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title: Il Perù candida all’Oscar il film delle minoranze
description: "Tra i film stranieri candidati all’Oscar c'è Wiñaypacha, prima pellicola in lingua Aymara che racconta la cultura di un popolo in via di estinzione"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Wiñaypacha-oscar-catacora-1024x384.jpg
date: 2018-11-20
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/america-latina/peru-candida-alloscar-film-delle-minoranze/
categories: [America Latina]
tags: [film, Oscar, oscar catacora, Wiñaypacha]
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# Il Perù candida all’Oscar il film delle minoranze

![Il Perù candida all’Oscar il film delle minoranze](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Wiñaypacha-oscar-catacora-1024x384.jpg)

##### Alla lista dei film stranieri candidati all’Oscar, si è aggiunto da poco “Wiñaypacha”, prima pellicola interamente girata in Aymara, una lingua usata da appena 2 milioni di persone. Il regista è Oscar Catacora, un trentenne peruviano al suo primo lungometraggio: non ha voluto attori e ha usato il nonno come protagonista per raccontare tradizioni e modi di vita di una popolazione delle Ande in via di estinzione

È arrivato in coda, quando le candidature per gli Oscar che si assegnano ogni anno a febbraio, stavano ormai per chiudere. Ma alla fine il Perù ha sciolto la riserva presentando per la categoria riservata ai** film stranieri** “**Wiñaypacha**”, una pellicola per nulla convenzionale.

Il film, infatti – girato dal regista trentunenne **Oscar Catacora**, al suo primo lungometraggio – è anche l’unico mai realizzato interamente in** aymara**, lingua parlata da appena 2 milioni di persone. Nel film, poi, non ci sono effetti speciali: la telecamera è fissa davanti ai protagonisti e la **colonna sonora inesistente**. Non ce n’è bisogno d’altronde: la storia infatti è quella di Willka e Phaxsi, due ottantenni che abitano sul massiccio dell’Allincapac a oltre cinquemila metri di altezza. I due vivono a stretto contatto della **natura**, subiscono sole, vento e freddo come ha sempre fatto ogni abitante dell’altopiano delle Ande; ma sono molto soli, tanto che la coppia vive **aspettando la visita del figlio** emigrato in città.

https://www.youtube.com/watch?v=GGyQF-QPr8A

La coppia appartiene a una **cultura tradizionale** che sta scomparendo insieme alla sua lingua e alla quale il regista vuole rendere omaggio. Per farlo Catacora non ha voluto attori ma è salito lui stesso sull’altopiano e – come fanno i nipoti più curiosi – ha chiesto a suo nonno materno Vicente di raccontare la propria storia. Ha trovato una signora, Rosa Nina, disposta ad affiancarlo e poi ha acceso la telecamera. Nessuno dei due protagonisti aveva mai recitato e Rosa non aveva nemmeno mai visto un film. Eppure, dopo qualche mese di allenamento, la pellicola è riuscita così bene che Wiñaypacha ha avuto enorme successo. Da aprile ad oggi, il film ha ottenuto il primo posto al **Festival del Cinema di Guadalajara in Messico** oltre alla prestigiosa candidatura come miglior film latinoamericano al **Premio Goya**.

«Mentre mi stavo laureando – [ha detto](https://www.bbc.com/mundo/noticias-45882912) Catacora spiegando il suo lavoro – ho visitato diverse città andine dove ho visto da vicino l'abbandono degli anziani. I loro figli erano emigrati in città e molto raramente tornavano a trovarli. Loro soffrivano...». Ma il film si nutre anche del **passato personale del regista**, anch’egli di cultura aymara: «Quando da piccolo vivevo con i miei nonni paterni nelle zone alte della regione di Puno, a circa 4500 metri di altezza, **ricordo la nostalgia che provavano per l'assenza di mio padre** e degli altri suoi figli. Così, per la produzione del film, cercavo un attore che potesse impersonare proprio i miei nonni paterni, morti diversi anni fa, e alla fine ho deciso di chiedere al papà di mia mamma che è sempre un Aymara».

Il film non parla però solo di **vecchiaia e abbandono**, ma anche della **perdita dell'identità dei popoli andini**, la cui lingua e cultura è stata definita non a caso «vulnerabile» dall’Unesco. «Sì – ammette Catacora – il mio lavoro è anche una critica allo Stato peruviano che abbandona i popoli indigeni. Il nostro è un paese multiculturale, dove si parlano **49 lingue native**: alcune stanno scomparendo e solo recentemente lo Stato ne ha promosso il recupero e la conservazione. Non basta però aiutare genericamente questi popoli, bisogna **supportarli con delicatezza**, rispettando quello che sono».

##### Foto: dal trailer del film
