---
title: La Parola da annunciare è il Vangelo﻿
description: I primi giorni del mio ritorno a Yaoundé, per reinserirmi nel mondo della missione, cercavo di interrogare, capire le situazioni, quali argomenti preferire nelle omelie per attualizzare il Vangelo oggi. Mi sembrava di dover “re-imparare” la missione. Questa mattina tornando a casa dopo la Messa, un...
date: 2019-02-27
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/la-parola-da-annunciare-e-il-vangelo/
categories: [Articoli]
---

# La Parola da annunciare è il Vangelo﻿

I primi giorni del mio ritorno a Yaoundé, per reinserirmi nel mondo della missione, cercavo di interrogare, capire le situazioni, quali argomenti preferire nelle omelie per attualizzare il Vangelo oggi. Mi sembrava di dover “re-imparare” la missione.

Questa mattina tornando a casa dopo

la Messa, un giovane che mi accompagnava mi spiegava bene alcune cose della

stregoneria e alcune pratiche di magia. «Nella parabola del seminatore che hai

spiegato questa mattina - ha aggiunto - ho capito come il seme della Parola è

soffocato dalle spine, ed è la situazione di alcuni cristiani soffocati da

preoccupazioni e desideri di grandezza». Sono rimasto sorpreso, vedendo come il

Vangelo tocca la vita dell'africano e la attualizza.

Padre Federico Lombardi, presentando il

libro “*Francesco il Papa delle prime volte*” di Gerolamo Fazzini e

Stefano Femminis, dice che la più importante novità portata da Papa Francesco è

dentro la sua fedeltà al Vangelo, la stessa fedeltà e novità che ogni popolo

cristiano può vivere in ogni tempo. «Il suo centro si trova nel messaggio

della misericordia. Le omelie “dialogiche” di Papa Francesco ci mettono

direttamente a confronto con la parola viva di Gesù, cosicché il Vangelo 

entra subito in rapporto con la vita concreta nostra e della gente comune. (…)

Sembra svelarci un segreto: anche oggi, nel mondo globalizzato e tecnologico,

l’evangelizzazione si fa col Vangelo!».

Allora il 

mio  lavoro principale,

incontrando la gente, è di vivere una relazione amichevole, una condivisione,

un restare vicino. Mettere fiducia e speranza 

è importante. Quando Gesù incontrava la gente, faceva sentire che

l'amava. Anche a me, alla base di tutto, è chiesto non di fare un lavoro o di

insegnare, ma di amare gli africani.

Ne ho già avuto la prova durante i miei

primi anni di missione e in questi mesi, ritornando nei luoghi dove avevo

trascorso tanto tempo, la gente mi ha fatto risentire la gioia del rapporto

vissuto, meglio di quanto avevo fatto o detto. Era una passione, gioia di

essere con gli africani. Spesso amo ricordare ciò che una vecchietta disse a un

giovane della suora che la curava: «Sai, penso che Dio abbia il volto di questa

suora che mi vuole bene».

La missione allora è mantenere vivo il

volto di Gesù, la sua attenzione per tutti e dire il suo Vangelo con la vita

(Charles de Foucauld). La stessa comunità, per essere cristiana, non deve solo

essere unita nella preghiera, ma deve vivere umanità e fraternità. Quanto al

ragionamento su qualche problema africano, le sue devianze e i suoi pericoli,

esso potrebbe aiutare la riflessione, ma il vero discernimento sul positivo e

negativo, lo potrà fare l'africano stesso col pensiero di Gesù. Quando l'africano

farà esperienza di Gesù vivo, avremo l'Africa nuova.
