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title: Rana Plaza cinque anni dopo
description: "Sono passati cinque anni dalla tragedia nell'industria tessile del Bangladesh che produceva per i grandi marchi occidentali. Da allora una campagna internazionale per la sicurezza sul lavoro ha portato a passi avanti importanti. Ma restano ancora  grandi marchi che non hanno aderito &nbsp; Ricorrono..."
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date: 2018-04-24
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/asia/rana-plaza-cinque-anni-non-si-ancora-impegnato/
categories: [Asia]
tags: [Bangladesh, lavoro, Rana Plaza, tessile]
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# Rana Plaza cinque anni dopo

![Rana Plaza cinque anni dopo](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/rana-plaza-730x410.jpg)

##### Sono passati cinque anni dalla tragedia nell'industria tessile del Bangladesh che produceva per i grandi marchi occidentali. Da allora una campagna internazionale per la sicurezza sul lavoro ha portato a passi avanti importanti. Ma restano ancora  grandi marchi che non hanno aderito

 

Ricorrono oggi i cinque anni dal crollo del Rana Plaza in Bangladesh, la fabbrica tessile crollata sotto il peso dei macchinari causando la morte di oltre 1100 persone. Una tragedia assurta a simbolo delle condizioni di lavoro inaccettabile che spesso si nascondono dietro ai vestiti a basso prezzo venduti nei nostri centri commerciali.

Il dramma del Rana Plaza cinque anni fa suscitò sdegno in tutto il mondo e grandi promesse su azioni per migliorare le condizioni di lavoro in questo tipo di contesti. Da allora che cosa è successo davvero?

A monitorare in Italia questo tema - e a mantenere alta l'attenzione - è la campagna [Abiti Puliti](http://www.abitipuliti.org/news/rana-plaza-5-anni-dopo-i-marchi-devono-firmare-il-nuovo-accordo/)che ha fatto proprio in questi giorni il punto della situazione. Già nel maggio 2013, poche settimane dopo la tragedia, in Bangladesh si arrivò alla firma di un accordo basilare che è stato sottoscritto da oltre 220 gruppi tessili e che guardava *a*lla prevenzione degli incendi e sulla sicurezza degli edifici in Bangladesh*. *Secondo gli organismi di contro previsti da quell'accordo gli impegnio presi sono stati rispettati all'85%. Ma la campagna va comunque avanti: è stato steso un nuovo Accordo 2018 che prevede standard di sicurezza ulteriori.

 

 

«Stiamo facendo pressione su quei **marchi che avevano già sottoscritto **il primo Accordo affinché rinnovino il loro impegno - scrive sul suo sito internet la campagna Abiti Puliti -. Tra questi ricordiamo **il marchio italiano Teddy S.p.A**, **Abercrombie & Fitch, Sainsbury’s e Gekas Ullared. **

Poi ci stiamo rivolgendo a quelle **aziende che non hanno mai sottoscritto la prima versione **dell’Accordo per chiedergli di abbandonare le ispezioni unilaterali aziendali e impegnarsi in un **programma ispettivo credibile e trasparente **come quello previsto dall’Accordo. Tra queste **VF Corporation (The North Face, Timberland, Lee, Wrangler), Gap, Walmart, Decathlon **e **New Yorker.**

Infine, raccogliamo la possibilità offerta dal **nuovo Accordo 2018 di includere anche fabbriche che producono accessori ****tessili**, a maglia e in tessuto non necessariamente di abbigliamento. È ad esempio il caso di **marchi come ****IKEA, chiamati ad assumersi anche loro la responsabilità di garantire la sicurezza per i propri lavoratori sfruttando l’opportunità offerta dall’Accordo 2018».**

 
