---
title: Thailandia, la Pasqua di chi non può essere battezzato
description: "La Pasqua è il giorno per eccellenza dei Battesimi dei nuovi cristiani. Ma in molti posti i catecumeni che attendevano questo giorno hanno dovuto forzatamente rimandarlo causa le restrizioni imposte dal Coronavirus. Il racconto di padre Marco Ribolini, missionario del Pime in Thailandia: «È una gran..."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AhkaPasqua.jpg
date: 2020-04-13
modified: 2020-04-21
author: Giorgio Bernardelli
url: https://www.mondoemissione.it/coronavirus/thailandia-la-pasqua-di-chi-non-puo-essere-battezzato/
categories: [Asia, Coronavirus, Missione, Pime News]
tags: [Battesimo, catecumeni, coronavirus, Marco Ribolini, Pasqua, Thailandia]
---

# Thailandia, la Pasqua di chi non può essere battezzato

![Thailandia, la Pasqua di chi non può essere battezzato](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/AhkaPasqua.jpg)

##### La Pasqua è il giorno per eccellenza dei Battesimi dei nuovi cristiani. Ma in molti posti i catecumeni che attendevano questo giorno hanno dovuto forzatamente rimandarlo causa le restrizioni imposte dal Coronavirus. Il racconto di padre Marco Ribolini, missionario del Pime in Thailandia: «È una grande prova per loro e questo ci preoccupa. Ma la storia delle missioni ci dice che la fede produce frutti anche nelle situazioni più complicate»

 

Tutti abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa in questa Pasqua segnata dall'emergenza Coronavirus. Ma c'è qualcuno a cui questa situazione ha imposto forzatamente di rimandare qualcosa di particolarmente prezioso. È il caso dei catecumeni, cioè i nuovi cristiani che si preparavano a ricevere il Battesimo: fin dai tempi più antichi la veglia pasquale è la notte dedicata in maniera particolare a loro. E nei Paesi di prima evangelizzazione questo è ancora un fatto ben visibile: non c'è praticamente anno in cui non ci sia da fare festa a Pasqua per qualcuno che si è avvicinato alla comunità cristiana, ha compiuto l'intero cammino del catecumenato e può finalmente ricevere il sacramento del Battesimo. Ecco: nella Pasqua 2020 anche questo è saltato, rinviando per molti la gioia del dono più prezioso per ogni cristiano.

Come è stata vissuta questa esperienza? Abbiamo chiesto di raccontarcelo a padre Marco Ribolini, missionario del Pime a Mae Suay, nel nord della Thailandia. In questa regione sono ben 29 i villaggi degli *akha* e dei *lahu* - le «tribù dei monti» - che padre Marco solitamente visita nel suo ministero. Piccole comunità dove la fede è ancora molto giovane e dove in molti si stavano preparando - appunto - a ricevere il Battesimo in questa Pasqua.

«I catecumeni sono riusciti a compiere il momento del primo scrutinio la prima domenica di Quaresima qui in parrocchia Mae Suay - racconta padre Ribolini -. Poi però è arrivato anche qui il *lockdown* e per questo abbiamo dovuto sospendere i battesimi. Anche in Thailandia infatti dall'inizio di marzo non possiamo svolgere attività che coinvolgano tante persone: adesso il limite è cinque in uno stesso ambiente. Nei villaggi delle tribù dei monti, invece, io non posso nemmeno entrare: dalla strada principale all'ingresso di ogni comunità ci sono posti di blocco che impediscono l'accesso a tutti per evitare la diffusione del contagio. Per cui oggi in questi villaggi la cura pastorale è  affidata ai *prayer leader*, cristiani locali che tengono insieme la loro piccola comunità».

Per stare loro accanto anche la parrocchia di Mae Suay - che è dedicata allo Spirito Santo - diffonde materiali per la preghiera attraverso i social network. Su quando però potrà riprendere una presenza pastorale dei missionari nelle comunità, anche in Thailandia non c'è nessuna certezza. «La chiusura nel Paese è stata decretata fino a fine aprile, ma non è detto che non prosegua anche oltre - continua padre Ribolini -. Il governo ha già detto che le scuole non riapriranno il primo maggio, come accade ogni anno, ma solo il primo luglio. Per i Battesimi un'ipotesi è celebrarli a Pentecoste, che è anche la festa della nostra comunità. Vedremo se sarà possibile... Altrimenti un altro momento potrebbe essere ottobre...».

Al di là della data il pensiero è soprattutto a ciò che questo rinvio significa per i catecumeni: «A livello di fede è chiaramente una grande prova - commenta padre Marco -. Ricorda altre tribolazioni, come quando in altri contesti i missionari venivano espulsi. Certo il rischio della crisi c'è, soprattutto se i mesi dovessero diventare tanti: dovremo vedere come le nostre comunità ne verranno fuori, quanto i *prayer leader* in queste comunità di recente evangelizzazione avranno testimoniato una fede solida. So di qualche caso in cui la tentazione di un ritorno alle cerimonie degli spiriti in una situazione come questa è molto forte; specie in un momento in cui non ci è permesso di vistarle nemmeno per i funerali. Ma proprio l'esperienza del passato qui in missione ci ha tramandato anche altro: storie in cui la fede seminata ha prodotto frutti straordinari nelle condizioni più complicate e più estreme. Preghiamo affinché sia così anche questa volta».

***Nella foto: la preghiera nel giorno di Pasqua in un villaggio del tribù dei monti in Thailandia***
