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title: Il Messico piange il vescovo della pace
description: "È morto mons. Carlos Garfias Merlos, arcivescovo emerito di Morelia, volto della Chiesa nel Patto nazionale per la riconciliazione, per tanti anni in prima linea nella lotta alla violenza dei narcos. La Chiesa messicana piange la morte dell'arcivescovo emerito di Morelia, Carlos Garfias Merlos deced..."
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date: 2026-08-07
author: Nicola Nicoletti
url: https://www.mondoemissione.it/america-latina/il-messico-piange-il-vescovo-della-pace/
categories: [America Latina]
tags: [acapulco, chiesa, Messico, Morelia, narcos]
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# Il Messico piange il vescovo della pace

![Il Messico piange il vescovo della pace](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Carlos_Garfias_Merlos.jpg)

#### È morto mons. Carlos Garfias Merlos, arcivescovo emerito di Morelia, volto della Chiesa nel Patto nazionale per la riconciliazione, per tanti anni in prima linea nella lotta alla violenza dei narcos.

La Chiesa messicana piange la morte dell'arcivescovo emerito di Morelia, Carlos Garfias Merlos deceduto il 6 agosto all’età di 75 anni. Ha dedicato oltre cinquant'anni al sacerdozio e quasi trent'anni al servizio episcopale, ma soprattutto è stato una figura di spicco nella promozione della pace, del dialogo e della riconciliazione in Messico.

Nato il primo gennaio 1951 a Tuxpan, nello stato di Michoacán, terra bagnata dal mare del golfo messicano, amava le discipline umanistiche, studiando filosofia e teologia presso il Seminario di Morelia. Lì consegue un master e successivamente anche un dottorato in psicoterapia e spiritualità presso l'Università Intercontinentale di Città del Messico.

Il 24 giugno 1996 san Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Ciudad Altamirano. Ricevette l'ordinazione il 25 luglio dello stesso anno e scelse come motto episcopale "Cristo è la nostra pace". Parte da qui quell’attenzione al dialogo indispensabile per una civile convivenza di un popolo lacerato dalle ferite della violenza e delle sparizioni di donne, uomini e bambini.

L'8 luglio 2003 san Giovanni Paolo II lo invia come vescovo nella diocesi di Ciudad Nezahualcóyotl. Il 7 giugno 2010 papa Benedetto XVI lo nominò arcivescovo di Acapulco, un incarico di particolare impegno nella sua terra che diventava sempre più base dei narcos, un esercito che agiva spesso indisturbatamente lacerando la società. Quel mare straordinario diventava la base di traffici illeciti con la conseguente lotta tra bande rivali.

Il 5 novembre 2016, poi, papa Francesco gli affidò il governo pastorale dell'arcidiocesi di Morelia che assunse il 17 gennaio 2017. Nello stesso anno la rivista *Mexican Leaders* lo includeva nella lista dei 300 leader più influenti per la promozione della pace «di fronte alla difficile situazione che la città di Acapulco sta attraversando», citava la motivazione.

Dal 2016 al 2018 è stato responsabile della Dimensione Giustizia, pace e riconciliazione, fede e politica della Conferenza episcopale messicana. Ed è qui che mi capitò di incontrarlo per discutere e ragionare sulla situazione di un Paese bello, amato ma ricco di contraddizioni. Fece partire cinque linee di lavoro per combattere la violenza in tutto il Paese: preghiera per la pace; una campagna mediatica; l'approccio ai giovani; il prendersi cura delle vittime di violenza offrendo loro sostegno spirituale, psicologico e legale e la promozione del dialogo sociale. Questo lo ha portato a partecipare a forum nazionali e internazionali per la costruzione della pace. Nel 2018 ha coordinato la partecipazione dei vescovi messicani ai forum di consultazione per il Patto nazionale per la riconciliazione, promosso dall'allora presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador.

La Conferenza episcopale messicana ha annunciato la morte del vescovo invitando a unirsi in preghiera affinché il Signore «ricompensi con la vita eterna il suo fruttuoso ministero e la sua generosa dedizione pastorale al servizio del Vangelo».
