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title: Liberi di scegliere se migrare o restare
description: "Presentato questa mattina il XXXII Rapporto Immigrazione di Caritas Migrantes: stabile il numero degli stranieri presenti in Italia, poco più di 5 milioni. Tra gli occupati, un terzo vive in una condizione di povertà assoluta. «Accoglienza e integrazione richiedono la reciproca disponibilità a un \"i..."
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date: 2023-10-17
author: Redazione
url: https://www.mondoemissione.it/migranti/liberi-di-scegliere-se-migrare-o-restare/
categories: [Migranti]
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# Liberi di scegliere se migrare o restare

![Liberi di scegliere se migrare o restare](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/Cover_RICM-2023-DEF-798x1024-1-e1697537808360.jpg)

##### Presentato questa mattina il XXXII Rapporto Immigrazione di Caritas Migrantes: stabile il numero degli stranieri presenti in Italia, poco più di 5 milioni. Tra gli occupati, un terzo vive in una condizione di povertà assoluta. «Accoglienza e integrazione richiedono la reciproca disponibilità a un "incontro"», ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi.

Al 1° gennaio 2023 le stime dell’ISTAT indicano la presenza di **5.050.257 cittadini stranieri residenti in Italia**, in lieve aumento rispetto ai dati definitivi riferiti all’anno precedente (5.030.716), in maggioranza nel Nord Italia (59,1% dei residenti totali). Quanto alle principali nazionalità, oltre alla consolidata prima posizione dei cittadini rumeni, e alle successive seconda e terza dei cittadini marocchini e albanesi (che si attestano all’8,4% e all’8,3% del totale), notiamo sempre più un avvicendamento delle provenienze asiatiche (del Sud Est, in particolare): quelle di più storica presenza (come Cina e Filippine) sono in decremento, mentre quelle di più recente arrivo (come Bangladesh e Pakistan) stanno consolidando il loro percorso migratorio in Italia. Sono alcuni dei dati che emergono dalla XXXII edizione del**[Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes](https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2023/10/Sintesi-RICM-2023-libretto.pdf)** presentato questa mattina a Roma. Secondo i dati forniti nel Rapporto i nuovi nati stranieri dal 2012 al 2021 sono diminuiti del 28,7%, passando da quasi 80 mila a meno di 57 mila: è ormai da un decennio che il numero di nuovi nati stranieri diminuisce costantemente e sempre più (-5% negli ultimi due anni).

Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, per quelli non-Ue il tasso di occupazione si è attestato su valori leggermente inferiori alla media (59,2% contro il 60,1%). In riferimento alle tipologie contrattuali, l’87% degli occupati stranieri è un lavoratore dipendente e il restante 12,9% ha un contratto di lavoro autonomo. Il 75,2% degli occupati non-Ue svolge la professione di operaio (contro il 31,6% degli italiani), mentre solo 1 su 10 è un impiegato e appena lo 0,1% è dirigente. Fra le maggiori criticità figura lo **scarso coinvolgimento delle donne non-Ue nel mercato del lavoro in Italia**.

Alle fragilità di chi è senza un impiego si aggiungono quelle di chi un lavoro lo possiede: il fenomeno della* in-work poverty* ha registrato una forte recrudescenza negli ultimi anni, tra cittadini stranieri e non: secondo le ultime stime ISTAT, **il 7% degli occupati in Italia vive in una condizione di povertà assoluta, percentuale che sale al 13,3% tra i lavoratori meno qualificati e al 31,1% tra gli stranieri.**

Il totale degli **alunni con cittadinanza non italiana** nell’anno scolastico 2021/2022, è di **872.360**, e la percentuale dei nati in Italia cresce sempre più fino ad arrivare al 65,6%, con punte ancora più alte per alcune nazionalità, come la cinese (88%), la marocchina e la filippina (entrambe oltre il 75%): una realtà ancora non intercettata dalla legislazione sull’acquisizione di cittadinanza.

Rispetto all’anno precedente, si è assistito ad un **aumento degli ingressi di minori in carcere, sia italiani sia stranieri**: segno di dinamiche di disagio giovanile, che si esprimono anche nel fenomeno delle bande giovanili.

Il tema della cultura è tanto significativo per la comprensione della nostra società quanto ampio ed eterogeneo. Anche in conseguenze della guerra in Ucraina, aumentano le “voci” delle persone migranti nell’informazione italiana, ma non a tutti è offerta pari opportunità di esprimersi. Di contro, si sente l’esigenza di un maggiore coinvolgimento di persone di origine straniera nelle redazioni giornalistiche e su temi non solo riconducibili alla mobilità, ma all’attualità, alla politica, alla economia e in ogni ambito della vita quotidiana.

«La conoscenza dei molteplici aspetti dell’immigrazione - senza trascurare le ragioni che portano a lasciare la propria casa e il proprio Paese - risulta utile per comprenderne la reale portata e il ‘volto’, anche in relazione al rapporto tra le persone che arrivano e la società che accoglie», scrive in apertura del volume **monsignor Giuseppe Baturi**, arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Per il segretario generale della CEI, «**accoglienza e integrazione richiedono la reciproca disponibilità a un "incontro"** che vada nel rispetto di entrambe le parti. Il percorso in questo senso appare carico di interrogativi, persino di tensioni: per tale ragione risulta "necessario – come si legge nel Rapporto – un **cambiamento della narrazione**, per superare quella dell’emergenza"».
