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title: "Perù: disastro ambientale, le comunità indigene protestano"
description: Le comunità indigene protestano contro la fuoriuscita di circa 2.500 barili di petrolio a Cuninico. Ma gruppi armati hanno sparato contro i manifestanti
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date: 2022-10-27
author: Sara Toffano
url: https://www.mondoemissione.it/diritti-umani/peru-disastro-ambientale-le-comunita-indigene-protestano/
categories: [Diritti umani]
tags: [amnesty international, comunità indigene, inquinamento, manifestazioni, "Peru'"]
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# Perù: disastro ambientale, le comunità indigene protestano

![Perù: disastro ambientale, le comunità indigene protestano](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/peru.jpg)

**Bloccato il traffico sul fiume Marañón per protestare contro la recente fuoriuscita di circa 2.500 barili di petrolio a Cuninico. Ma gruppi armati hanno sparato contro i manifestanti e minacciato il leader delle comunità indigene locali**

Nel nord del Perù, precisamente tra le comunità indigene di San José de Saramuro - nel distretto di Urarinas, provincia e regione di Loreto - sono sorte molte proteste in seguito alla fuoriuscita di circa 2.500 barili di petrolio nella vicina località di Cuninico, sul fiume Marañón, lo scorso 16 settembre.

I leader indigeni si sono recati a Lima per incontrare i rappresentanti della Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH) e chiedere la presenza delle autorità del Paese nelle aree colpite, denunciando Petroperù e Perupetro, i due colossi statali del petrolio, per l’**inadeguatezza nell’arginare il disastro** che continua a diffondersi e a mettere sempre più a rischio la salute, la sicurezza alimentare e l'accesso all'acqua potabile delle popolazioni locali.

Dal 5 di ottobre, alcuni manifestanti hanno bloccato il traffico delle imbarcazioni da carico e di passeggeri del fiume Marañón: «Abbiamo iniziato questo sciopero a tempo indeterminato, in coordinamento con le quattro federazioni dei bacini fluviali Corriente, Tigre, Marañón e Pastaza, perché **lo Stato non ha risposto alle esigenze delle nostre comunità indigene**. Saremo in uno stato di lotta finché una commissione di alto livello non verrà a visitare le nostre comunità, non revocheremo questa misura di protesta», ha dichiarato un portavoce delle comunità indigene alla **[rete radiofonica peruviana RPP](https://rpp.pe/peru/actualidad/derrame-de-petroleo-en-loreto-lideres-amazonicos-llegan-a-lima-en-busqueda-de-atencion-a-los-danos-en-sus-comunidades-noticia-1438133?ref=rpp)**.

Proteste che sono iniziate dopo la scadenza del termine di 45 giorni concesso al governo di Pedro Castillo per riattivare il dialogo con le comunità indigene in un contesto di **50 anni di sfruttamento, contaminazione petrolifera e negligenza dello Stato** nei confronti dei diritti umani e collettivi.

Ma a contrastare tali proteste sono **aggressioni fisiche**, dichiarazioni che incitano alla violenza e intimidazioni verso i membri delle comunità: il leader - l'*apu *- della comunità Kukama, Teobaldo Flores, ha denunciato di essere vittima di continue minacce alla sua integrità fisica da parte di gruppi armati: «Si sono presentati incappucciati, con fucili da caccia e hanno dichiarato che non avrebbero permesso alcun sequestro della Stazione 1 di Petroperú», hanno raccontato le organizzazioni indigene.

Inoltre, l'imbarcazione Eduardo, proveniente da Iquitos con passeggeri e merci, non si è fermata nonostante le richieste avanzate dai manifestanti della zona: «Al contrario, è avanzata senza preavviso e ha sparato colpi contro le piccole imbarcazioni comunali che cercavano di convincerla a non proseguire», hanno affermato i membri delle comnità in una dichiarazione su Twitter.

Se da un lato la popolazione nativa cerca l’attenzione dello Stato, quella contadina chiede l’interruzione della lotta che compromette la pace e la serenità.

Le comunità di San José de Saramuro si sono, però, unite nelle proteste poiché il governo centrale non ha mantenuto la promessa dell'installazione di servizi di base - come acqua potabile ed elettricità - né la bonifica ambientale a seguito della contaminazione da idrocarburi risalente al 2014.

Infatti, l’inquinamento nella zona non è una novità: nel suo report “Uno stato tossico” del 2017, **[Amnesty International](https://www.amnesty.it/peru-rischio-la-salute-delle-comunita-native-cuninico-ed-espinar/) **aveva denunciato la precaria salute dei gruppi nativi e le disastrose conseguenze causate dalla contaminazione da metalli pesanti e altre sostanze chimiche delle fonti d’acqua.

Questioni che - assieme alle richieste di servizi essenziali e di bonifica del territorio - sono state presentate nell’incontro tra 85 rappresentanti delle popolazioni indigene colpite dalla fuoriuscita di petrolio e una commissione di alto livello della Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) tenutosi lunedì 17 ottobre nella città di Nauta.

 
