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title: Lieti nelle privazioni
description: "   Qualche missionario ha imparato ad accettare con spirito di sacrificio le condizioni di estrema povertà in cui si è trovato a vivere, e addirittura a sorridervi sopra. Nel libro «Sangue Fecon­do» di p. Antonio Lozza, PIME, così si legge a proposito di un primo impatto con la Birmania: «Gli inizi..."
date: 2023-11-21
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/lieti-nelle-privazioni/
categories: [Articoli]
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# Lieti nelle privazioni

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Qualche missionario ha imparato ad accettare con spirito di sacrificio le condizioni di estrema povertà in cui si è trovato a vivere, e addirittura a sorridervi sopra. Nel libro «*Sangue Fecon­do*» di **p. Antonio Lozza, PIME**, così si legge a proposito di un primo impatto con la Birmania: «Gli inizi sono sempre penosi. Ma a Tarudda mancava tutto: non un buco ove abitare, non una stuoia su cui stendersi ...

**P. Mario Dall’Agnol** adatta alla meglio un tugurio abbandonato e, per consolarsi di tanto squallore, ammirava il panorama veramente splendido. intanto scriveva: "Abito in una capanna di bambù, posta su un cucuzzolo di monte sovrastante il villaggio di Tarudda. Vento e sole entrano liberamente; se piove ho il bagno a domicilio, proprio come i grandi signori... Eh, quando uno nasce fortunato! Per mobilio due sedie e un tavolino fatto col coltellaccio del mio catechista; per cibo un po’ di riso con erbe di Bhyrapatnam. Ci rimasi per tre mesi. Il giovane **padre Iginio Chinellato**, da vero cavaliere, mi cede la stanza più bella. Che reggia, quella casa! Una capanna con muri di fango e tetto di foglie, circondata dagli acquitrini delle risaie. Lucertole, formiche, scorpioni, rane, zanzare, topi, cani, gatti, uccelli: insomma, tutti gli animali creati dal buon Dio convivono con me, in perfetto comunismo, nella mia capanna. Le zanzare! che il Cielo le benedica! Di notte specialmente, vengono a cantarmi attorno alle orecchie le loro canzoni più belle e a darmi i.… più affettuosi baci. Pianto una zanzariera, e così evito di rendermi irriconoscente verso di Ioro, col prenderle a schiaffi, quando non si posano sulla faccia, sul collo, sulle braccia, sulle gambe. I topi devono essersi accorti di tanta mia mansuetudine e sono così audaci che, di notte, vengono a saltarmi sulla branda. Uno di Ioro, una notte, me lo trovo sul muso, e un'altra notte, un altro comincia a graffiarmi un piede. Ma questo ci lascia la pelle sotto una terribile bastonata». «*Sangue Fecon­do*» di p. Antonio Lozza.
