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title: «Cardinale di un Centrafrica povero, in cerca di pace»
description: "L'arcivescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga oggi diviene cardinale nel terzo concistoro di papa Francesco. Così racconta il significato di questa porpora per il suo Paese La mia creazione a cardinale è una chiamata, un dono che il Signore, attraverso il Santo Padre, fa alla Chiesa del Centrafrica...."
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date: 2016-11-19
author: Dieudonné Nzapalainga
url: https://www.mondoemissione.it/chiesa/cardinale-chiesa-povera-cerca-pace/
categories: [Chiesa]
tags: [Bangui, Centrafica, concistoro, Giubileo, pace]
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# «Cardinale di un Centrafrica povero, in cerca di pace»

![«Cardinale di un Centrafrica povero, in cerca di pace»](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/arcivescovo_bangui.jpg)

##### L'arcivescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga oggi diviene cardinale nel terzo concistoro di papa Francesco. Così racconta il significato di questa porpora per il suo Paese

La mia creazione a cardinale è una chiamata, un dono che il Signore, attraverso il Santo Padre, fa alla Chiesa del Centrafrica. Una Chiesa povera, abbandonata, che soffre per la guerra fratricida. E il Papa, come inviato di Dio, ha lasciato Roma per venire in Centrafrica.

Noi sappiamo dalla Bibbia che Dio che è ricco ha lasciato il Cielo per venire nella carne umana di Gesù Cristo e liberarci dalla povertà.

Ed ecco che anche il Papa è venuto da noi a toccare con mano questa povertà e ora prende uno dei suoi figli poveri per far parte del suo Collegio.

Dobbiamo rendere Grazie a Dio per la sua benevolenza e prendere la misura di questa grande responsabilità, che accolgo con grande umiltà, in quanto è Dio che ci dà la Grazia necessaria per farci carico di questa missione.

Al contempo, sappiamo che non è una questione di meriti, ma è una questione di Grazia: per il mio Paese, per il continente, per la Chiesa universale. Di questo devo farmi carico, perché il mio popolo, confrontato alla guerra e alle divisioni, possa ascoltare un messaggio di pace.

In Repubblica Centrafricana musulmani, protestanti e cattolici lavorano insieme per il ritorno della pace.

Ed è quello che faremo anche in questi giorni: l’imam, il pastore saranno qui a Roma, per dire che noi, leader religiosi, siamo uniti, gli uni agli altri, e vogliamo che i nostri fratelli, i nostri fedeli facciano propria questa fraternità al fine di poter sviluppare la Repubblica Centrafricana.
