---
title: Lavoratrici domestiche, il volto nascosto del dramma libanese
description: "Papa Francesco ha indetto per il 4 settembre una giornata di preghiera per il Paese dei Cedri. Dove tra le vittime della crisi economica, del Covid e dell'esplosione del 4 agosto ci sono anche migliaia di migranti asiatiche e aficane abbandonate a se stesse &nbsp; È passato ormai quasi un mese dalla..."
featured_image: https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/migranti-libano-e1599055868989.jpg
date: 2020-09-02
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/medio-oriente/lavoratori-migranti-il-volto-nascosto-del-dramma-libanese/
categories: [Medio Oriente]
tags: [beirut, Covid, etiopia, kafala, libano, migranti]
---

# Lavoratrici domestiche, il volto nascosto del dramma libanese

![Lavoratrici domestiche, il volto nascosto del dramma libanese](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/migranti-libano-e1599055868989.jpg)

##### Papa Francesco ha indetto per il 4 settembre una giornata di preghiera per il Paese dei Cedri. Dove tra le vittime della crisi economica, del Covid e dell'esplosione del 4 agosto ci sono anche migliaia di migranti asiatiche e aficane abbandonate a se stesse

 

È passato ormai quasi** un mese dalla tremenda esplosione di Beirut, icona dolorosa della crisi che il Libano attraversa**. Mentre si moltiplicano le visite dei leader politici e il Paese cerca di darsi un nuovo governo, Papa Francesco oggi al termine dell'udienza generale ha lanciato [un appello ai libanesi](https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-09/papa-francesco-libano-beirut-appello-giornata-preghiera-digiuno.html) a «non abbandonare le case e la vostra eredità e a non far cadere il sogno di quanti hanno creduto nell’avvenire di un Paese bello e prospero». Parole che ha accompagnato con un gesto: **l'indizione per venerdì 4 settembre di una giornata di digiuno e di preghiera per il Libano, che vedrà anche una missione** **a Beirut del segretario di Stato vaticano, il cardinale Piero Parolin,** per esprimere la vicinanza e solidarietà del Pontefice.

Dentro il dramma generale del Paese ce n'è però anche uno che rischia di rimanere molto nascosto: quello delle migliaia di donne migranti africane e asiatiche che nelle case dei libanesi avevano trovato un lavoro e in questi mesi hanno perso tutto. Si stima che - in un Paese che conta 4 milioni di abitanti - fossero **almeno 250.000 lavoratrici domestiche soggette al discusso sistema della *****kafala**, *un tipo di rapporto in cui è il datore di lavoro l'unico «sponsor» del migranti, che ha così la possibilità di imporre qualsiasi condizione.

Già la grave crisi economica in cui versa il Paese e gli effetti della pandemia avevano portato molti datori di lavoro a licenziare: **particolarmente grave si era rivelato il problema per queste donne provenienti principlamente da Paesi come l'Etiopia, le Filippine, lo Sri Lanka o il Ghana, che si erano ritrovate da un giorno all'altro in mezzo a una strada e senza alcuna tutela**. L'esplosione del 4 agosto ha fatto poi il resto: tra le vittime e i dispersi ci sono anche 13 lavoratori stranieri - filippini, pakistani, bangladesi, indiani - e una donna kenyana; ma soprattutto altre migliaia di migranti sono rimasti senza casa, **con gravissime difficoltà anche ad essere rimpatriati a causa dell'emergenza Covid.**

Il risultato sono immagini come quella che accompagna questo articolo: una quarantina di donne etiopi ritratte qualche sera mentre dormivano per strada sul piazzale davanti all'ambasciata del loro Paese. A diffonderla è stata **Banchi Yimer**, fondatrice di **[Egna Legna Besidet](https://twitter.com/EgnaLegnaDWU)**, un'associazione di donne etiopi che in Libano si batte per la difesa della dignità del proprio lavoro. **Grazie a questa mobilitazione 105 donne sono potute tornare in Etiopia in questi giorni; e interventi analoghi sono stati promossi da altre realtà della società civile libanese**. Ma il problema resta tutt'altro che risolto.

**In discussione è soprattutto il sistema stesso della *kafala*** che - oltre a esporre i migranti al pericolo di truffe, riduzione in schiavitù o abusi sessuali - non prevede alcuna forma di tutela in caso di calamità. Un altro tema che non andrebbe dimenticato per aiutare il Libano a voltare pagina davvero.
