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title: La maestra di Gaza che bacchetta la sindrome di Down
description: Hiba Al Sharfa è la prima maestra affetta da sindrome di Down nella striscia di Gaza.
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Heba-right-to-live-gaza.jpg
date: 2016-04-15
author: Ilaria Beretta
url: https://www.mondoemissione.it/medio-oriente/la-maestra-di-gaza-che-bacchetta-la-sindrome-di-down/
categories: [Medio Oriente]
tags: [Gaza, Hiba Al Sharfa, istruzione, Palestina]
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# La maestra di Gaza che bacchetta la sindrome di Down

![Heba teacher down syndrome in gaza](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Heba-right-to-live-gaza.jpg)

##### Hiba Al Sharfa è la prima insegnante con la sindrome di Down della striscia di Gaza. Una storia di un sogno che si realizza e una speranza per i disabili palestinesi, ancora emarginati nel lavoro e nell’istruzione.

Tiene in mano gesso e bacchetta in una classe di uno dei luoghi più bellicosi al mondo, ma ad **Hiba Al Sharfa** sembra comunque un sogno. Perché insegnare per questa** ragazza araba** di 26 anni, non significa solo avere una speranza di futuro ma anche lanciare un messaggio forte d’integrazione al Paese.

Colpita dalla** sindrome di Down**, Hiba Al Sharfa è infatti la **prima maestra** con la trisomia 21 di tutta la **striscia di Gaza**. La classe di Al Sharfa, composta da un manipolo di bambini down, nasce grazie agli sforzi della [Right to Live Society](http://www.rightolive.org/), Ong palestinese specializzata nella cura e nell'educazione di circa **500 giovani** affetti dalla sindrome nella Striscia.

L’obbiettivo dell’associazione, che opera dal **1992** in questi territori a fianco di persone con sindrome di Down e autismo, è da un lato garantire loro **assistenza medica** (anemia e mancanza di calcio sono solo due dei danni collaterali della sindrome…) ma anche una** formazione** adeguata per integrarli nella società.

In Palestina infatti storicamente le persone affette da disabilità sono vittime di** emarginazione sociale** e disinteresse da parte delle autorità. Prima che si insediasse un governo nazionale, la struttura vigente – patriarcale e conservatrice – considerava le persone affette da disabilità come il **gradino più basso della piramide sociale**. Esse erano discriminate, specialmente nel campo dell’educazione e del lavoro ma, nonostante questo, per anni il tema non è entrato nell’agenda politica locale. Uno[studio](http://archive.thisweekinpalestine.com/details.php?id=2868&ed=173&edid=173)condotto dall’Institute of Community Health dell’Università di Birzeit all’inizio degli anni Novanta rilevava che **meno del 10% delle persone disabili in Palestina avevano accesso alla riabilitazione** sia per i costi proibitivi del servizio sia a causa dei pregiudizi legati alla stigmatizzazione sociale.

Nel 1999 il Consiglio legislativo palestinese[ha approvato](http://archive.thisweekinpalestine.com/details.php?id=2868&ed=173&edid=173)con una maggioranza schiacciante una** legge sui diritti dei disabili** che sanciva la piena dignità umana di tutti e che è diventata il baluardo di chi si batte per l’affermazione delle pari opportunità nel Paese.

Tuttavia i governi palestinesi successivi non hanno avuto né la volontà politica né il coraggio di tradurre quegli articoli in prassi e il risultato è che ancora oggi non esiste sono le organizzazioni non governative e le associazioni religiose a farsi carico di gran parte dell’**assistenza** ai disabili.

A fotografare questo quadro tutt’altro che roseo è un [censimento](http://www.pcbs.gov.ps/site/512/default.aspx?tabID=512&lang=en&ItemID=1548&mid=3172&wversion=Staging) condotto dal **Palestinian Central Bureau of Statistics** (PCB) il quale ha calcolato che in Palestina circa **113mila persone** sono affette da una o più forme di disabilità e tra questi 38 mila solo a Gaza. Di loro quasi l’80 per cento non ha un posto di lavoro, mentre il** 37,6% di giovani** con più di 15 anni non ha ricevuto alcun tipo di **istruzione**. Un dato quest’ultimo che sale di cinque punti percentuali se localizzato nella striscia di Gaza.

La storia di Al Sharfa è quindi un grande **strappo alla regola** del quale sono fieri i coordinatori del Centro che raccontano che la neo-insegnante è molto affettuosa con i suoi studenti e riesce a **capire bene le loro esigenze** in quanto lei stessa ha provato le stesse esperienze. Il direttore del centro Nabil Aljaneed [ha dichiarato](http://www.albawaba.com/loop/gazas-first-teacher-downs-syndrome-thrives-classroom-827770) che «c’è ancora tanto lavoro da fare per aiutare le persone down a Gaza» ma i corsi di danza e i laboratori pratici complementari alle **lezioni della maestra Hiba** sono già un primo passo verso l’integrazione e l’indipendenza di molti ragazzi.
