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title: «Poeti sociali»
description: "Lo scriveva già Michel Foucault: «non esiste società più “assicurativa”, più preoccupata e interessata alla salute... di quella totalitaria». A Oriente come a Occidente «Quando vuoi pregare, quando vuoi sapere quel che sa la poesia, sporgiti, e senza esitazione cerca il gesto più piccolo che hai…» C..."
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date: 2020-06-28
author: Alberto Caccaro
url: https://www.mondoemissione.it/asia/poeti-sociali/
categories: [Asia, No Adv]
tags: [Cambogia, coronavirus, diritti, libertà]
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# «Poeti sociali»

![«Poeti sociali»](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/14507153706_d2e1526d5b_c.jpg)

##### Lo scriveva già Michel Foucault: «non esiste società più “assicurativa”, più preoccupata e interessata alla salute... di quella totalitaria». A Oriente come a Occidente

*«Quando vuoi pregare, *

*quando vuoi sapere quel che sa la poesia, *

*sporgiti, e senza esitazione *

*cerca il gesto più piccolo che hai…» C. L. Candiani*

Era inevitabile che **il Covid-19 diventasse uno strumento politico**, anzi biopolitico, in grado di condizionare il destino democratico di molti Paesi, ben oltre le restrizioni raccomandate dalla pandemia.

Nei mesi scorsi abbiamo speculato sull’origine del virus, sui silenzi e le censure del regime cinese. Contemporaneamente, con notevole visibilità mediatica e tanti leader a braccia aperte, la Cina disseminava i suoi aiuti e il suo modello. Ché se prima sembrava il “modo giusto” per contrastare la pandemia, ora sembra essersi trasformato in **una logica politica diffusa**, fatta di controlli capillari, distanze e divieti, spesso contraddittori. E che interpreta la coesione sociale in tutte le sue forme non più come una ricchezza da incoraggiare, ma come una potenziale minaccia alla salute da scoraggiare, a vantaggio di una atomizzazione della società, già promossa dai *social*, facili collettori di risentimenti che non di rado sfociano in episodi di violenza e intolleranza da caccia all’untore.

Quello che però sconcerta è che da tempo non si riesce più a fare politica se non sotto la pressione di un’emergenza, del terrorismo che riaffiora puntuale, del dissesto ambientale o del crollo di un ponte e ora del virus, con l’aggravante che di tutto ciò non riusciamo più a farne a meno. Preferiamo rimanere in situazioni come queste, obbligate dalla cronaca e dalle emozioni forti che suscita, **piuttosto che impegnarci nei tempi lunghi del pensiero e nella fatica del dibattito politico**, accontentandoci invece di una leadership decisionista fatta solo di disposizioni suggerite dai comitati tecnico-scientifici. La chiamano la politica delle passioni dove** il tempo lungo dell’attenzione alla realtà, lascia il posto agli istanti brevi dell’emozione**, più facilmente manipolabile dai flussi di immagini, titoli, tweet (1). E che spesso azzera la storia e le competenze di un popolo, costretto a mutuare modelli (ridicoli) altrove.

La cronaca di questi giorni, non solo a Hong Kong, è lì a dirci che qualcuno non si lascia sfuggire l’occasione per guadagnare potere e che **una mascherina-contro-il-virus oggi può diventare un bavaglio-contro-la-libertà domani**. Perché in fondo, scriveva M. Foucault, «**non esiste società più “assicurativa”, più preoccupata e interessata alla salute... di quella totalitaria**» (2). A Oriente come a Occidente!

Spesso queste disposizioni pandemiche sembrano ingombrare solo la vita di cittadini comuni mentre i soliti traffici, **il commercio sovrannazionale di armi** tanto per fare un esempio, continuano indisturbati. Papa Francesco ha ripetutamente chiesto il medesimo zelo contro «**la pandemia della guerra**» che da sempre contagia e uccide molto di più. Penso inoltre alla **pandemia da stupefacenti** o a quella della **tratta di esseri umani** che trova spesso nelle autorità persone compiacenti. O alla **pandemia dell’usura** che, complice il ritardo della politica, devasta persone e imprese. Basterebbe «seguire i flussi di denaro per capire il Sistema» (3), diceva qualcuno trent’anni fa! Ma chi osa disturbare le banche?

Non si potrà continuare come se l’emergenza fosse solo il Covid-19. Perché diventerebbe presto un alibi per non affrontare altri problemi, altre pandemie. Anche qui in Cambogia dove vivo, il clima non è dei migliori. **È appena passato un poliziotto per chiedermi quando sono rientrato in canonica e se questa notte dormo qui.** So che spesso telefona ai miei collaboratori per sapere dove sono. Ma è soprattutto la perdurante chiusura della scuola a favorire un voluto gioco al ribasso, una tendenza al disimpegno, al compromesso, che renderà molto difficile la ripresa.

In mezzo a simili contraddizioni, **si vorrebbe solo vivere dignitosamente**, godendo di un numero essenziale di diritti. Fermo restando per tutti il dovere di rispettare le leggi vigenti e la propria coscienza.

Temo infatti che **l’illegalità e volgarità di ciascuno, quella spicciola quanto virale, unita a una sciatteria politica che promuove simili attitudini, potrebbero portare a una repressione legalizzata** o al semplice permanere in un continuo stato di mediocrità che ci fa più poveri e umanamente miseri.

Sia ben chiaro, il futuro è fatto solo di sudditanza.** La nostra libertà è così fragile che necessita sempre di un padrone.** Con occhi vitrei e a mandorla, con capelli biondi e ciuffo o colbacco peloso, non lo so ancora, so però che un padrone non diventerà mai un padre.

Allora, con sempre più convinzione, sto con papa Francesco che ha recentemente parlato di «**un esercito che non ha altre armi se non la solidarietà, la speranza e il senso di comunità**». E ha chiamato quei militanti «poeti sociali, che dalle periferie dimenticate creano soluzioni dignitose per i problemi più scottanti degli esclusi» (4).

L’immagine dei «poeti sociali» allude alla capacità di **sporgersi e senza esitazione cercare i gesti più piccoli che abbiamo…** per curare e per condividere.

 

- Si legga in www.losguardo.net/it/politica-delle-passioni

- M. Foucault, Bio-potere e totalitarismo, in S. Forti, La filosofia di fronte all’estremo, Torino 2004, 100-101.

- Fu già la strategia di Giovanni Falcone contro la mafia. Guarda qui

- Lettera di Papa Francesco ai movimenti popolari, aprile 2020

 

[Foto: Flickr / Adolfo Lujan](https://www.flickr.com/photos/popicinio/14507153706/in/photolist-o6WXnL-5MseUu-eTzwJH-eTLTzE-cbZFs1-cbZFnQ-eTzujK-eTLRAA-cbZFBj-bUCrAH-eTzMtt-eTMbM1-eTzDjD-eTzvk6-eTLNVh-cbZF67-eTzFpB-cbZFyu-bUCrex-eTM7GC-eTM79Y-eTzFX6-eTzrTp-5Mseaq-oKrxgj-4A1dqT-eTM7U7-bUCrop-5MnYMg-eTM3HY-bUCrJX-eTLLUb-5MnZAT-bUCrJz-eTLNES-ouZh7i-5MsbQ3-cbZFws-bUCrLM-eTMdEL-eTM2wN-eTLZ31-eTLP41-5MnWqt-eTM3qU-bUCrF2-5MnZ2v-eTLQuo-5MnYqx-cbZEZs)
