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title: Le donne corriere, il nuovo volto della droga in Laos
description: "Sfruttate per il traffico di stupefacenti perché, secondo i signori della droga, si mescolano con maggiore facilità nella folla e passano inosservate ai controlli. Mentre secondo l'Unodc o sequestri di metanfetamine sono quadruplicati in Asia meridionale e sudorientale tra il 2009 e il 2014 &nbsp; T..."
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date: 2016-07-21
author: Stefano Vecchia
url: https://www.mondoemissione.it/asia/5194/
categories: [Asia]
tags: [anfetamine, donne, droga, laos, oppio]
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# Le donne corriere, il nuovo volto della droga in Laos

![Le donne corriere, il nuovo volto della droga in Laos](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/laos-drugs.jpg)

##### Sfruttate per il traffico di stupefacenti perché, secondo i signori della droga, si mescolano con maggiore facilità nella folla e passano inosservate ai controlli. Mentre secondo l'Unodc o sequestri di metanfetamine sono quadruplicati in Asia meridionale e sudorientale tra il 2009 e il 2014

 

Tra le ombre del Laos, Paese che per scelta e per le sue condizioni continua a restare defilato dalle cronache, vi è quello della diffusione degli stupefacenti e del ruolo che le donne in particolare hanno in questa come in altre attività criminali gestite perlopiù da bande agguerrite con basi locali ma anche nelle confinanti Cina e Thailandia.

Come segnalato dall'[agenzia AsiaNews](http://www.asianews.it/notizie-it/Laos,-cresce-il-numero-delle-donne-sfruttate-per-il-traffico-di-stupefacenti--38057.html), sempre più donne vengono sfruttate per il traffico di stupefacenti perché, secondo i signori della droga, si mescolano con maggiore facilità nella folla e passano inosservate ai controlli rispetto agli uomini. Nessuna statistica ufficiale sul fenomeno ovviamente, ma indicazioni arrivano dagli arresti effettuati dalla polizia. Secondo alti funzionari della polizia di Vientiane interpellati da *Radio Free Asia -* ricorda *AsiaNews* - vi sarebbe un 'forte aumento' di arresti fra le donne per reati legati al narcotraffico, in particolare di anfetamine. “Le donne si trasformano in corrieri - afferma una fonte, dietro anonimato - perché sembrano andare per i fatti propri, passando il più delle volte inosservate”. Sarebbero inoltre prezzolate per smistare le sostanze stupefacenti anche oltreconfine. Tra le persone fermate, conferma la polizia, vi sono “rivenditrici e spacciatrici”.

Alle donne, a volte incinta perché meno sospettabili, viene affidato il trasporto nelle aree di smercio e oltre la frontiera thailandese. Questo contribuisce a spiegare il gran numero di arresti di donne laotiane in Thailandia (in parte anche oggetto di traffico per i “mercati” della prostituzione e delle “braccia”): 1.352 attualmente in carcere, contro 581 birmane e 552 cambogiane.

Nonostante la cessione progressiva di percentuali di produzione di oppio all'Afghanistan, oggi di gran lunga maggiore produttore e esportatore, il Laos, come pure gli altri Paesi parte del famigerato Triangolo d'oro (Thailandia e Myanmar) resta al centro del traffico di oppiacei, ma anche di droghe sintetiche che localmente hanno soppiantato l'oppio in molte aree, facendo di questa regione la maggiore al mondo per produzione e traffico di anfetamine e metanfetamine esportate in buona parte del continente e anche al di fuori di esso. Il Laos rappresenta però un'eccezione. “la domanda resta a un livello elevato in modo inaccettabile e i gruppi criminali transnazionali continuano a trarne grande profitto”, segnala il Rapporto 2015 dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e la criminalità (Unodc). Il rapporto indica anche che la coltivazione dell'oppio è cresciuta di tre volte tra il 2009 e il 2014 e si è consolidata lo scorso anno, ma mentre in Myanmar e Thailandia si è registrato un calo, il Laos ha invece visto un aumento.

Come l'oppio, anche le droghe sintetiche sono diventate fonti integrative di reddito, in particolare per i gruppi di popolazione delle aree meno raggiungibili, sia di etnia Lao, sia di altri gruppi minoritari. “I sequestri di metanfetamine sono quadruplicati in Asia meridionale e sudorientale tra il 2009 e il 2014”, ricorda ancora il rapporto Unodc.
