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title: Un mondo con le scuole chiuse
description: "Secondo i dati dell'Unesco a livello globale sono ormai 1 miliardo e mezzo gli studenti impossibilitati a recarsi in aula a causa del Coronavirus, cioè l'87% del totale. E per molti ragazzi nei Paesi del Sud del mondo non andare a scuola significa anche non aver garantito un pasto completo &nbsp; Da..."
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date: 2020-03-30
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/coronavirus/un-mondo-con-le-scuole-chiuse/
categories: [Coronavirus, Diritti umani]
tags: [Bangladesh, coronavirus, fame, istruzione, scuole, Unesco]
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# Un mondo con le scuole chiuse

![Un mondo con le scuole chiuse](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/scuolechiusemondo.jpg)

##### Secondo i dati dell'Unesco a livello globale sono ormai 1 miliardo e mezzo gli studenti impossibilitati a recarsi in aula a causa del Coronavirus, cioè l'87% del totale. E per molti ragazzi nei Paesi del Sud del mondo non andare a scuola significa anche non aver garantito un pasto completo

 

Da settimane ormai i ragazzi in Italia sono a casa da scuola per l'emergenza Coronavirus e gli istituti cercano con le lezioni on line di fare fronte a una situazione che pare destinata a durare a lungo. Non si tratta però di un problema solo italiano: ogni giorno che passa nel mondo aumentano i Paesi che si trovano a dover chiudere le scuole per arginare la diffusione dell'epidemia. L'Unesco - l'agenzia dell'Onu che si occupa di istruzione e cultura - tiene quotidianamente monitorato l'evolversi della situazione: a oggi parla di **1.534.227.915 studenti di 184 Paesi toccati dalle chiusure**, comprendendo anche le situazioni dove la sospensione delle elezioni è stata dichiarata non su scala nazionale ma solo in alcune regioni. Secondo questi dati la stima è che nel mondo **l'87,6% degli studenti - dalle scuole dell'infanzia fino alle università -** in questo momento non possa mettere piede in aula. È un dato altissimo che fotografa **un mondo quasi totalmente con le scuole chiuse**.

Che si tratti di un danno inestimabile per tutti è molto facile da capire. Non tutti però si trovano ad affrontare questo problema nella stessa condizione: ci sono infatti alcune situazioni particolari che rendono la chiusura delle scuole una ferita ancora più grave. In particolare proprio [l'Unesco sta invitando il mondo ad accendere i riflettori su tre questioni specifiche](https://gemreportunesco.wordpress.com/2020/03/25/three-ways-to-plan-for-equity-during-the-coronavirus-school-closures/) che il mondo ad aule chiuse pone.

La prima è il problema del ***digital divide***, cioè le disparità nelle possibilità di accesso ai dispositivi che permettono le lezioni a distanza. È un problema che vale per il Sud del mondo, ma attraversa sottotraccia anche i Paesi più industrializzati. Anche in Italia ci sono aree del Paese - o situazioni specifiche - in cui alle famiglie mancano gli strumenti necessari per proseguire l'attività didattica da casa. E quindi a livello globale esiste il rischio concreto che chi ha meno possibilità economiche in questo momento venga penalizzato anche in un diritto umano fondamentale come quello all'istruzione.

La questione riguarda i Paesi dove il **problema della fame** - che continua a colpire 1 abitante su 9 del mondo - è ancora largamente diffuso. Da questo punto di vista la scuola negli ultimi decenni è stata un presidio importante anche per la lotta alla denutrizione: nei passi avanti che sono stati compiuti il fatto di aver garantito a sempre più ragazzi nel mondo la possibilità di frequentare almeno un ciclo scolastico è stato un contributo essenziali. In molti contesti, infatti, andare a scuola significa anche poter usufruire di almeno un pasto completo al giorno. In ben 61 Paesi del mondo, per esempio, il World Food Program sostiene i sistemi scolastici per questa sfida. la domanda quindi diventa: che cosa sta succedendo ora che le scuole sono chiuse?

È una preoccupazione che emerge particolarmente chiara nelle testimonianze che arrivano in queste ore anche all'[Ufficio Aiuto Missioni del Pime](https://www.pimemilano.com/News/aperti-per-coronavirus-on-line-per-non-chiuderci-nella-paura.html). «Le scuole sono chiuse fino al 9 aprile e i bambini adottati da voi, come gli altri, restano a casa per il *lokcdown* - scrive ad esempio **mons. Gervas Rozario, che in Bangladesh è vescovo a Rajshahi**, una delle diocesi dove è attivo il [Sostegno a distanza promosso dalla Fondazione Pime Onlus](https://www.pimemilano.com/Pagine/attiva-sostegno-a-distanza.html) -. So che a casa loro stanno leggendo i libri e svolgendo le lezioni. Ma sono preoccupato per le loro famiglie, perché anche i loro genitori non possono lavorare a causa del *lockdown*. E quando non possono lavorare non hanno nulla da mangiare. il governo dice che c'è cibo in abbondanza nel Paese, ma io so che questo discorso non vale per i poveri».

Infine una terza sfida che la chiusura delle scuole pone è il tema dell'**inclusione**: come fare fronte ai bisogni specifici di chi per una disabilità o altre problematiche manifesta difficoltà nell'apprendimento? Non essere fianco a fianco in aula può diventare in questo caso un problema molto serio. Di qui la sfida - sostiene l'Unesco - a pensare anche in questo momento di emergenza a percorsi differenziati che permettano davvero di non lasciare indietro nessuno.

 

 
