---
title: "Spose-bambine in India: una scuola per ripartire"
description: Le spose-bambine nel mondo sono 640 milioni, 200 milioni solo in India. A Polur, una scuola per infermiere che accoglie giovani vittime
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/spose.jpg
date: 2023-10-13
modified: 2023-10-16
author: Sara Toffano
url: https://www.mondoemissione.it/asia/spose-bambine-in-india-una-scuola-per-ripartire/
categories: [Asia, Sviluppo]
tags: [India, matrimoni precoci, mondo, spose bambine, Unicef]
---

# Spose-bambine in India: una scuola per ripartire

![Spose-bambine in India: una scuola per ripartire](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/spose.jpg)

##### Le spose-bambine nel mondo sono 640 milioni, 200 milioni solo in India. A Polur - nell’Andhra Pradesh - una congregazione di suore gestisce lo "Sree Jeevan Jyothi Vocational Junior College", una scuola per infermiere che accoglie giovani donne vittime di matrimoni precoci

Kavitha e Navyashree, nomi di fantasia, sono due ragazze indiane che sono state date in sposa all’età di 14 e 16 anni. Il loro matrimonio non è durano molto; sono state infatti cacciate dai suoceri dalle loro case in un villaggio nello Stato dell'Andhra Pradesh, nell'India sudorientale.

Oggi vivono a Polur - nel distretto di Nandyal - insieme ad altre 150 giovani donne nel “Sree Jeevan Jyothi Vocational Junior College”, un istituto che dal 2010 accoglie ragazze - molte delle quali vittime di matrimoni precoci - e le prepara a diventare infermiere che si occuperanno di anziani, donne in gravidanza e disabili sia a domicilio che negli ospedali. L'istituto è gestito dalle suore della Società di Sant'Anna Phirangipuram - una congregazione indigena risalente al 1874 - e ha lo scopo di occuparsi delle spose-bambine e di ragazze in povertà estrema per renderle autonome.

In India, il matrimonio al di sotto dei 18 anni è vietato; ma a inizio anno [sono stati arrestati oltre 1.800 uomini](https://www.avvenire.it/mondo/pagine/india-spose-bambine-1-800-uomini-arrestati-in-assam), principalmente nel nordest del Paese, per 4.000 casi di matrimoni infantili. Questa pratica, purtroppo, è ancora diffusa non solo in India ma in tutto il mondo. E anzi, è nuovamente cresciuta come conseguenza della pandemia di Coronavirus.

Il nuovo [rapporto UNICEF](https://www.unicef.it/media/nuovo-rapporto-unicef-640-milioni-di-ragazze-date-in-moglie-durante-l-infanzia/) “Is an End to Child Marriage within Reach? Latest trends and future prospects 2023 update” evidenzia che nel mondo sono **640 milioni le ragazzine date in moglie**, **12 milioni ogni anno**. E l’India, da sola, ne conta un terzo, ovvero un numero di spose bambine che supera i 200 milioni. Inoltre, si stima che altri 10 milioni di ragazze diventeranno spose bambine entro il 2030 anche a causa degli effetti della pandemia. Infatti, come si legge nel rapporto, «in tutto il mondo, i conflitti, le catastrofi climatiche e gli impatti in corso del Covid-19 - in particolare l'aumento della povertà, gli shock di reddito e l'abbandono scolastico - contribuiscono ad aumentare le cause dei matrimoni precoci e rendono difficile per le ragazze l'accesso all'assistenza sanitaria, all'istruzione, ai servizi sociali e al sostegno della comunità che le proteggono dal matrimonio precoce».

Kavihta ha oggi 18 anni e ha raccontato al Global Sister Report (fonte di informazioni e notizie sulle suore cattoliche e il loro operato) di come sia stata costretta dai suoi genitori a sposare un estraneo poco dopo la terza media. A casa del marito doveva svolgere le faccende domestiche, alzarsi alle due del mattino, cucinare per la famiglia di sei persone e poi andare a lavorare tutto il giorno in fattoria sotto il sole cocente. Molto spesso veniva picchiata dal marito e dai suoi genitori per le sue mancanze nel lavoro. «Un giorno ho tentato il suicidio e mi hanno cacciato», ha raccontato.

È stata suor Balajyothi Ramisetti a trovarla e ad ammetterla alla scuola per infermiere. «Abbiamo diversi casi come il suo tra le nostre studentesse: gradualmente escono dal trauma e riescono a studiare bene», racconta.

Navyashree - ora 26enne e studentessa al primo anno di università al Junior College - è stata invece sposata sette anni con un parente stretto. «Ho avuto quattro gravidanze, tra cui due aborti; gli altri due bambini sono nati con un ritardo mentale e non sono riusciti a sopravvivere -  racconta -. La famiglia di mio marito mi ha incolpato per l'incapacità di mettere al mondo figli sani e mi hanno mandata via». I matrimoni consanguinei sono molto comuni nei villaggi dell'Andhra Pradesh e portano alla nascita di bambini non sani che spesso muoiono molto presto.

Per prevenire l'abbandono scolastico e per lavorare sullo sviluppo della loro personalità, le studentesse alloggiano nell'ostello annesso al College e durante la loro permanenza al campus si tengono occupate con varie attività, come corsi di sartoria, esercitazioni di cucina, eventi culturali e sportivi e sessioni di consulenza che le aiutano a superare il loro passato traumatico.

Dalla sua apertura, la scuola ha formato 650 giovani donne e tiene anche corsi per tecnici di laboratorio. Il Board of Intermediate Education del governo ha riconosciuto il College rendendolo una scuola accreditata.

La congregazione è stata fondata da Thatipatri Gnanamma per educare e promuovere specialmente le donne che vivono nelle zone rurali, che sono particolarmente vulnerabili e spesso vittime di sistemi e tradizioni ingiuste. Nel 1999, Papa Giovanni Paolo II l'ha eretta congregazione pontificia e ora conta più di 1.000 membri in 90 conventi di due province, che servono i cinque continenti.

Le testimonianze di ex alunne enfatizzano l’importanza dell’istruzione e del poter svolgere un lavoro con ruoli positivi nella famiglia e nella società, sentendosi trasformate da adolescenti disorientate a donne coraggiose in grado di affrontare le sfide della vita.

 

 
