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title: Vivere da migranti
description: "Sempre di più il discorso sullo straniero occupa le nostre conversazioni e preoccupazioni. Non è sempre facile, rispettoso o pacifico. Il fenomeno dell'emigrazione non è nuovo. Anche gli africani conoscono l'emigrazione all'interno dei loro Paesi. Nel 1974 mi trovavo a Touloum (Nord Camerun ) in un..."
date: 2016-11-02
modified: 2024-12-11
author: Silvano Zoccarato
url: https://www.mondoemissione.it/articoli/vivere-da-migranti/
categories: [Articoli]
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# Vivere da migranti

Sempre di più il discorso sullo straniero occupa le nostre conversazioni e preoccupazioni. Non è sempre facile, rispettoso o pacifico. Il fenomeno dell'emigrazione non è nuovo. Anche gli africani conoscono l'emigrazione all'interno dei loro Paesi.

Nel 1974 mi trovavo a Touloum (Nord Camerun ) in un momento di carestia. La gente non aveva niente da mangiare a causa della siccità dell'anno precedente. Qualche famiglia “vendeva” (meglio: affidava per sempre ai ricchi *foulbé*) il bambino o la bambina per un sacco di miglio. Vedevo i camion pieni di gente che si spostava verso sud (Ngaoundéré) in cerca di terre migliori. E lungo la strada di 300 chilometri, qualche mese dopo, vedevi nascere villaggi nuovi a destra e a sinistra.

Mi sono venuti in mente alcuni proverbi che avevo trovato nella cultura dei *tupuri* e dei *guiziga* del Camerun e del Ciad presso i quali ho vissuto tanti anni. Essi mostrano com'è la vita di un migrante.

***Se trovi gente che danza o cammina a testa in giù, danza e cammina come loro.**

*Devi adattarti. Quando sei straniero devi rispettare le leggi che trovi e comportarti come chi ti accoglie senza opporti.

***La terra straniera si affonda con te durante la stagione secca.**

*In realtà, durante la stagione secca non c’è pericolo di affondare. Ma se sei straniero puoi trovare delle cose che non conosci e che ti rendono difficile la vita. Fa attenzione e usa tanto rispetto. Non essere come un bambino che non sa. Si può anche accusarti di cose che non hai fatto.

***Il verme parassita approfitta dello straniero.**

*I membri di famiglia dicono che mangiano meglio quando un ospite arriva, perché il padrone di casa normalmente uccide un animale per onorare il nuovo arrivato.

***Lo straniero non beve l’acqua del sacrificio.**

*Lo straniero non partecipa dei momenti più importanti della famiglia in cui è ospite. È certamente ben accolto, ma la familiarità e la condivisione arrivano fino ad un certo punto, oltre il quale lo straniero non va.

***Lo straniero beve l’acqua sotto il naso dell’ippopotamo.**

*Con questo simpatico proverbio si vuole dire cosa succede a uno straniero che, giungendo in una terra a lui sconosciuta, non vede dove stanno i pericoli e le insidie. Infatti, bere in acqua è pericolosissimo, perché non si vede l'ippopotamo mentre resta sott’acqua. È un invito a chiedere consiglio a chi è del posto, anche sulle cose più semplici, per non trovarsi in difficoltà.

***L’ospite (straniero) non supera mai il padrone di casa.**

*Che sia ben chiaro: chi è del posto resta comunque colui che decide!

***Lo straniero è come l’acqua dell’inondazione: passerà presto!**

*Non preoccuparti. Lo straniero se ne andrà. Oppure si integra.

**Proverbi guiziga**

***Lo straniero è la rugiada.**

*La goccia di rugiada se ne va all'apparire del sole. Lo straniero non è venuto per restare. Ricco o povero che tu sia, pazienta un po' e vedrai che l'ospite se ne andrà.

***Il cane non solleva la coda in terra straniera.**

*In terra straniera non puoi gioire, parlare, difenderti come vorresti.

***Il gallo non canta in terra straniera.**

*Quante volte uno deve tacere, accettare, mandar giù trattamenti difficili.

***La gallina nuova non può andare d'accordo con la gallina vecchia.**

*La gelosia regna dappertutto e ognuno cerca di difendere il suo dominio.

***La zanzara dice che non punge l'uomo morto.**

*Si ride sul musulmano che non mangia la carne di animale ucciso da un non musulmano.

***Chi è ben educato non muore di fame.**

*Chi tratta bene gli altri sarà sempre trattato bene. In alcuni paesi chi lasciava la sua terra e arrivava in una nuova, perdeva anche i diritti di umanità. Si poteva fare di lui quello che si voleva. Non solo batterlo o derubarlo, ma anche ucciderlo.

Oggi siamo consapevoli della dignità e della cultura di ogni popolo, e possiamo e dobbiamo anche vigilare e fare tesoro della sapienza di ogni straniero. E non dimenticare quello che diciamo, pregando, nel salmo 146, 9: «Il Signore protegge lo straniero!».

 
