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title: Due giorni ad Ambam
description: "DLunedì e martedì 7 e 8 gennaio, con i cinque diaconi di Treviso e il loro rettore abbiamo visitato alcuni luoghi dove i preti fidei donum di Treviso e i missionari del Pime hanno vissuto trent’anni di missione. Ritornarvi per me dopo la prima visita fatta con mons Squizzato, direttore dell'ufficio..."
date: 2019-01-11
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/due-giorni-ad-ambam/
categories: [Articoli]
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# Due giorni ad Ambam

**D**Lunedì e martedì 7 e 8 gennaio, con i cinque diaconi di Treviso e il loro rettore abbiamo visitato alcuni luoghi dove i preti *fidei donum* di Treviso e i missionari del Pime hanno vissuto trent’anni di missione. Ritornarvi per me dopo la prima visita fatta con mons Squizzato, direttore dell'ufficio missionario di Treviso, nel 1968, è stata una emozione profonda.

A

Ma'an, nella chiesa costruita da padre Mario Bortoletto, abbiamo pregato sulla

sua tomba assieme al parroco e ad alcuni cristiani che hanno dato le loro

testimonianze precise e calorose. Non solo padre Mario, ma anche gli altri

missionari che hanno lavorato nella zona, sono ancora vivi per la loro vita e

il loro operato nel ricordo e nell'affetto riconoscente dei sacerdoti (alcuni

accompagnati in seminario da padre Mario) e dei cristiani. Vedendoci, erano

tutti commossi e contenti di sentirci ancora con loro.

Ambam è

il capoluogo della regione dello Ntem, fiume che raccoglie le tante acque delle

piogge abbondanti e le conduce a Kribi nell'oceano, attraversando una foresta

densa e a volte soffocante. Ambam è sede dell’antica parrocchia, un tempo

unica, ora suddivisa in 18 parrocchie. Vi abbiamo celebrato l'Eucaristia e poi

pregato sulla tomba di padre Giovanni Belotti del Pime, il primo ad arrivare e

a mettersi a studiare la lingua del luogo, dopo gli anni vissuti in Birmania.

Morì in un incidente stradale e ora è ricordato come il patriarca dei

missionari e dei cristiani.

Accolti

dal parroco, l'*abbé Luc* e dalle

Missionarie dell'Immacolata con gioia e generosità, abbiamo riascoltato i nomi

di missionari, catechisti e cristiani che insieme avevano reso viva

cristianamente la zona. Va riconosciuto anche lo spirito missionario delle

suore che sono rimaste presenti e molto attive, anche dopo la partenza dei

missionari di Treviso e del Pime.

A Meko'si,

primo luogo di servizio missionario di padre Mario e poi mio  e di altri, 

la festa è stata grande con danze tradizionali, celebrazione solenne,

visita alla scuola e preghiera sulla tomba del catechista Teodoro. Anche qui,

il parroco, l'*abbé* Vincent, e i

cristiani, non nascondevano l’emozione nel vedere giovani italiani con il rettore

danzare con loro e sentirli vicini, come lo erano stati padre Mario e i

missionari. Veramente la missione crea e alimenta la vitalità della “Famiglia

dei figli di Dio”. Tale vicinanza riempie la vita e ci incoraggia.

Nel

ritorno, piccolo stop per riempire le due macchine di doni della parrocchia di

Meyo Centre dove l'*abbé* Nestor, altro

figlio spirituale di padre Mario è parroco. Il senso della figliolanza e della

paternità spirituale resta forte nei sacerdoti africani e nei missionari fino a

diventare senso di responsabilità e fedeltà daello spirito sacerdotale e

missionario, che continua anche in chi - per debolezza, salute o età - resta in

Italia e col suo rosario continua a camminare in foresta e canta e danza in

cuor suo.

Arrivati

a Ebolowa, ci siamo trovati ospiti nella casa dei sacerdoti diocesani; alcuni

di loro sono allievi di don Giuliano a Venezia, cresciuti alla scuola del

comasco don Gianni Allievi. Quindi, ci siamo sentiti a casa nostra, anche in

Africa. Per strada i due cristiani che mi accompagnavano, Bruno, l'autista, e

Mbo'meyo di Meko'si non facevano che dire: «Dio è grande! Dio continua ad

accompagnare i missionari». E noi, incoraggiati dalla fede e dall'affetto degli

africani, possiamo dire: «Dio è grande! E il mondo è piccolo e vicino». 
