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title: Bangladesh, la solidarietà più forte del virus
description: "Il privato che porta in ospedale a sue spese chi per il Covid19 ha paura delle ambulanze, i giovani che aiutano gli agricoltori a mietere il riso, il vescovo accanto ai bambini di strada: storie di chi anche in Bangladesh si organizza per dare una mano ad alleviare i problemi creati dal Covid19..."
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date: 2020-05-05
author: Franco Cagnasso
url: https://www.mondoemissione.it/coronavirus/bangladesh-la-solidarieta-piu-forte-del-virus/
categories: [Asia, Coronavirus]
tags: [Bangladesh, coronavirus, Covid19, solidarietà]
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# Bangladesh, la solidarietà più forte del virus

![Bangladesh, la solidarietà più forte del virus](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Distribuzione-al-parco-1024x651.jpg)

##### Il privato che porta in ospedale a sue spese chi per il Covid19 ha paura delle ambulanze, i giovani che aiutano gli agricoltori a mietere il riso, il vescovo accanto ai bambini di strada: storie di chi anche in Bangladesh si organizza per dare una mano ad alleviare i problemi creati dal Covid19

 

Non so quante siano, ma certamente non sono poche anche qui le persone di buona volontà che si organizzano, o collaborano con organizzazioni già esistenti, per dare una mano ad alleviare i tanti problemi che accompagnano la pandemia del Covid 19.

**Ambulanze.** A Chittangong le ambulanze sono diventate temutissime, perché si pensa che trasportino persone colpite dal virus: anche chi ha problemi gravi di salute e urgenza di ricovero (infarti, incidenti…), rifiuta di usarle, correndo a volte gravi rischi e disagi. Un privato s’è accorto del problema e ha messo a disposizione, a sue spese, quattro ambulanze che fanno gratuitamente la spola in città, garantendo di essersi tenute lontane dal virus.

**Mietitura.** In varie zone del Paese è tempo di raccolta del riso. Normalmente, lavoratori stagionali si recano in queste aree per la mietitura, ma quest’anno il blocco della circolazione ha reso i viaggi teoricamente impossibili, praticamente molto difficili e costosi, proprio mentre forti piogge fuori stagione stanno mettendo a rischio i raccolti. Molti giovani, spesso studenti delle aree interessate, si improvvisano contadini per aiutare gli agricoltori, così che il preziosissimo riso non vada perduto.

**Condivisione.** Nel mese di Ramadan, al tramonto si rompe il digiuno quotidiano con una piccola festa che è molto sentita e simpatica (*iftar*). Si condividono leccornie con parenti e amici, anche con vicini di casa e poveri. Quest’anno ci sono moltissimi nuovi poveri in più, per i quali ricevere cibo diventa questione di sopravvivenza. E ci sono anche più persone che vivono questo “valore aggiunto” del Ramadan: sperimentare, grazie al digiuno, le condizioni di chi patisce la fame, ed essere più generosi con loro – almeno al momento dell’*iftar*.

**Bambini in strada.** Fratel Lucio Beninati, Pime, ha chiamato a raccolta la “sua” associazione “*Pothosisu seba songho*”, che si dedica a “bambini di strada” a Dhaka, e anche a Sylhet. In questo periodo organizza per alcuni di loro distribuzioni di cibo in due zone della capitale. Dopo alcuni giorni, alla distribuzione per bambini si è aggiunta la distribuzione per circa 50 adulti, sperando di calmare l’irrequietezza – e il rischio di reazioni violente – di chi rimaneva a bocca asciutta. A Sylhet, anche il vescovo ha preso parte ad una distribuzione.

**Ficcanaso.** Sono almeno venti i giornalisti minacciati, picchiati, o fatti arrestare perché hanno pubblicato notizie di abusi nella distribuzione di aiuti, sopratutto riso e altri alimentari, che dovrebbero essere dati gratuitamente, o venduti a “prezzi politici” ridottissimi, e invece “spariscono”.

**Blocchi.** Da ogni angolo si sente la lamentela: di aiuti qui non si parla… fanno promesse ma non arriva nulla… tutto è finito nei magazzini del sindaco… del prefetto… del parlamentare… e dei loro amici… siamo alla fame… Qua e là, alcuni hanno iniziato a mobilitarsi, organizzando blocchi su strade o incroci di una certa importanza. Finora queste iniziative si sono risolte pacificamente: arriva la polizia con qualche autorità che promette di provvedere, la gente si fida, il blocco è sciolto. Riusciremo a evitare violenze del tipo “assalti ai forni” di cui ci ha raccontato il Manzoni?

 

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