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title: Per una rinnovata uscita missionaria
description: "Si celebra oggi il Giubileo della Missione. Un migliaio di missionari, con esperienze in varie parti del mondo, si sono ritrovati a Roma per aprire una volta di più il “libro della missione” &nbsp; «Il Giubileo della Misericordia invita a guardare alla missione ad gentes come una grande, immensa ope..."
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date: 2016-10-28
author: Anna Pozzi
url: https://www.mondoemissione.it/missione/rinnovata-uscita-missionaria/
categories: [Chiesa, Missione]
tags: [Giubileo, missionari]
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# Per una rinnovata uscita missionaria

![Per una rinnovata uscita missionaria](https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/GiubileoMissione.jpg)

##### Si celebra oggi il Giubileo della Missione. Un migliaio di missionari, con esperienze in varie parti del mondo, si sono ritrovati a Roma per aprire una volta di più il “libro della missione”

 

«Il Giubileo della Misericordia invita a guardare alla missione *ad gentes* come una grande, immensa opera di misericordia, sia spirituale che materiale». Seguendo le parole di Papa Francesco, un migliaio di missionari - preti, suore, religiosi e religiose e moltissimi laici - si sono dati appuntamento oggi, 28 ottobre, al santuario della Madonna del Divino Amore di Roma, per celebrare il **Giubileo della Missione**. Un’occasione anche per fare memoria del centenario della **Pontificia Unione Missionaria** (Pum) e rilanciare il messaggio del suo fondatore, il Beato padre Paolo Manna del Pime, nella prospettiva di una “rinnovata uscita missionaria”.

Ed è proprio questo il titolo - “Aprire il libro della missione per una rinnovata uscita missionaria” -di uno dei momenti forti di questa giornata, l’intervento del presidente della Commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la collaborazione tra le Chiesa, **mons. Francesco Beschi**, preceduto dal saluto del direttore di Fondazione Missio e delle Pontificie opere missionarie, **don Michele Autuoro**.

Ma è soprattutto attorno a sette verbi (sette come le opere di misericordia) - Accogliere, Guarire, Liberare, Proteggere, Riconciliare, Soccorrere, Sperare - che i missionari presenti si sono raccontati e confrontati, hanno riflettuto e hanno condiviso le proprie esperienze.

Dall’Africa all’America Latina, dall’Asia all’Oceania - ma anche dall’Italia, da situazioni geograficamente più vicine a noi, ma che interpellano sempre più la missione - è risuonata l’eco di esperienze, opere, cammini di vicinanza e di riconciliazione, di annuncio e di fraternità. Misericordia donata, ma anche ricevuta. Doni di grazia condivisi in questo Giubileo della missione a conclusione dell’Anno santo straordinario della Misericordia.

«Per me liberare - ci anticipa **suor Eugenia Bonetti**, missionaria della Consolata, che da molti anni si occupa di tratta e sfruttamento - significa rompere le catene che rendono schiavi milioni di donne, uomini e bambini in Italia e nel mondo. Persone spesso povere e vulnerabili, trafficate come merci usa e getta». Con lei, **don Giampaolo Marta** e **don Gianantonio Allegri**, *fidei donum* di Vicenza, che hanno vissuto sulla loro pelle - insieme a una religiosa canadese - cosa significa essere privati della libertà e poi essere finalmente liberati. «Rapiti dai miliziani di Boko Haram, nell’Estremo nord del Camerun - ci raccontano - abbiamo vissuto un piccolo inferno che non auguriamo a nessuno. Ma quei 57 giorni sono stati anche un’esperienza di spoliazione, di fraternità, di sostegno reciproco, in cui abbiamo vissuto il miracolo della presenza di Dio e del suo amore. Per questo ci sentiamo di dire che quest’esperienza è stata un tempo di grazia per noi tre e per il nostro cammino personale di conversione».

Sempre in Camerun, **suor Paola Vizzotto** ha vissuto la missione del “riconciliare” soprattutto nelle carceri di Yaoundé. Un’esperienza dura, ma anche di grande umanità: «La pratica della tortura - ricorda - e delle punizioni corporali, le catene, le umiliazioni… i condannati a morte. In quegli anni ho fatto una profonda e faticosa scuola di umanità e di fede, occupandomi in particolare delle donne, dei minorenni e delle loro pratiche in tribunale, perché altrimenti non avrebbero avuto nessuna possibilità di difendersi». Con lei, **padre Amedeo Porcu**, della Comunità Villaregia, che ha vissuto il dramma della recente guerra civile in Costa d’Avorio, lavorando specialmente con i giovani e nella formazione, «per poter immaginare dei percorsi di riconciliazione e di futuro».

L’“accogliere” prende forma nelle parole e nell’esperienza di **Sara Foschi**, della** **Comunità Papa Giovanni XXIII, missionaria in Bangladesh per 12 anni e ora mamma affidataria qui in Italia; ma anche nella testimonianza di **padre Attilio Rossi***,* dei missionari verbiti, che ha fatto dell’accoglienza la cifra del dialogo interreligioso e interculturale a Taiwan, dove solo l’1% della popolazione cattolica.

Del “guarire” si fanno carico due dottori di Medici con l’Africa-Cuamm, **Sara Chiurchiù** e **Carlo Resti**, con esperienze in Tanzania, ma anche **Giovanni e Roberta Vai**, della Comunità missionaria Viollaregia, che hanno aderito all’iniziativa di Caritas Italiana “Un rifugiato a casa mia”.

Dalla Sierra Leone e dal Ciad, così come dalla più vicina Grecia arrivano le testimonianze del “soccorrere”. Sono quelle di **Danilo Feliciangeli** e **Chiara Bottazzi**, volontari Caritas in Grecia, ma anche quella di **padre Jose Angel Aguirre**, saveriano, che ha vissuto dal di dentro la devastazione materiale e umana provocata dalla guerra.

Una laica e una missionaria hanno interpretato il senso del “proteggere”: **suor Paola Gabrieli**, delle figlie del Sacro Cuore di Gesù e **Clementina Iezzi**, infermiera e ostetrica dell’Associazione Laicale Missionaria, che ha trascorso 8 anni in Tanzania e 13 in Zambia.

Infine “sperare”, un verbo che sta al cuore stesso della missione. E che ha avuto come testimoni una famiglia e due laici: **Damiano e Francesca Conati**, *fidei donum* della diocesi di Verona in Brasile; **Valentina Grigoli**, della diocesi di Biella, missionaria in Argentina; e **Antonio Di Lisi*** fidei donum**** ***di Monreale in Tanzania.
