---
title: "Panama: per gli indios non è il paradiso (fiscale)"
description: Panama sta conoscendo un boom economico, ma gli indigeni ne sono esclusi.
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/KunaWomanSellingMolas-1024x682.jpg
date: 2016-04-14
modified: 2018-07-20
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/america-latina/panama-per-gli-indigeni-non-e-il-paradiso-fiscale/
categories: [America Latina]
tags: [indigeni, Panama, povertà]
---

# Panama: per gli indios non è il paradiso (fiscale)

![Panama: per gli indios non è il paradiso (fiscale)](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/KunaWomanSellingMolas-1024x682.jpg)

##### Il Paese centramericano recentemente al centro del caso dei Panama Papers è tra gli Stati più in crescita di tutta l’America Latina. Dal boom economico è però escluso il mezzo milione di indigeni che abita Panama, il cui tasso di povertà sfiora il 70%. Ma la loro ricchezza non si misura solo con il PIL

Sono passate solo poche settimane dalla pubblicazione dei [Panapa Papers](https://mondoemissione.it/africa/3774/), i famosi documenti trafugati dallo studio legale** Mossack Fonseca** che inchiodano 214mila società offshore di mezzo mondo e rischiano di rovinare la reputazione a capi di Stato, sportivi e celebrità, tutti attratti dai benedici fiscali dello **Stato centramericano in ascesa economica**.

Già, perché – secondo i [dati](http://www.worldbank.org/en/country/panama/overview)della **World Bank** del 2014 – l’economia di Panama è una di quelle **più in crescita di tutta l’America Latina** e può contare su un **PIL in aumento** del 6,2%. Il merito del miracolo produttivo nel Paese è soprattutto dovuto ad alcuni **lavori infrastrutturali** quali l’espansione del canale di Panama che ha richiesto ingenti investimenti stranieri.

Ma se l’ascesa economica è innegabile come simboleggia anche **Panama City** che, con i suoi grattacieli si sta trasformando rapidamente in una città occidentale, un bel [reportage](http://www.aljazeera.com/indepth/features/2016/04/worlds-panama-indigenous-panama-papers-160408102014340.html) di Al Jazeera racconta il l**ato opposto della medaglia**.

Della strabiliante fortuna di Panama, infatti, beneficia ben poco la popolazione locale e ancor di meno **gli abitanti indigeni** che secondo l’[International Work Group for Indigenous Affairs](http://www.iwgia.org/)sono mezzo milione, ovvero circa il **12,7 per cento** della popolazione totale del Paese. Sono loro – dice uno [studio](http://www.worldbank.org/en/news/press-release/2016/02/15/indigenous-peoples-benefited-to-a-lesser-extent-from-latin-american-boom) firmato dalla Banca mondiale – non solo a trarre minor profitto dalle crescite economiche ma quasi quasi a farne le spese in termini di povertà.

Tra le sette diverse tribù indigene di Panama il **tasso di povertà è oltre il 70 per cento**. La maggior parte di loro infatti vive in **aree rurali**, senza accesso all’acqua potabile e in precarie condizioni igieniche. Quelli che invece si sono trasferiti in città spesso sono sottopagati come spiega ad Al jazeera Osvaldo Jorda dell’ Alianza para la Conservacion y el Desarrollo: «C’è un pregiudizio e discriminazione nei confronti degli indigeni presso la popolazione latina.** Alcuni credono che gli indiani siano meno intelligenti**».

Ad alcune comunità indigene – come gli Embera o i Cuna – il governo ha riconosciuto la “**comarca indigena**” ovvero la sovranità amministrativa e giudiziaria sui propri territori, altre invece stanno ancora lottando come nei caso dei Ngobe, il gruppo indigeno maggioritario a Panama, che sta trattando per l’autonomia con il governo che su quei territori ha però interessi energetici. Nel 2011, per esempio, la **costruzione di una diga** nella zona di Boca del Toro ha sommerso abitazioni e campi di abitanti Ngobe e sulla questione è ancora aperta una controversia.

Nonostante questo quadro, però, **gli indigeni non si considerano poveri** o emarginati. La loro ricchezza deriva da un profondo **legame con la natura**, che non può essere misurato con i contatori economici occidentali. Mark Camp, direttore di una Ong che si spende per i diritti degli indigeni del mondo, spiega: «Certamente è vero che guardando gli indici di ricchezza e povertà, gli indigeni sono sempre nelle ultime posizioni. Ma essi si sentono **offesi da queste classifiche** perché viene giudicata la loro ricchezza solo con standard occidentali».

«Vogliamo mantenere la nostra cultura, la nostra lingua e il legame con la natura. Ma questo** non significa rigettare la modernità** e la tecnologia – spiega il 25enne indigeno Camp – Abitare qui non significa dimenticarsi il cellulare o Facebook. La differenza rispetto a chi vive in città è che siamo più** liberi**».

 

| |
| --- |

 
