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description: "Finito l'Isis, finirà anche il jihadismo? Il cardinale Angelo Scola Arcivescovo di Milano, ha fatto un intervento su I segnali contradittori dell'islam contemporaneo al Comitato scientifico della Fondazione Oasis di cui è Presidente. Dall'articolo nel Corriere della sera di domenica 2 luglio, colgo..."
date: 2017-07-06
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/840/
categories: [Articoli]
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**Finito l'Isis, finirà anche il jihadismo?**

Il cardinale Angelo Scola Arcivescovo di Milano, ha fatto un intervento su *I segnali contradittori dell'islam contemporaneo* al Comitato scientifico della Fondazione Oasis di cui è Presidente. Dall'articolo nel *Corriere della sera *di domenica 2 luglio, colgo alcune frasi.

«Il fenomeno del *jihadismo* non scomparirà neppure nel momento in cui venisse meno la sua dimensione territoriale in Siria e Iraq. Non va dimenticato che vi sono altre aree di crisi, come la Libia, in cui le formazioni *jihadiste* “persistono e si estendono”, per citare un loro slogan... Vorrei, a questo proposito, concentrarmi su due fenomeni: da un lato la crescente istituzionalizzazione dell’islam, per poter definire chi parla per i musulmani; dall’altro un inedito dibattito su che cos’è l’islam, stimolato anch’esso dalle efferate azioni dei gruppi jihadisti... Questo dibattito propone, a mio avviso, il tema della libertà... Sono contento di constatare che sempre più numerosi autori musulmani, di fede o di cultura, interloquiscono con Fondazione Oasis, certi che il metodo adottato - una volta l’ho riassunto nella formula “parlare con i musulmani, non sui musulmani” - sia l’unico in grado di leggere veramente la complessa situazione dell’Islam contemporaneo, decifrando i contraddittori segnali che esso lancia... Nel mio ultimo libro, [Postcristianesimo](http://www.marsilioeditori.it/lista-autori/scheda-libro/3172709-postcristianesimo/postcristianesimo), ho cercato di proporre alcune riflessioni, che stanno sotto il duplice segno del malessere e della speranza. Un malessere che, per singolare coincidenza con quanto sta avvenendo nel mondo islamico, è legato in larga misura proprio alla libertà, o meglio a una concezione ridotta della libertà, intesa come assenza di vincoli, strutturalmente opposta a un’autorità vissuta sempre come oppressiva... In ogni caso sono convinto che l’orrendo *jihadismo*, nella sua versione europea, resti più il tragico sintomo di una grave prova che un reale progetto alternativo. Esso sembra a me una forma di antimodernità...È anzi evidente che esiste un ampio lavoro di studio da fare per comprendere le radici culturali di questo fenomeno. Ma occorre liberarsi dall’illusione che, sconfitto il *jihadismo*, le società europee si libererebbero delle loro contraddizioni per entrare finalmente nella “fine della storia”. No, sconfitto il *jihadismo*, le società europee si ritroveranno con i loro problemi. O, per dirla in un altro modo, solo risolvendo i problemi generati da un liberismo soffocante le società europee saranno in grado di sconfiggere il *jihadismo*. Proprio per questo mi pare centrale ricercare una vera e propria alleanza con quanti, nel mondo musulmano, mettono oggi a tema la questione della libertà, senza rinunciare a declinarla in modo non relativistico e quindi mantenendola ancorata a un riferimento veritativo. È questa la vera alleanza che, anche come Oasis, dobbiamo cercare: non un’alleanza contro, ma per qualcosa, un’alleanza che passa attraverso i confini, che unisce e non divide. Papa Francesco, durante la sua visita a Milano, ha suonato  la “sveglia” e rinnovato il grande insegnamento del suo viaggio in Egitto, in particolare laddove ha affermato che “l’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità”».
