---
title: Un mondo in fuga
description: Sono più di 122 milioni i profighi e gli sfollati presenti nel mondo. Una fotografia a tinte fosche in occasione della Giornata mondiale del rifugiato
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/44Rubkona-1024x576.jpg
date: 2025-06-20
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/diritti-umani/un-mondo-in-fuga/
categories: [Diritti umani]
tags: [filippo grandi, Global Trends, profughi, rifugiati, sfollati, Unhcr]
---

# Un mondo in fuga

![Un mondo in fuga](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/44Rubkona-1024x576.jpg)

##### Sono più di 122 milioni i profighi e gli sfollati presenti nel mondo. Un numero mai visto prima e che aumenta inesorabilmente ogni anno. Così come aumentano guerre e situazioni di crisi (anche climatica), mentre diminuiscono gli aiuti umanitari. Una fotografia a tinte fosche in occasione della Giornata mondiale del rifugiato

Aumenta inesorabilmente anche quest’anno il numero delle persone costrette a fuggire dalle proprie case: uomini, ma soprattutto donne e bambini che vivono in condizioni di grande precarietà e vulnerabilità in un mondo squassato da guerre, violenze e crisi climatica.

I dati resi noti dall’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) in occasione della **Giornata mondiale del rifugiato** che si celebra oggi 20 giugno sono sempre più drammatici e allarmanti. Secondo il rapporto* ***[Global Trends](https://www.unhcr.org/global-trends-report-2024)* 2025****, *sono infatti più di **122 milioni i profughi e gli sfollati nel mondo**, un dato in crescita ormai da una decina d’anni.

Su tutte queste persone in fuga incombe anche l’incubo dei **[tagli agli aiuti umanitari](https://mondoemissione.it/africa/aiutiamoli-a-casa-loro-anzi-no/)** - e in particolare della chiusura dell’agenzia di statunitense Usaid - che rischiano di provocare ulteriori movimenti forzati, anche verso l'Europa e l'Italia.

«Viviamo in un periodo di intensa volatilità nelle relazioni internazionali, con la guerra moderna che crea un panorama fragile e straziante, segnato da un'acuta sofferenza umana. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per cercare la pace e trovare soluzioni durature per i rifugiati e le altre persone costrette a fuggire dalle loro case», ha dichiarato l’Alto commissario Onu per i rifugiati **Filippo Grandi**.

Papa Francesco parlava di una vera e propria “**guerra mondiale a pezzi**”: una guerra di guerre, a cui ogni giorno, purtroppo, si aggiungono nuovi fronti. E un numero folle di persone che muoiono o sono costrette a fuggire dentro o fuori i loro Paesi.

Le crisi più gravi - sia in termini di persone in fuga sia dal punto di vista umanitario - riguardano in particolare i tre grandi conflitti attualmente in corso in **Sudan**, **Myanmar** e **Ucraina. **Ma anchele crisiincancrenite di **Siria** e **Afghanistan**. Per non parlare della **Striscia di** **Gaza, **la cui devastazioneche va ad aggiungersi alle sofferenze di milioni di palestinesi che da decenni vivono lontani dalla propria terra.

**CHI LI ACCOGLIE**

Contrariamente alla percezione diffusa nelle regioni più ricche del mondo, il **67% dei rifugiati rimane nelle nazioni limitrofe**, che spesso sono anche Paesi **a basso e medio reddito. **Qui si concentra** il 73% dei rifugiati.** Questi Paesi rappresentano il 9% della popolazione mondiale e solo lo 0,6% del prodotto interno globale, eppure ospitano il 19% dei rifugiati. A titolo di esempio vi sono popolazioni di rifugiati molto numerose in Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Sudan e Uganda per quanto riguarda l’Africa. Ma anche Turchia, Iran, Bangladesh, Pakistan accolgono molti milioni di persone.

Il 60% delle persone costrette a fuggire non lascia mai il proprio Paese: secondo Unhcr, infatti, sono 73,5 milioni gli sfollati interni e 42,7 milioni i profughi. E spesso sono i primi - si veda, a titolo di esempio, il caso drammatico del Sudan - quelli più difficilmente raggiungibili dagli aiuti.

**FONDI E RITORNI**

«Mentre il numero di persone in fuga è quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, i fondi per rispondere ai bisogni umanitari sono ora all'incirca allo stesso livello del 2015», fa notare Unhcr, che parla di «tagli brutali e continui degli aiuti. Questa situazione è insostenibile e lascia i rifugiati e le persone in fuga dal pericolo ancora più vulnerabili, le donne senza protezione, i bambini senza scuole, intere comunità senza acqua e cibo».

La repentina e sconsiderata soppressione di Usaid da parte del presidente Donald Trump - il cui budget era di 40 miliardi e provvedeva al 47% della spesa per l’assistenza umanitaria globale - e la sospensione del sostegno economico a molte agenzie delle Nazioni Unite che operano in contesti di emergenza stanno letteralmente mettendo a rischio la vita di chi si trova in condizioni di grande vulnerabilità: dalle vittime delle guerre (Gaza, Ucraina, Sudan, Myanmar, Yemen, Haiti, solo per citarne alcune) ai milioni di profughi e sfollati, dalle moltissime persone colpite dalla crisi climatica e dall’insicurezza alimentare ai malati di tubercolosi, poliomielite o di Hiv/Aids, che si vedono interrotti i trattamenti antiretrovirali e così via… La lista sarebbe lunghissima e tragica. **Un’intera e vasta rete di aiuti d’emergenza è al collasso**.

«Anche a fronte di tagli devastanti, negli ultimi sei mesi abbiamo visto alcuni barlumi di speranza», ha aggiunto Grandi.  Dopo oltre un decennio di esilio, quasi due milioni di siriani sono riusciti a tornare a casa. Il Paese rimane fragile e le persone hanno bisogno del nostro aiuto per ricostruire nuovamente le loro vite».

In totale, **9,8 milioni di persone sono tornate a casa nel 2024**, fra loro 1,6 milioni di rifugiati (il numero più alto da più di due decenni) e 8,2 milioni di sfollati interni (il secondo numero più alto di sempre).

Molti di questi ritorni, tuttavia, sono avvenuti in un **clima politico o di sicurezza sfavorevole**. Ad esempio, un gran numero di afghani è stato costretto a tornare in Afghanistan nel 2024, arrivando a casa in condizioni disperate. In Paesi come la **Repubblica Democratica del Congo**, il **Myanmar** e il **Sud Sudan**, si sono verificati nuovi e significativi flussi di persone in fuga contemporaneamente al ritorno di rifugiati e sfollati interni.

**E L’EUROPA?**

Nel nostro continente chi accoglie di più è di gran lunga la **Germania con 2,7 milioni di profughi** seguita dalla **Polonia** che ha sul proprio territorio più di **un milione di ucraini** e dalla **Francia** con 721 persone accolte. Nella media UE, è l’Eritrea il Paese con la più alta percentuale di riconoscimento di status rifugiati (oltre due terzi), seguito da Afghanistan (54%) e Somalia (36%).

Secondo le rielaborazioni di **Fondazione ISMU,** sulla base dei dati Eurostat, le domande di protezione internazionale presentate nel 2024 nei Paesi dell'Unione Europea sono state 997 mila, con un calo del 12% rispetto al milione e 130 mila del 2023.

In **Italia**, alla fine del 2024, c'erano circa **150 mila** beneficiari di protezione internazionale, 207 mila richiedenti asilo e oltre 163 mila cittadini ucraini che beneficiano di protezione temporanea, mentre il numero di apolidi è stimato intorno ai 3 mila.

**L'Italia con quasi 159 mila richieste **di asilo è terza dopo Germania e Spagna. Le richieste presentate nel nostro Paese rappresentano il 16% di tutte quelle presentate nell'UE. Dal 2021 il numero di domande di protezione nel nostro Paese è in continua crescita e nel 2024 si è registrato il numero più elevato degli ultimi dieci anni. Tuttavia** solo il 7,6% ottiene lo status di rifugiato **(6 mila persone). Quasi la metà (46%) sono cittadini provenienti dall’Afghanistan, il 20% dal Camerun, il 18% dalla Costa d’Avorio e il 16% dalla Nigeria. Per queste ultime nazionalità africane prevalgono le donne, che rappresentano oltre due terzi.

Nel 2024 in Italia sono state esaminate 68 mila domande di protezione presentate da uomini e 10 mila da donne. Tra queste ultime, oltre 6 mila hanno ricevuto esito positivo per la richiesta di asilo (60%), mentre per gli uomini prevale l’esito negativo. **Lo status di rifugiato è concesso in modo più significativo alle donne: l’ha ottenuto il 29% contro il 4,5% degli uomini**.

Una peculiarità italiana è la **protezione umanitaria**, non prevista in molti Stati UE: sul totale degli esiti positivi i permessi umanitari concessi nel 2024 sono stati il 41% del totale (oltre 11mila casi).
