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title: Messa a Ntem-asi
description: "Padre Mario Bortoletto, ora in cielo, nel 2005 mi aveva mostrato in piena foresta una spianata con una scuoletta in legno. Oggi c'è la chiesa, il presbiterio, una grande sala, il terreno per i giochi e nel sotterraneo sale per riunioni. Sostituisco il parroco, padre Sliva, di nazionalità indiana. Ar..."
date: 2019-01-26
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/messa-a-ntem-asi/
categories: [Articoli]
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# Messa a Ntem-asi

Padre Mario Bortoletto, ora in cielo,

nel 2005 mi aveva mostrato in piena foresta una spianata con una scuoletta in

legno. Oggi c'è la chiesa, il presbiterio, una grande sala, il terreno per i

giochi e nel sotterraneo sale per riunioni. Sostituisco il parroco, padre

Sliva, di nazionalità indiana. Arrivando qualche minuto prima delle sei, trovo

fedeli alla recita delle lodi. Tutto ben preparato. I chierichetti/e belli, con

la tonaca ben pulita, l'altare in ordine, illuminato. Posso incominciare la

celebrazione. Certo non siamo nella foresta di Ambam o di Meko'si dove

trovavamo le cappelle col tetto di paglia e il pavimento di terra. Il gradino

dell'altare era tenuto insieme da bottiglie 

capovolte di *Pedro*, liquore spagnolo. Il *Pedro* che si

comprava in Guinea Equatoriale, cioè al confine vicino, diventava lo *ntolo,*

latassa di culto che i cristiani, formati dal prete locale, offrivano

una volta l'anno.

È bella ora la chiesa di Ntem-assi,

illuminata, pulita, con pavimento a piastrelle di vario colore, lucide. A

fianco dell'altare, il pulpito, come due mani che tengono il libro sacro, e il

battistero, vasca di pietra ben ornata con l'acqua battesimale. Ma la

meraviglia sono loro, i fedeli che vanno a pregare prima di andare al lavoro,

si organizzano, assumono impegni comunitari, oggi meglio vestiti e tutti

partecipanti ai canti, alle danze, alle preghiere.

Fosse vivo oggi padre Mario, freddo

esteriormente come sempre, e con il suo solito sorriso ironico, direbbe: «Sì,

bello, ma il cuore com'è?». Certo non tutto è santo, ma l'impressione che ne

ricavi a distanza di cinquant’anni, è intensa. Dai missionari e dai sacerdoti

locali, ormai in tutto il Camerun non fai che sentire: «Quanto lavoro, ancora! Quanto

lavoro…».
