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title: Quando il virtuale denuncia la tratta
description: "La realtà virtuale s'impegna nel sociale: al SXSW Film Festival sarà presentato Notes To My Father, il primo documentario a 360° sul traffico sessuale"
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/notes-to-my-father-vr-1024x575.jpg
date: 2017-03-13
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/asia/virtuale-diventa-realta/
categories: [Asia]
tags: [film, India, realtà virtuale, tratta]
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# Quando il virtuale denuncia la tratta

![Notes to My Father, documentario a realtà virtuale](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/notes-to-my-father-vr-1024x575.jpg)

##### Pur essendo usata soprattutto per rendere più verosimili i videogame, la realtà virtuale sta diventando uno strumento importante anche per chi si occupa di sociale. Tanto che in questi giorni, al SXSW Film Festival di Austin sarà presentato il primo video-documentario a 360 gradi sul tema del traffico di esseri umani

 

Mettersi nei panni degli altri è un gesto spesso invocato da enti caritativi e associazioni di volontariato, ma questa volta il celebre motto così caro a chi si occupa di sociale non è soltanto un modo di dire. Il merito è delle nuove tecnologie e, in particolare, della cosiddetta **realtà virtuale** che – attraverso periferiche avveniristiche come visori, guanti e cybertute – simula un ambiente esistente e permette all’utente di immergersi.

Per la prima volta questo metodo è stato applicato in modo sistematico anche al **mondo della solidarietà**: l’azienda americana Oculus, specializzata in realtà virtuale e nota soprattutto per i “caschetti” che rendono più verosimile le avventure di molti videogame, neanche un anno fa ha proposto ad associazioni no-profit e singoli videomaker di collaborare. Oculus, nel frattempo acquistata da Facebook, ha dunque lanciato la piattaforma «[VR for Good](https://www.oculus.com/vr-for-good/)» sulla quale lavorare a **film immersivi**, capaci cioè di mostrare uno spaccato di un contesto sociale letteralmente a **360 gradi**. L’obbiettivo è coinvolgere il più possibile il pubblico, mettendogli davanti agli occhi storie e ambienti che per molti resterebbero difficili da immaginare.

Dei primi dieci film prodotti da «VR for Good», ben **otto** hanno già ottenuto un importante riconoscimento, essendo stati selezionati per partecipare al **SXSW Film Festival**, la tradizionale kermesse artistica che ha luogo proprio in questi giorni a Austin, in Texas. Autismo, discriminazioni razziali, storie dalle periferie, ma anche **analfabetismo e povertà**: i temi trattati dai video presentati riportano in vita realtà difficili, davanti alla quali è difficile rimanere con le mani in mano.

Tra questi, particolare attenzione merita **«Notes to My Father»**, il primo video-documentario realizzato con la realtà virtuale sul tema del **traffico di esseri umani**. In soli undici minuti il film – realizzato da [Jayisha Patel](http://www.jayishapatel.com/about.html) in collaborazione con l’associazione [My Choices Foundation](http://mychoicesfoundation.org/) – permette di immergersi nella vita di Ramadevi,** giovane ragazza indiana** che viene data in sposa dal padre ad appena 13 anni ma che, pochi mesi dopo le nozze, viene rapita e finisce in un bordello. Indossando il **visore tecnologico** e gli auricolari, si ascolta la vicenda raccontata dalla viva voce della protagonista, che racconta al padre Kullayappa quel che le è capitato.

«Notes to My Father» denuncia la vicenda di una sola delle **vittime di tratta**, che si stima siano però quasi **20 milioni in tutto il mondo**, l’80 per cento delle quali costrette alla schiavitù sessuale. Proprio per sensibilizzare e far conoscere meglio questa situazione, il documentario immersivo uscirà su **Facebook** entro il prossimo settembre, ma verrà anche proiettato nelle **zone rurali** dell’India. «Abbiamo usato la realtà virtuale – [ha spiegato](http://southasia.oneworld.net/news/indian-doc-film-on-sex-trafficking-to-premiere-at-us-fest#.WMP9xxLhDHd) Hannah Norling di My Choices Foundation – perché dà modo di avvicinarsi direttamente all’esperienza di un’altra persona. Credo che nei prossimi anni la VR sarà lo **strumento numero uno per aiutare le persone a reagire** e a impegnarsi».

 

 
