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title: Missione giovani
description: A Macapá, padre Francesco Sorrentino vive il suo impegno tra i figli degli indios che oggi possono studiare all’università
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/SorrentinoFrancesco002.jpg
date: 2016-01-02
author: Giorgio Licini
url: https://www.mondoemissione.it/america-latina/missione-giovani/
categories: [America Latina, Gennaio 2016, Missione]
tags: [Brasile, Francesco Sorrentino, giovani, nuovi orizzonti missionari, universitari]
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# Missione giovani

![Missione giovani](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/SorrentinoFrancesco002.jpg)

##### A Macapá, padre Francesco Sorrentino vive il suo impegno tra i figli degli indios che oggi possono studiare all’università

Padre Francesco Sorrentino, 35 anni, ha individuato nell’università uno degli ambiti nuovi di evangelizzazione in Brasile. Precisamente in Amapá, tra i discendenti degli indios alla foce del Rio delle Amazzoni.

** Padre Francesco, sei in Amazzonia dal 2007 e il tuo servizio missionario sta assumendo tratti diversi da quelli tradizionali.**

«È abbastanza vero. Mi sto concentrando sul mondo giovanile a tre livelli: il mondo universitario, l’animazione missionaria e vocazionale, la formazione di nuovi leader per le comunità ecclesiali».

**Iniziamo da quest’ultimo.**

«Dal 2008 lavoriamo con un gruppo della diocesi di Belo Horizonte, che viene da noi due volte l’anno a formare i nostri laici a Macapá. Ora vogliamo costituire la nostra équipe: laici che formano altri laici. Ed io dietro le quinte. Si tratta solo di dare loro qualche indicazione per aiutarli a passare da recettori a comunicatori, per trasmettere ad altri ciò che hanno appreso».

«Con i giovani delle parrocchie, ma anche con altri. Organizziamo giornate di preghiera, riflessione e discernimento invitando i parroci a mandarci i giovani interessati. Da queste attività vediamo l’interesse di alcuni per un’eventuale scelta di vita missionaria. Lavoriamo in questo senso sia in Amapá sia nel vicino Pará».

** Per gli universitari di Macapá hai lanciato il Projeto Areopago.**

«Sì, vogliamo aiutare i giovani ad aprirsi alle situazioni di povertà, al dialogo interreligioso, alla promozione umana e alle attività socio-culturali. L’areopago di Atene è stato il primo luogo di incontro tra fede cristiana portata da Paolo di Tarso e mondo accademico. È un tentativo e un cammino».

**Di che tipo?**

«Il primo obiettivo è creare tra gli universitari una rete di amicizia ecumenica e multiculturale ed essere protagonisti in questa epoca di cambiamento. Puntiamo a favorire la condivisione sia dentro che fuori l’ambito accademico; a promuovere il dialogo tra fede e ragione tramite attività di scambio, dibattiti, film, corsi; organizzare momenti di spiritualità; promuovere esperienze di volontariato; gettare lo sguardo “oltre frontiera” tramite l’informazione missionaria, i contatti con università di altri Paesi, esperienze di solidarietà all’estero».

** A chi ti ispiri nel tuo impegno?**

«Anzitutto alla tradizione della mia comunità missionaria. Poi, durante i miei studi di teologia a Belo Horizonte ho incontrato la figura del compianto vescovo di Mariana dom Luciano Mendes de Almeida (1930-2006), già segretario e poi presidente della Conferenza episcopale del Brasile. Vescovo del dialogo e dei poveri. Uomo di grande spiritualità».

**Il tuo servizio missionario in che cosa differisce da quello più tradizionale da queste parti?**

«La Chiesa e i missionari si sono sempre occupati anche di giovani e di studenti. Ma ora ci si rende conto che si vive sempre meno in un ambito locale e sempre più in una dimensione globale e interattiva. Occorre essere presenti e incidere sulla cultura e sui modelli di pensiero. Per questo l’università, la comunicazione, i media, i giovani e gli studenti diventano importanti. Devono essere aiutati a “pensare” e trovare il senso della vita in un contesto culturale e spesso anche religioso che privilegia l’emotività e l’istante. Mi riferisco anche a certi gruppi religiosi. Io desidero che i giovani preghino pensando e pensino pregando». MM
