---
title: "Bangladesh: l’assicurazione sanitaria del minimarket"
description: "In Bangladesh gli stipendi delle fabbriche di abbigliamento non permettono ai lavoratori di accedere alle cure mediche. L'imprenditore sociale Saif Rashid sta provando a cambiare questa situazione di precarietà con alcuni minimarket che vendono alimentari a prezzi scontati e permettono agli operai d..."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/42246061_1786607858082735_8992060701908402176_n.jpg
date: 2019-10-23
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/asia/bangladesh-lassicurazione-sanitaria-del-minimarket/
categories: [Asia, Sviluppo]
tags: [abbigliamento, apon, Bangladesh, saif rashid]
---

# Bangladesh: l’assicurazione sanitaria del minimarket

![Bangladesh: l’assicurazione sanitaria del minimarket](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/42246061_1786607858082735_8992060701908402176_n.jpg)

##### In Bangladesh gli stipendi delle fabbriche di abbigliamento non permettono ai lavoratori di accedere alle cure mediche. L'imprenditore sociale Saif Rashid sta provando a cambiare questa situazione di precarietà con alcuni minimarket che vendono alimentari a prezzi scontati e permettono agli operai di accumulare punti con cui ottenere una copertura sanitaria gratuita

 

Questa storia viene dal **Bangladesh**, il secondo produttore mondiale di abbigliamento dopo la Cina. Nel Paese asiatico le esportazioni che riforniscono costantemente i negozi di moda *cheap *di tutto il mondo* *- da H&M a Primark - rappresentano il **20 per cento del Pil nazionale** e si calcola che le fabbriche di abbigliamento diano lavoro a oltre **4 milioni di bengalesi**, di cui la maggioranza donne.

Anche se questi dati indubbiamente testimoniano un **settore in crescita**, le paghe di chi sta alla base della macchina industriale restano basse: a Dacca, per esempio, lo stipendio di un operaio si aggira intorno all’equivalente di **100 dollari mensili** che diventano 130 soltanto in caso di straordinari.

Per questa situazione in Bangladesh aumenta il numero di **poveri** anche tra i salariati: pur lavorando con orari massacranti, infatti, molti riescono a malapena a mantenersi e, come se non bastasse, i contratti non prevedono quasi mai **giorni di malattia**. La sanità è una questione aperta per i lavoratori del settore anche per il fatto che gli ambulatori pubblici garantiscono l’assistenza sanitaria soltanto dalle 8 alle 14, mentre i dipendenti delle fabbriche di abbigliamento lavorano come minimo fino alle 18 e spesso si fermano in fabbrica anche dopo cena.

Rinunciare all’**assistenza sanitaria più economica **perché garantita solo durante l’orario di lavoro a cui non si può rinunciare è la situazione in cui si trova la maggioranza dei lavoratori. In caso di malattia l’unica alternativa resta dunque quella di rivolgersi alle **cliniche private**, aperte fino a tardi, che però sono molto costose e per pagare le quali diverse famiglie finiscono sul lastrico.

A provare a cambiare almeno questo punto nella condizione precaria dei lavoratori nelle fabbriche di abbigliamento del Bangladesh ci ha pensato un imprenditore sociale di nome **Saif Rashid**. Dal 2016 a oggi questo giovane ha aperto una decina di piccoli supermercati nella capitale: i suoi market sono veri e propri negozi che hanno la sola particolarità di essere costruiti direttamente nelle filiali dei **grandi marchi del tessile** e di essere riservati ai lavoratori. Motivo per cui, oltre al carrello, chi entra nei market Apon – così sono chiamati questi supermercati speciali – deve esibire il proprio badge.

Grazie a un’attenta selezione dei fornitori e allo spazio ceduto gratuitamente dalla fabbrica per l'allestimento dell'esercizio commerciale, il supermercato riesce a proporre alimenti di qualità con uno sconto del 10 per cento rispetto ai prezzi standard. Non solo: acquistando cibo e prodotti per l’igiene **si accumulano punti** con i quali - arrivati a una certa soglia, raggiungibile spendendo l’equivalente di 24 dollari per tre mesi - si ottiene una carta rosa che **copre gratuitamente le spese sanitarie** fino a un tetto di 15000 taka.

Il sistema di Saif si è diffuso in undici fabbriche con oltre **50mila dipendenti **ma per ora il servizio è usato solo da un terzo dei lavoratori che ne avrebbero diritto. Da un lato - ha raccontato il fondatore in un’audio intervista alla Bbc -  c’è una diffidenza culturale nei confronti delle assicurazioni, dall’altro molte donne con famiglia non riescono a organizzarsi con i tempi per fare la spesa nei negozi di Apon. Per provare a raggiungere il maggior numero di lavoratori Saif ha deciso quindi di sperimentare la consegna a domicilio e presto lancerà un’**app** per allargare gli ordini ai dipendenti di altre fabbriche di Dacca.

 

Foto da [Facebook](https://www.facebook.com/aponwellbeing/)
