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title: "Armi e sicurezza: il doppio business sulla pelle dei rifugiati"
description: Un rapporto del  Transnational Institute rivela che i principali beneficiari dei contratti per la sicurezza dei confini sono gli stessi produttori e venditori di armamenti ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. «Mentre il popolo soffre, incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire...
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date: 2016-07-05
author: Emanuela Citterio
url: https://www.mondoemissione.it/migranti/chi-beneficia-della-crisi-dei-rifugiati/
categories: [Migranti]
tags: [armi, frontex, immigrati, papa Francesco, rifugiati, sicurezza]
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# Armi e sicurezza: il doppio business sulla pelle dei rifugiati

![Armi e sicurezza: il doppio business sulla pelle dei rifugiati](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Frontex-Macedonia-1024x706.jpg)

##### Un rapporto del  Transnational Institute rivela che i principali beneficiari dei contratti per la sicurezza dei confini sono gli stessi produttori e venditori di armamenti ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

«Mentre il popolo soffre, incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti. E alcuni dei Paesi fornitori di queste armi, sono anche fra quelli che parlano di pace. Come si può credere a chi con la mano destra ti accarezza e con la sinistra ti colpisce?». Lo ha detto oggi Papa Francesco in un [videomessaggio](https://www.youtube.com/watch?v=Pirn6lUpg0s) sulla guerra in Siria.

![infografica armi migranti](https://mondoemissione.it/wp-content/uploads/infografica-armi-migranti-300x150.jpg) A rivelare un "doppio gioco" che riguarda la vendita delle armi e la sicurezza è un rapporto appena uscito del [Transnational Institute](https://www.tni.org/en/page/history)di Amsterdam, [Border Wars](https://www.tni.org/files/publication-downloads/border-wars-report-web.pdf), che mette in evidenza come i **produttori che controllano il "business" della sicurezza dei confini in Europa siano gli stessi produttori e venditori di armamenti ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.** Armamenti che stanno alimentando i conflitti dai quali fuggono i rifugiati. In sintesi, **le aziende che infiammano la crisi sono le stesse che ne traggono i maggiori profitti.**

«C'è un gruppo di interesse che sta beneficiando della crisi dei rifugiati ed in particolare degli investimenti dell’Unione europea per “proteggere” i confini. Sono le **aziende del settore militare e della sicurezza** che forniscono sistemi e attrezzature alle guardie di frontiera, tecnologie di sorveglianza per controllare le frontiere e infrastrutture informatiche per monitorare i movimenti delle popolazioni» denuncia il Transnational Institute, che nel rapporto rivela i protagonisti e i servizi di questa "industria della sicurezza", le dinamiche con cui influenzano e beneficiano delle politiche europee e i finanziamenti che stanno ricevendo dei contribuenti.

In Europa il mercato della sicurezza delle frontiere è in piena espansione. Stimato in circa 15 miliardi di euro nel 2015, si prevede che per il 2022 supererà annualmente i 29 milioni di euro. Solo il bilancio di Frontex, la principale agenzia di controllo delle frontiere dell’UE, tra il 2005 e il 2016 è aumentato del 3688% (da 6,3 milioni a 238,7 milioni di euro).

Anche l’esportazione di armamenti, in particolare le vendite al Medio Oriente e al Nord-Africa da dove la maggior parte dei rifugiati fugge, è in piena **espansione**. Le esportazioni di sistemi militari verso il Medio Oriente è aumentato del 61 per cento tra il 2006-10 e il 2011-15. Tra il 2005 e il 2014, gli Stati membri dell’UE hanno concesso licenze per esportazioni di sistemi militari verso il Medio Oriente e Nord Africa per un valore di oltre 82 miliardi di euro.

Il rapporto mette in evidenza che** i *big player* della sicurezza dei confini dell’Europa sono aziende produttrici di sistemi militari come Airbus, Finmeccanica, Thales e Safran, e il gigante delle tecnologie Indra.** Finmeccanica e Airbus sono stati i vincitori di contratti dell’UE particolarmente importanti volti a rafforzare i controlli delle frontiere. Airbus è anche il vincitore dei maggiori contratti di finanziamento dell’UE della ricerca nel settore della sicurezza. **Finmecannica, Thales e Airbus,** protagonisti nel settore della sicurezza dell’UE, sono anche **tre dei primi quattro produttori ed esportatori di sistemi militari europei e sono fornitori di sistemi militari ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.** I loro ricavi totali nel 2015 sono stati pari a 95 miliardi di euro.

Queste aziende **non sono beneficiari passivi** di un problema di sicurezza delle frontiere che affligge l'Europa. «L’industria degli armamenti e della sicurezza ha **contribuito a definire la politica europea di sicurezza delle frontiere con attività di lobby** e per mezzo delle abituali interazioni con le istituzioni europee per le frontiere e anche delineando le politica per la ricerca» denuncia il Transnational Institute. «L’Organizzazione europea per la Sicurezza (EOS), che comprende Thales, Finmecannica e Airbus, **ha fatto pressioni per una maggiore sicurezza delle frontiere.** Inoltre, molte delle sue proposte, come ad esempio la spinta ad istituire un’agenzia europea per la sicurezza delle frontiere, sono diventate politiche europee: è il caso, ad esempio, della trasformazione di **Frontex** in “Guardia costiera e di frontiera europea” (European Border and Coast Guard - EBCG)». L’industria degli armamenti e della sicurezza **ha ottenuto anche gran parte dei finanziamenti di 316 milioni di euro forniti dall’UE per la ricerca in materia di sicurezza,** contribuendo a definire l’agenda per la ricerca e la sua realizzazione e, di conseguenza, beneficiando spesso dei contratti che ne derivano. Il rapporto rileva che dal 2002, l’UE ha finanziato 56 progetti nel campo della sicurezza e del controllo delle frontiere.

 

 

 

 
