29,1% per le ragazze.

 

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