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title: Festa di laurea
description: "In una casa, poco lontana dalla chiesa di Ntem-asi, si celebra la festa della laurea in medicina di una ragazza. Le auto degli invitati si stringono tra loro nelle stradine lì attorno. La musica è già a tutto volume. La laureata, bella col suo copricapo d'onore, accoglie lieta, sorridente, con sempl..."
date: 2019-02-18
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/festa-di-laurea/
categories: [Articoli]
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# Festa di laurea

In una casa, poco lontana dalla chiesa di Ntem-asi, si celebra la

festa della laurea in medicina di una ragazza. Le auto degli invitati si

stringono tra loro nelle stradine lì attorno. La musica è già a tutto volume.

La laureata, bella col suo copricapo d'onore, accoglie lieta, sorridente, con

semplicità. La mamma dirige tutto come un generale. Arriva anche un prete

appartenente alla stessa tribù della festeggiata, vestito degnamente per la

festa. Celebriamo l'Eucaristia in una stanza già pronta anche per il pranzo. Il

sacerdote celebra con entusiasmo, gioia, gestualità e lanci di invocazioni, ai

quali i presenti partecipano con altrettanto entusiasmo e generosità. Bello il

sermone e la sottolineatura dei doni di Dio alla famiglia e alla tribù: una

figlia medico, un cugino già prete, uno commissario di polizia… Mi sento in

Africa con la sua esuberanza e in pieno clima fraterno, cristiano e sociale,

ormai universale.

Una cosa ha toccato la mia particolare sensibilità che vuole

vedere in tutto e sempre l'“africanità”, e capire se è ancora viva. Mi è molto

piaciuto il discorsetto conclusivo della nuova dottoressa, che alla fine ha

ringraziato Dio, i genitori e i “grand pères” ( i nonni, in italiano). Mi sono

felicitato con lei per averlo fatto. Ma mi chiedo: si riferiva ai “nonni” o gli

“antenati”? Non lo so e forse non è come li penso io. Sta di fatto che in ogni

festa tradizionale africana, il pensiero degli antenati è sempre presente. Lì

erano presenti il papà, non ancora battezzato così come altre persone che quindi

non sono ancora dentro i sentimenti cristiani. È vero che la festa è festa per

tutti, ma una qualsiasi festa celebrata da una tribù fa sentire forte le

caratteristiche esteriori e profonde della sua tradizione.

I *guiziga* li vedi *guiziga*, i *tupuri* li vedi e li senti *tupuri*.

Continuo a chiedermi come missionario, preoccupato per l'accusa che ci viene

rivolta di distruggere la cultura locale: «Che attenzione diamo al mondo

tradizionale ancora vivo? Li vediamo liberi quando sono tra loro, ma quando

sono cristiani non sono più della loro tradizione?». In questi giorni una persona

cristiana mi ha chiesto: «Faccio bene a tenermi vicini gli antenati?». Ho

risposto: «Se conosci bene la tua cultura, e se credi che Gesù ha accolto e

purificato la tua cultura, allora tieniteli vicini ancora!». Il discorso è

difficile, ma ritengo vada fatto ancora.
