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title: "Il Nobel alla Tunisia: il dialogo può vincere"
description: Il Nobel per la pace 2015 è stato assegnato al Quartetto per il dialogo tunisino. Un riconoscimento del valore del dialogo come antitesi al fondamentalismo.
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/quartetto-1024x614.png
date: 2015-10-09
modified: 2024-12-11
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/il-nobel-per-la-pace-a-chi-lavora-per-il-dialogo-in-tunisia/
categories: [Articoli]
tags: [nobel pace 2015, tunisia]
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# Il Nobel alla Tunisia: il dialogo può vincere

![Il Nobel alla Tunisia: il dialogo può vincere](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/quartetto-1024x614.png)

##### Il dialogo può vincere il fondamentalismo. Questo è il messaggio del Nobel per la pace 2015, assegnato al "National Dialogue Quartet" tunisino.

 

Il premio Nobel per la pace è stato assegnato stamattina al **National Dialogue Quartet,** il quartetto per il dialogo tunisino. Si tratta di **quattro organizzazioni della società civile **che si sono unite nel 2013 e hanno dato un **importante contributo alla transizione democratica** in Tunisia dopo la rivoluzione dei gelsomini nel 2011: il **sindacato generale tunisino** (UGTT, Union Générale Tunisienne du Travail), la** confederazione industriale e del commercio** (UTICA, Union Tunisienne de l’Industrie, du Commerce et de l’Artisanat),** lega dei diritti umani** (LTDH, La Ligue Tunisienne pour la Défense des Droits de l’Homme), e** l'ordine degli avvocati** (Ordre National des Avocats de Tunisie).

Il Nobel per la pace 2015 è quindi **un riconoscimento alla società civile** per il ruolo di mediazione svolto, che si è rivelato fondamentale per una transizione pacifica dopo le proteste che nel 2011 hanno portato alla caduta del vecchio regime. I cosiddetti "corpi intermedi" della società sono stati essenziali nel costruire una democrazia pluralistica dopo la primavera araba.

Ma questo Nobel** è soprattutto un riconoscimento del valore del dialogo come "antidoto" al fondamentalismo** e di come l'Islam e la società civile possano lavorare insieme, come ha sottolineato la portavoce dell'Accademia di Oslo Kaci Kullmann Five nel dare l'annuncio.

Nel 2013, l'anno in cui si è formato il Quartetto, la Tunisia era un Paese profondamente diviso tra i sostenitori del governo islamico e le opposizioni, **come scrivevamo [in questo reportage da Tunisi](http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=5293).**

"Il Quartetto - recita la motivazione - è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. **E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione** e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede". Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".

Oggi il premio arriva in un momento delicato per la democrazia del Paese, stretta tra i dissidi interni - tra il partito al governo, Nidaa Tounes, del presidente Essebsi e Ennahda, il partito islamico - e le vittime di stragi e attentati terroristici, come quello al Museo del Bardo nel marzo scorso a quello di giugno sulla spiaggia del resort nel golfo di Hammamet.

In Tunisia la società civile tunisina è particolarmente vivace: **dopo la rivoluzione sono nate nel Paese più di 17mila associazioni** e molte di esse sono attive contro il terrorismo, come Mondo e Missione ha di recente raccontato (per approfondire clicca [Qui](https://mondoemissione.it/uncategorized/la-societa-civile-a-tunisi-non-lasciateci-soli/?preview=true&preview_id=863&preview_nonce=451e3309d7))

 

*Nella foto pubblicata online dal Guardian, un'immagine dei rappresentanti del quartetto nel 2013*
