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title: Adozioni internazionali in caduta libera
description: Dal 2004 dimezzate nel mondo le adozioni internazionali.
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/internationaladoption.jpg
date: 2016-05-05
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/diritti-umani/adozioni-internazionali-in-caduta-libera/
categories: [Diritti umani]
tags: [adozioni internazionali, bambini, orfanotrofio]
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# Adozioni internazionali in caduta libera

![adozioni internazionali in caduta libera](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/internationaladoption.jpg)

##### Dal 2004 le adozioni internazionali – che davano speranza a tanti bambini orfani – sono calate del 50% raggiungendo negli Usa il minimo storico degli ultimi 35 anni. I motivi del tracollo sono culturali e politici, ma a rimetterci sono 111mila piccoli nel mondo.

Un rapporto serio e denso, quello che ha stilato e firmato il Dipartimento di Stato americano lo scorso 1 aprile rendendo pubbliche [le statistiche sulle adozioni internazionali](https://travel.state.gov/content/adoptionsabroad/en/about-us/statistics.html)compiute dagli americani nel 2015. I dati implacabili fotografano il** calo netto** (di circa il 75% dal 2004) di un fenomeno che per tanti bambini orfani del mondo è una, a volte l’unica, speranza di una vita migliore. Questa tendenza al ribasso – che in America è il minimo storico da 35 anni – si registra in realtà continuativamente in tutte le parti del mondo, dove pressoché ovunque** le adozioni internazionali si sono [dimezzate](https://www.foreignaffairs.com/articles/2016-05-01/homes-beyond-borders#) negli ultimi dodici anni**.

Se la situazione è quindi piuttosto chiara nella sua drammaticità, tuttavia non lo sono le** motivazioni** che stanno dietro a questi dati. Gli ottimisti sperano che sia **sceso il numero di bambini bisognosi** di un’adozione internazionale oppure che siano cresciuti gli affidamenti a livello nazionale o ancora che le famiglie natali ricorrano meno del passato alla pratica dell’abbandono: ma non avendo a disposizione alcun dato su questo tema (anche perché in molti Paesi coinvolti le statistiche sono distorte per fini politici) non sembrano questi essere gli** scenari più plausibili**.

Alcuni osservatori sostengono più verosimilmente che la colpa sia di** barriere culturali e politiche**. In certi Paesi, che pure hanno un numero di bambini orfani più alto di quanto il loro sistema sociale possa permettersi, persistono **disinformazione e nazionalismo**. Ancora diffusa è l’idea, per esempio, che il cambio di nazionalità e cultura provochi un **danno allo sviluppo** del bambino. In realtà la ricerca ha dimostrato che i ragazzi adottati non soffrono di bassa autostima né fanno fatica a integrarsi e che, comunque, il benessere dei piccoli non è legato a una forte identificazione etnica ma alla percezione di un rapporto pacifico tra le proprie culture di riferimento. A scoraggiare le adozioni internazionali anche alcuni **episodi di corruzione** di funzionari per accelerare i procedimenti d’adozione e gli scandali del **traffico di minori**, che – secondo alcuni – potrebbe essere favorito dalla pratica dell’adozione internazionale. In realtà, proprio la necessità di **trasparenza** su un procedimento così delicato ha portato negli anni a una sempre maggiore burocratizzazione delle adozioni (per le quali servono certificati di nascita ufficiali, prove del Dna e, a volte, rapporti di polizia) che risultano di difficile applicazione in tanti Paesi poveri del mondo e rallentano – quando non bloccano del tutto – l’effettivo momento dell’adozione. Anche la politica ci mette del suo come, per esempio, ha fatto solo tre anni fa la Russia istituendo – per motivi diplomatici del tutto estranei a quelli umanitari – un **divieto per adozioni** di bambini orfani da parte di americani, che dal 2004 al 2013 erano stati circa 23mila.

Per colpa di questo calo, sono circa **111mila i bambini orfani** che in questi 12 anni avrebbero potuto essere adottati negli Stati Uniti e che invece sono rimasti in orfanotrofi, case-famiglia oppure per strada. E questi numeri sono destinati a salire se il trend non subirà un’inversione di marcia.

L’adozione a livello nazionale infatti non ha lo stesso successo dal punto di vista del benessere dei ragazzi coinvolti: infatti, in molti Paesi dove il numero di bambini soli è elevato, l’adozione è stigmatizzata. Negli stati dell’ex Unione Sovietica è ancora in voga la **credenza che i bambini adottabili siano deficitari** dal punto di vista fisico o mentale; in Corea del Sud il **legame di sangue** è considerato sacro e pertanto l’adozione è uno strumento impopolare; in altre nazioni i bambini di etnie minoritarie o disabili poi vengono scartati per ragioni culturali.

Anche l’**orfanotrofio** non è la soluzione migliore, visto che i bambini sono a rischio malnutrizione, malattie infettive e abuso fisico. Una ricerca ha persino dimostrato che il tempo trascorso in istituto aumenta lo stress a livello cellulare.

L’adozione internazionale, insomma, rimane ancora oggi uno degli strumenti più efficaci per togliere i bambini orfani da situazioni pericolose e garantire loro un **normale sviluppo** fisico, emotivo e intellettuale degno di ogni persona.
