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title: Nedo la vita dopo Auschwitz
description: In occasione della Giornata della memoria, un monologo al Teatro Pime di Milano ripercorre la vicenda del sopravvissuto Nedo Fiano
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date: 2023-01-27
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/gennaio-2023/nedo-la-vita-dopo-auschwitz/
categories: [Gennaio 2023]
tags: [auschwitz, Giornata della memoria, nedo fiano, teatro pime]
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# Nedo la vita dopo Auschwitz

![Nedo la vita dopo Auschwitz](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/fiano8cbf0762-4225-11eb-a986-08f3985f4b5a-e1671530795204.jpg)

##### In occasione della Giornata della memoria, un monologo al Teatro Pime di Milano ripercorre la vicenda del sopravvissuto Nedo Fiano

 

«Questo monologo è figlio di una presa di coscienza: i testimoni delle deportazioni e della Shoah ancora in vita sono pochi e ormai è giunto il momento per noi di farci carico della memoria». Così Antonio Roma spiega la genesi del monologo Nedo, da lui diretto e interpretato, che sarà presentato al [Teatro Pime](https://www.teatropime.it/nedo-scuole-secondarie/) di Milano venerdì 27 gennaio (alle 21), in occasione della Giornata della memoria. Un lavoro che ripercorre la storia di Nedo Fiano, sopravvissuto alla detenzione nel campo di concentramento di Auschwitz e tra i più attivi testimoni in Italia dell’orrore dell’Olocausto fino alla sua morte, a 95 anni, nel 2020.

«Nedo è il racconto degli ebrei e degli antifascisti costretti a vivere l’incubo della persecuzione e della deportazione nei carri bestiame, imprigionati nei campi di concentramento e di sterminio, uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori.

Ma è anche il racconto dei Giusti che molte vite hanno salvato e di chi è sopravvissuto alla fame, alla morte dei propri cari, all’orrore dei campi e nonostante la sofferenza e la disperazione ha trovato la forza di testimoniare, perché una società senza memoria è una società smarrita», continua Roma, che ha scritto il testo di teatro civile insieme a Alessandra Dondi, Alice Ponti e Matilde Dalla Piazza.

Il monologo, pensato prima di tutto per i ragazzi, gode del patrocinio di diverse realtà milanesi che si occupano proprio di educare alla memoria e all’antirazzismo le nuove generazioni: Fondazione Gariwo - la foresta dei Giusti, Fondazione Memoriale della Shoah, Aned (Associazione nazionale ex deportati campi nazisti), Fondazione Memoria della Deportazione e Educare alla Bellezza - EdaB ARte.

Sul palco, l’attore interagisce con una ballerina che ha il compito, attraverso la danza, di raccontare le diverse fasi della deportazione e della vita nei campi. La voce narrante, che non impersona Nedo Fiano ma ne ripercorre la storia in terza persona, allarga lo sguardo anche al contesto storico del primo Novecento e delinea i luoghi della memoria della Milano di allora e di oggi, per fare luce anche sull’impegno di chi non smette di coltivare il seme dell’antifascismo e della tolleranza.
