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title: Evangelizzazione e confessione
description: In una delle mie comunità c’è un’anziana signora. Se dovessi prendere lei come esempio, allora direi che va avanti grazie a due sacramenti, l’Eucarestia ogni domenica e la Confessione ogni qualvolta la sua coscienza la sollecita «La Confessione... non è un dialogo umano, ma un colloquio divino» J. M...
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date: 2020-07-12
author: Alberto Caccaro
url: https://www.mondoemissione.it/asia/evangelizzazione-e-confessione/
categories: [Asia]
tags: [Cambogia, confessione, sacramenti]
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# Evangelizzazione e confessione

![Evangelizzazione e confessione](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Asia-confession.jpg)

##### In una delle mie comunità c’è un’anziana signora. Se dovessi prendere lei come esempio, allora direi che va avanti grazie a due sacramenti, l’Eucarestia ogni domenica e la Confessione ogni qualvolta la sua coscienza la sollecita

*«La Confessione...*

*non è un dialogo umano,*

*ma un colloquio divino» J. M. Escrivá*

Di tanto in tanto si tenta qualche bilancio **sull’evangelizzazione nella Prefettura Apostolica di Kompong Cham**, distesa nell’ampia area geografica compresa fra il tratto cambogiano del fiume Mekong e il confine con il Vietnam. Sono passati ormai quasi trent’anni dalla ripresa della vita ecclesiale, **dopo Pol Pot e l’occupazione vietnamita**, ma allo stato attuale dobbiamo riconoscere una certa crisi. Le nostre comunità cristiane, che **hanno vissuto il miracolo e la fatica di cominciare dallo zero assoluto**, ora stentano a raggiungere una certa maturità nella fede, fermo restando molte **storie belle di conversione grazie all’incontro con il Signore risorto**.

**Perché dopo trent’anni queste comunità sono ancora così fragili e con prospettive di crescita alquanto incerte?** Azzardo una prima risposta. La ragione di una simile fragilità potrebbe risiedere **nell’assenza di una pratica ordinaria del sacramento della Riconciliazione** e nella mancanza** del senso del peccato e della lotta interiore**, come quella descritta dal celebre e povero Curato di campagna dopo il colloquio avuto con la contessa morente, quando ricorda «**quel grande combattimento per la vita eterna da cui è uscita esausta ma invitta**» (1). Qui la fede è lotta interiore. «Le mie battaglie – scriveva Etty Hillesum – le combatto dentro di me, contro i miei propri demoni» (2).

In una delle mie comunità **c’è un’anziana signora**. Se dovessi prendere lei come esempio, allora direi che **va avanti grazie a due sacramenti, l’Eucarestia ogni domenica e la Confessione ogni qualvolta la sua coscienza la sollecita**. Questi sono i pilastri della sua fede, non senza **un profondo senso della mediazione sacerdotale** che, quando mi incontra, si trasforma in rispetto, riverenza, affetto nei miei confronti. Talvolta mi telefona per sapere come sto e per accertarsi che non mi sia allontanato dall’area delle mie parrocchie perché **significherebbe non avere né l’Eucarestia né il perdono di Dio.**

**C’è però anche una bambina, lei pure assidua alla Messa**, anche se non ha ancora ricevuto il Sacramento dell’Eucarestia. Viene con i suoi genitori e dal suo modo di cantare il Confiteor in lingua cambogiana, all’inizio della celebrazione, mi dico, **crescerà nella fede, farà strada!** Quando canta, non riuscendo ancora a coordinare bene il respiro al ritmo della musica e delle parole, spesso con la voce arriva in ritardo e la sentiamo in coda ad ogni riga del canto, un pò dopo le voci degli adulti, quasi come una eco che sopraggiunge a ribadire e confermare con la sua voce bambina quello che i più grandi hanno appena cantato. È piacevole sentirla... e pensare che nella sua piccola anima, con quelle note e quelle parole, sta entrando anche **la novità del perdono di Dio e la consapevolezza del proprio peccato.**

Ora, i detrattori potrebbero obiettare che **nei piccoli non c’è peccato** e che non bisogna inculcare una percezione di sé così negativa** che porta solo sensi di colpa**. E nondimeno quel «ho molto peccato...» per «**mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa**» non ha lo scopo di distruggere l’autostima o appensatire la coscienza di chicchesia, fin da piccoli. Aiuta piuttosto a capire che ogni colpa è sempre una felix culpa e che in Cristo “dove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rom 5,20). Serve inoltre a riconoscere che il male, **tutto il male, va considerato peccato, cioè in rapporto a Dio, per combatterlo insieme con Lui**. Quando invece smette di essere considerato peccato, diventa “male assoluto”, senza più alcun legame con Dio. È allora che **comincia a mimetizzarsi e a vincere**.

Ritengo che la pratica della **confessione sacramentale** sia decisiva per il futuro delle comunità cristiane. Sembra comunque che anche nell’era digitale non si riesca a farne a meno. Qualche pensatore acuto ha cominciato a interpretare **i social network come veri e propri «dispositivi confessionali»**. Le chiamano «tecnologie del sé», che favoriscono l’esposizione e la riflessione sulla propria interiorità, come un tempo nel confessionale. Vale la pena approfondire (3), ma nulla potrà sostituire il sacramento. E la Grazia che veicola, «**quel dolce miracolo delle nostre mani vuote», direbbe il Curato, che rifà il cuore dell’uomo**.

Mi sovviene qui la testimonianza di **Paolo Borsellino**, nel ricordo di un amico e collega. «Borsellino è sempre vissuto fra un attentato fallito e l’altro» – racconta l’amico. «Dopo la morte di Falcone, sapeva di essere ormai nel mirino; il giovedì prima dell’attentato venne a sapere che il tritolo per lui era già arrivato a Palermo... e per prima cosa chiama il suo confessore “**vieni subito... confessami e dammi la Comunione... ho bisogno che sia pronto in qualsiasi momento al grande passo…”**» (4).

Penso alla statura umana di un uomo così, formatosi nella lotta, **all’ombra della Grazia**, confessione dopo confessione, **in un dialogo umano che è piuttosto un colloquio divino**. Lo sappiamo, Borsellino muore la domenica successiva, il 19 luglio 1992.

 

1. G. Bernanos, Diario di un curato di campagna, Milano 1998, 149.

2. E. Hillesum, Diario 1941-1942, Milano 1996, 171.

3. Per approfondimenti **[leggi qui](http://www.losguardo.net/it/post-democrazia-e-gamification-ai-tempi-del-dataismo-alcune-considerazioni-a-partire-dal-caso-cambridge-analytica/) **

4. [Guarda qui](https://www.youtube.com/watch?v=cmQiVEVy5ss) la testimonianza di Antonino Caponnetto
