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title: "Taiwan domani al voto: un test sui rapporti con la Cina"
description: "Domani l'isola di Taiwan va al voto. La sconfitta del partito al governo potrebbe cambiare i rapporti con la Cina. Un'analisi di Mondo e Missione."
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date: 2016-01-15
author: Stefano Vecchia
url: https://www.mondoemissione.it/asia/taiwan-domani-al-voto-un-test-sui-rapporti-con-la-cina/
categories: [Asia]
tags: [Cina, Taiwan]
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# Taiwan domani al voto: un test sui rapporti con la Cina

![Taiwan domani al voto: un test sui rapporti con la Cina](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/taiwan.jpg)

##### Domani 18 milioni di taiwanesi andranno alle urne per le elezioni presidenziali e parlamentari. Le previsioni danno per favorita la candidata del partito democratico progressista, Tsai Ing-wen. La sua vittoria potrebbe cambiare gli equilibri dell'isola con Pechino.

È alta l'attenzione per il doppio evento elettorale di domani a Taiwan. Un voto, quello per le presidenziali e il parlamento, che sarà combattuto ma soprattutto importante per la forte probabilità della vittoria della candidata dell'opposizione, **Tsai Ing-wen ***(nella foto). *Il partito al governo, Kuomintang, è impegnato da anni a tessere legami sempre più stretti con il continente, verso una piena associazione con Pechino che l'opposizione non vuole e con essa la maggior parte dei taiwanesi. Si teme che un'associazione ulteriore con gli interessi economici della Cina siano accompagnati esplicitamente dalla pressione da parte di Pechino a implementare la soluzione “Un Paese, due sistemi” già in pratica a Hong Kong e Macau. In pratica, la riunificazione con la Repubblica popolare cinese con un elevato grado di autonomia per un periodo predeterminato.

L'attenzione quindi è rivolta ai programmi dei candidati e al feeling dell'elettorato per quello che sembra più un voto sulla politica verso la Cina popolare che una scelta del capo dello stato, e alle conseguenze della scelta dei circa 18 milioni di elettori.

Significativamente, l'appuntamento elettorale è stato preceduto dalle **proteste studentesche guidate dal Movimento Girasole**, – le prime di questo rilievo da molti anni – con l'occupazione del parlamento nella primavera 2014 e la netta sconfitta dei candidati del Kuomintang nelle elezioni locali del novembre dello stesso anno. Eventi che indicano disaffezione verso il Kuomintang e ostilità verso una politica di legami più vincolanti con Pechino.

Riguardo le presidenziali, **tutto sembra indicare che il partito di governo andrà verso la peggiore sconfitta della sua storia.** I sondaggi e gli analisti continuano a confermare il **grande vantaggio della candidata del Partito democratico progressista, Tsai Ing-wen,** su quello del Kuomintang. Quest'ultimo, il presidente del partito, **Eric Chu,** riluttante a un ingresso diretto nella competizione, è stato scelto a ottobre in sostituzione della candidata di prima scelta, la combattiva Hung Hsiu-chu.

Se **la sostituzione dell'attuale presidente filo-Pechino Ma Ying-jeou in carica dal 2008**, sarà centrale alle prospettive elettorali, a essa è associato il rinnovamento delle rappresentanze parlamentari. **Sono 113 i seggi in ballottaggio e anche nell'aula parlamentare difficilmente il Kuomintang potrà evitare una sconfitta storica da parte del Partito democratico progressista.**

In sostanza, segnalano gli osservatori, **la giornata del 16 gennaio sarà ricordata – più che per le valenze politiche e per i futuri equilibri interni – come un referendum sui rapporti tra le due sponde dello Stretto di Formosa.** Tuttavia, molti sono coscienti del fatto che il tentativo di limitare l'erosione di un sistema che ha garantito a Taiwan non solo benessere, ma anche una società attiva e sostanzialmente libera, potrebbe alimentare tensioni e provocare la razione di Pechino.
