---
title: "Il testimone di Mosul: dopo l&#8217;Isis ora senza nulla contro il Covid"
description: "In queste ultime settimane in tutto in Medio Oriente i numeri del Coronavirus sono tornati a salire. Tra i Paesi più colpiti l'Iraq con oltre 500 vittime nell'ultima settimana. E Omar Mohammed - il «Mosul Eye» che di nascosto raccontava on line le barbarie dell'Isis durante l'occupazione - denuncia:..."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/DyGukeSXgAAoK9s-1024x683.jpg
date: 2020-06-24
author: Giorgio Bernardelli
url: https://www.mondoemissione.it/coronavirus/il-testimone-di-mosul-senza-nulla-contro-il-covid/
categories: [Coronavirus, Medio Oriente]
tags: [coronavirus, Covid19, Iraq, Mosul, Mosul Eye, Omar Mohammed]
---

# Il testimone di Mosul: dopo l&#8217;Isis ora senza nulla contro il Covid

![Il testimone di Mosul: dopo l&#8217;Isis ora senza nulla contro il Covid](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/DyGukeSXgAAoK9s-1024x683.jpg)

##### In queste ultime settimane in tutto in Medio Oriente i numeri del Coronavirus sono tornati a salire. Tra i Paesi più colpiti l'Iraq con oltre 500 vittime nell'ultima settimana. E Omar Mohammed - il «Mosul Eye» che di nascosto raccontava on line le barbarie dell'Isis durante l'occupazione - denuncia: «Da Baghdad niente test per noi, ma i casi sospetti qui sono ormai migliaia»

 

Nella geografia del Covid19 in questi ultimi giorni sta tornando prepotentemente alla ribalta il Medio Oriente: **da Israele all'Iran, dalla città palestinese di Hebron all'Egitto si rincorrono le notizie di nuovi focolai di contagio** in quella che sembra avere tutte le caratteristiche di una nuova ondata. Nel quadro generale particolarmente grave appare** la situazione dell'Iraq dove gli effetti del Coronavirus sembrano farsi più sentire molto più ora che qualche mese fa**. A ieri il conteggio ufficiale dei morti era salito a quota 1251 di cui **oltre 500 sono vittime registrate nella sola ultima settimana**. In Italia se n'è parlato solo incidentalmente, per citare la morte di [Ahmed Radhi](https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2020/06/21/coronavirus-morto-radhi-stella-del-calcio-in-iraq_d94eac19-3531-40d9-b1aa-ec3abae81315.html), il più famoso calciatore iracheno. Ma la scomparsa di questo ex-atleta cinquantaseienne è solo la punta dell'iceberg; e a rendere la situazione ancora più preoccupante è l'estrema precarietà delle condizioni di vita in questo Paese, che da decenni non trova una pace vera, per via delle tossine pesanti rimaste in circolo tra guerre, interessi sul petrolio e divisioni settarie.

In questo contesto vale la pena di segnalare **un grido di allarme giunto in queste ore da Mosul**, la seconda città del Paese divenute tristemente famosa nel 2014 per la conquista dell'Isis che proprio da lì proclamò la restaurazione del cosiddetto Califfato. **Da tre anni ormai è stata liberata dalla presenza delle milizie jihadiste, ma al prezzo di una devastazione pesantissima**: a dominare tutt'ora ampie zone della città sono le macerie e nel tentativo di rinascere non sono stato certo d'aiuto la pesante crisi politica irachena e le ambiguità dello strano gioco di interessi tra Teheran, Riyad, il Kurdistan e Washington. Giochi di potere e vere e proprie guerre di attrito contro i quali da mesi ormai protestano[i giovani iracheni](https://mondoemissione.it/maggio-giugno-2020/sako-il-mio-iraq-nelle-mani-dei-giovani/).

Ecco: anche qui oggi il Coronavirus avanza. E a raccontarlo è un testimone d'eccezione, il professor **Omar Mohammed**, noto in tutto il mondo per il suo blog **«Mosul Eye»**, cioè «lo sguardo di Mosul». Fu proprio durante il periodo più nero della barbarie dell'Isis Mohammed, un **docente di Storia all'Università di Mosul**, aprì in forma anonima questo blog attraverso il quale - non senza rischi personali, ovviamente - **faceva uscire notizie sulla vita in città e sulle atrocità commesse dai jihadisti**. Una volta finito quell'incubo il professor Mohammed ha svelato la sua identità, continuando a tenere vivo il blog e i suoi canali social per non spegnere i riflettori su Mosul. In questi tre anni ha raccontato i tanti tentativi di rinascita della città, con un'attenzione particolare anche al ritorno delle comunità cristiane.

Ebbene, ieri *Mosul Eye* ha pubblicato **[un post molto preoccupato](https://mosul-eye.org/2020/06/23/covid19-updates-from-mosul-is-a-disaster-on-its-way/) sulla reale situazione del Coronavirus a Mosul**. Racconta di aver parlato con il responsabile locale dell'emergenza Covid e di aver appreso che sono già **almeno 2000 i casi sospetti; ma swono stime apporrsimative perché da Baghdad non arrivano i dispositivi necessari per indagini approfondite**, né la reale possibilità per le autorità locali di controllare la situazione.

Gli ospedali - ancora pesantemente danneggiati - sarebbero pieni di casi di Covid19. **Su appena 200 test effettuati i positivi sono risultati 20**. Ma anche questi casi individuati sono stati lasciati **insieme agli altri pazienti perché in una città in macerie non ci sono strutture adatte per la quarantena.** Quindi il rischio che infettino anche tutti gli altri è molto forte. Per di più dei 20 respiratori a disposizione dei pochi reparti di terapia intensiva ben cinque sono fuori uso.

Le schermaglie tra le forze che tuttora si scontrano nella politica irachena finiscono per acuire i problemi. Il governo locale - racconta il professor Mohammad - preme per **requisire gli stabili dell'Università**, che in questi mesi stava provando a rinascere. Questo perché altri edifici più idonei in aree periferiche delle città sono **nelle mani delle PMU, le milizie filo-iraniane, che non vogliono comunque cederle al governo**. «Ma trasferire i malati di Covid all'Università sarebbe un disastro - scrive *Mosul Eye* - perché quei locali non sono idonei e per di più - trovandosi nel centro della città - difficili da isolare davvero». Di qui l'appello agli organismi internazionali che per ora, però, non hanno dato alcun frutto. E giorno dopo giorno l'epidemia avanza.

Le guerre del Golfo, al Qaida, l'Isis, la mano lunga di Teheran e adesso anche il Coronavirus: **è davvero senza fine il Calvario di Mosul**. Che anche questa volta rischia di consumarsi nel silenzio di un mondo che non ha più nemmeno le lacrime da versare per l'Iraq.

 
